Economia

"Il brand Puglia la chiave per attrarre sempre più turisti e studiosi"

Si è svolta a Brindisi, in presenza dell'assessore regionale Loredana Capone, il primo dei tre incontri finalizzati alla redazione di un Piano strategico della cultura della Puglia

BRINDISI - Si è svolto questa mattina il primo dei tre incontri finalizzati alla redazione di un Piano strategico della cultura della Puglia (Piiil) voluto dalla Regione Puglia. La prima conferenza territoriale che ha visto Brindisi essere il punto di partenza del percorso partecipato che vede la collaborazione di istituzioni, imprese, operatori, artisti e cittadini, si è svolta alle 12.30 nella sala Università di  Palazzo Nervegna. All’incontro hanno preso parte l’assessore regionale allo sviluppo economico e all’industria turistica e culturale, Loredana Capone, il direttore del Dipartimento turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio, Aldo Patruno, il coordinatore del Piano strategico della Puglia, Paolo Ponzio, il presidente del Distretto Produttivo regionale Puglia Creativa, Vincenzo Bellini, il consigliere comunale delegato alla Cultura del comune di Brindisi, Luciano Loiacono, e Carmelo Grassi, presidente del Teatro Pubblico Pugliese.  

 “Io ritengo che il Piano strategico della Cultura della Puglia sia una cosa molto importante, visto e considerato quello che oramai la nostra regione sta riuscendo a dare in termini culturali. E si interseca con altri settori che sono non solo quello culturale, ma anche quello del turismo e dei beni monumentali”, rileva Luciano Loiacono. “Le tre cose”, prosegue, “credo che siano abbastanza unite tra di loro e che sinergicamente si devono muovere affinché questo territorio diventi attrattivo, non solo per chi ci vive, ma soprattutto per chi viene da fuori”. 

Da sinistra, Carmelo Grassi, Vincenzo Bellini, Luciano Loiacono-2

Nella prima giornata di lavoro si è fatto il punto, all’interno del Piano strategico, su quelle misure che sono in corso di pianificazione e su quelle che invece hanno quasi esaurito la loro attività, per evitare che si riparta sempre da zero. Per Loredana Capone, il piano strategico deve prendere le migliori esperienze che ci sono state, valorizzarle, deve tener conto delle criticità che ci sono state nell’esecuzione delle progettazioni finora e risolvere quelle criticità con ulteriori proposte. L’assessore prosegue affermando che “tutti i territori sono importanti, rimaniamo della convinzione che bisogna superare l’idea delle Puglie. Il che non vuol dire che bisogna tagliare con le identità dei singoli luoghi, ma vuol dire invece che, nel brand Puglia, quelle identità devono trovare il loro filo conduttore e scrivere la trama sulla quale noi diventiamo soggetti intercettabili da turisti, da curiosi e da studiosi. Questo è in sintesi l’obiettivo che ci proponiamo a partire da oggi”. 

Il pubblico-5-30

Il Piano strategico si chiuderà con una bozza tra tre- quattro mesi e conoscerà tutta una serie di incontri che si muoveranno tra il pubblico e il privato. L’incontro di questa mattina è stato un incontro pubblico con i comuni. “Nel mentre noi andiamo a costruire la strategia del Piano, andremo a testare una serie di azioni, alcune avviate, come questa, i cui esiti conosceremo nel corso del Piano, perché, come sapete, questa operazione ha vari interlocutori e vari step di analisi e valutazione”, spiega Aldo Patruno. Il direttore del Dipartimento turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio prosegue affermando: “Il dipartimento, come abbiamo annunciato, si doterà di una struttura di staff che si chiamerà partenariato pubblico e privato. Dovrà rappresentare l’interfaccia tra i Comuni e la Regione perché si realizzi la prima tranche del principio del partenariato pubblico e privato. Non c’è partenariato pubblico e privato se prima non si consolida un serio partenariato pubblico-pubblico.”

Per Paolo Ponzio, il Piano strategico vuole essere innanzitutto “un percorso che nasce dal basso, nasce dalle esigenze reali, concrete, pratiche dei territori della nostra Puglia”. “Abbiamo pensato di intersecare alcuni temi, da cui l’acronimo Piiil, perché la cultura è una reale ricchezza”. E Ponzio spiega quali sono i temi: prodotto, identità, innovazione, impresa e lavoro. “Questi cinque temi li abbiamo voluti intersecare con gli ambiti orizzontali naturali della cultura: cioè le attività proprie dell’editoria, le attività connesse allo spettacolo dal vivo, le istituzioni culturali, le imprese creative, le imprese che lavorano nell’audiovisivo e nel cinema, in qualche modo ponendo e realizzando un nesso tra temi e attività culturali vere e proprie”. 

Il tavolo dell'incontro-3

Vincenzo Bellini ha proposto la descrizione delle tredici aggregazioni di comuni pugliesi candidati al bando del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per la valorizzazione delle aree di attrazione culturale. “Abbiamo considerato il piano paesaggistico come strumento, come base, diciamo come navigatore, della nostra regione”, spiega Bellini, “nello stesso tempo è stato possibile anche evidenziare come dal Tavoliere, dal Gargano, fino al Capo di Leuca, è nato un sovra ordinamento di queste aggregazioni che, per esempio, insiste sui cammini e sui percorsi”. 

Conclude l’incontro, cui è seguito un dibattito, Carmelo Grassi che afferma: “Noi ci confronteremo adesso con gli operatori, con i grandi attrattori, però dobbiamo essenzialmente lavorare in sintonia con le amministrazioni”. 

Il prossimo appuntamento del Piano strategico della Cultura si terrà a Taranto il prossimo 18 novembre. 

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