Giovedì, 28 Ottobre 2021
Economia

Tensioni nella Santa Teresa Spa: "Colpa del presidente della Provincia"

Il responsabile del mancato rispetto dell'accordo sulla santa Teresa Spa, raggiunto assieme alla task force occupazione della Regione Puglia, è il presidente della Provincia, Maurizio Bruno. lo dicono senza mezzi termini i sindacati

BRINDISI - Il responsabile del mancato rispetto dell'accordo sulla santa Teresa Spa, raggiunto assieme alla task force occupazione della Regione Puglia, è il presidente della Provincia, Maurizio Bruno. lo dicono senza mezzi termini i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl, chiedendo la immediata revoca della deliberazione del 28 aprile scorso, che ha riacceso le tensioni tra i lavoratori della partecipata.

"Con la deliberazione del consiglio provinciale di Brindisi del 28 aprile 2017 il presidente Bruno è riuscito, ancora una volta, sebbene l’accordo regionale avesse scongiurato ogni sorta di discrezionalità sulla scelta dei dipendenti da far lavorare, a dividere e creare conflittualità nei rapporti fra i lavoratori della Santa Teresa Spa", accusano infatti i sindacati. 

"Lo scorso 24 febbraio presso la Regione Puglia si riuniva la Task force per l’occupazione e veniva sottoscritto un accordo condiviso sia dalle parti istituzionali, che sindacali. Con esso si adottava in favore dei lavoratori della Santa Teresa Spa un piano di gestione della Cigd nel rispetto del principio di rotazione equa, che tradotto significava  permettere a tutti di lavorare attraverso la rotazione", ricordano ancora Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

"Con la delibera innanzi citata - affermano critiche le organizzazioni sindacali brindisine - è stato disposto un piano di gestione per i soli servizi essenziali sino al 30 giugno 2017. In buona sostanza i lavoratori già facenti parte dei servizi ricadenti nelle funzioni fondamentali lavoreranno sino a tutto giugno, gli altri lavoratori rimarranno in Cigd a zero ore. Questa decisione, oltre che non rispettare gli accordi raggiunti in sede regionale, mira a creare disparità di trattamento fra i dipendenti e sta provocando forti divisioni e contrasti fra gli stessi".

"Una politica che rispetti ognuno dei lavoratori vittime della vertenza Santa Teresa non avrebbe mai dovuto permettere questa differenza di trattamento. Il presidente Bruno, oltre ad assumersi una responsabilità politica sul mancato rispetto dell’accordo sottoscritto in sede regionale, è colui che sta venendo meno al ruolo stesso di garante in sede locale della unità e della serenità dei dipendenti Santa Teresa", accusano ancora i sindacati. "Il suo doveva essere quello di tenere tutti uniti in un momento di grande tensione, ma anche questa volta ha mancato al suo ruolo,  andando a creare,  proprio all’interno di rapporti già condizionati dalla precarietà del momento, ulteriori situazioni di conflittualità".

Nell'esprimere nuovamente "tutto il proprio disappunto per l’ennesima scelta operata in stridente contrasto con le necessità del territorio, oltre che  con le scelte già operate in sede regionale", Cgil, Cisl, Uil e Ugl "chiedono di revocare immediatamente la delibera di cui trattasi e di porre in essere atti amministrativi coerenti con l’accordo siglato in sede regionale presso la Task force".

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