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Acqua dal Sinni, cambiano i costi

BARI – Dal prossimo anno il costo dell’acqua lucana per uso industriale sarà aumentato mentre per l’uso agricolo diminuito. La proposta fatta dalla Regione Puglia con l’assessore Fabiano Amati è stata accolta: dal 2012 il costo dell’acqua per l’agricoltura sarà ridotto del 25% e quello per uso industriale aumentato, invece, nella misura del 250%, 400% per il 2013 e 500% per il 2014. Tutte le variazioni riguarderanno le imprese agricole ed industriali che utilizzano la risorsa prelevata dalla Regione Puglia in Basilicata, calcolate sul costo sostenuto nel 2011.

BARI - Dal prossimo anno il costo dell'acqua lucana per uso industriale sarà aumentato mentre per l'uso agricolo diminuito. La proposta fatta dalla Regione Puglia con l'assessore Fabiano Amati è stata accolta: dal 2012 il costo dell'acqua per l'agricoltura sarà ridotto del 25% e quello per uso industriale aumentato, invece, nella misura del 250%, 400% per il 2013 e 500% per il 2014. Tutte le variazioni riguarderanno le imprese agricole ed industriali che utilizzano la risorsa prelevata dalla Regione Puglia in Basilicata, calcolate sul costo sostenuto nel 2011.

Questo l'esito della riunione del Comitato di coordinamento per l'accordo Puglia - Basilicata, svoltosi stamane a Potenza. "Ringrazio la Regione Basilicata ed il presidente De Filippo - ha dichiarato Amati - per l'attenzione dimostrata all'argomento, molto sentito dagli agricoltori tarantini, che assieme ad altre importanti questioni affrontate e decise nella riunione odierna, rilanciano lo storico e proficuo rapporto di solidarietà ed amicizia tra le due regioni, ponendo alle spalle le più recenti e note divergenze."

La revisione del modello tariffario, stabilito dal Comitato nel 2004 in via provvisoria, è risultata necessaria per incentivare gli utilizzatori a contenere i consumi per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di tutela ambientale: tale approccio è conforme ad una direttiva europea, che stabilisce che dal 2010 gli Stati membri devono provvedere affinché le politiche dei prezzi dell'acqua incentivino i consumatori a usare in modo efficiente le risorse idriche e perché i vari settori di impiego dell'acqua contribuiscano al recupero dei costi dei servizi idrici, compresi i costi per l'ambiente e le risorse.

In particolare, è stato deciso che per l'anno in corso la tariffa rimane invariata indipendentemente dall'uso (potabile, irriguo, industriale); a partire dal 2012, accogliendo la proposta dell'assessore alle opere pubbliche pugliesi, la tariffa sarà differenziata in relazione al diverso uso della risorsa idrica. La decisione del Comitato vuole essere un passo verso una gestione più sostenibile delle risorse idriche attraverso le azioni di riduzione (degli sprechi e dei consumi), recupero (quantitativo e qualitativo) e riuso (quale risorsa aggiuntiva): in particolare la crescita del costo per la componente industriale rappresenta una misura di stimolo e sollecitazione all'utilizzo di fonti di approvvigionamento idrico alternative, quali il riutilizzo delle acque reflue affinate.

Inoltre, si è parlato del progetto sul raddoppio della Canna del Sinni e dei problemi relativi al finanziamento per essa, e l'assessore Amati ha voluto sottolineare che l'aumento varato oggi sul costo idrico non è in correlazione con il completamento della canna del Sinni. Per quest'altra causa è stato chiesto dal comitato di insediare un tavolo tecnico, composto dai segretari generali delle rispettive Autorità di bacino, esperti di Acquedotto Pugliese, Acquedotto Lucano, Ente irrigazione e Provveditorato alle opere pubbliche.

"Questo tavolo tecnico - ha spiegato l'assessore - ha il compito di approfondire le questioni relative ai 180 milioni di euro destinati al raddoppio della "canna del Sinni" e fare valutazioni generali sugli investimenti più utili a una più efficace gestione della risorsa idrica tra Puglia e Basilicata, compresa l'eventualità di rinunciare alla realizzazione dell'opera, ove tecnicamente dovesse rivelarsi più opportuno. Nell'attesa di ricevere al più presto le conclusioni del tavolo tecnico istituito, auspichiamo che il Ministero e il soggetto attuatore dell'intervento (Eipli) sospendano gli atti esecutivi, perché se l'opera deve realizzarsi è giusto che accada con la piena consapevolezza delle due regioni."

Il raddoppio della canna, già predisposto in alcuni punti, sarebbe quindi necessario, salvo contrarie indicazioni del tavolo tecnico istituito oggi, per scongiurare che il disservizio dell'unica canna esistente possa mettere in crisi la distribuzione idrico-potabile in Puglia e Basilicata, così come avvenuto nel 1989 a causa dello scoppio della condotta lungo la discesa verso il torrente Cavone.

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