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Sabato, 4 Dicembre 2021
Economia

Acque sotterranee: nuove direttive

BARI - La Giunta regionale pugliese ha approvato le direttive sui procedimenti amministrativi in materia di acque sotterranee, alla luce della necessita di uniformare l'attività amministrativa in materia sull'intero territorio regionale. Lo rende noto l'assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati, relatore del provvedimento.

BARI - La Giunta regionale pugliese ha approvato le direttive sui procedimenti amministrativi in materia di acque sotterranee, alla luce della necessita di uniformare l'attività amministrativa in materia sull'intero territorio regionale. Lo rende noto l'assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati, relatore del provvedimento.

La vigente disciplina in materia di ricerca ed utilizzazione delle acque sotterranee, infatti, presenta una particolare complessità in ragione di un mancato coordinamento tra le norme di settore di carattere regionale e nazionale ed in parte anche in ragione di una ripartizione dei compiti tra gli Enti che a vario titolo sono stati nel tempo coinvolti nel procedimento. Inoltre, a partire dal primo gennaio 2011, le funzioni in materia di autorizzazioni e concessioni di acque sotterranee sono state trasferite alle Province, circostanza che ha comportato che medio tempore due uffici, uno regionale e l'altro provinciale, siano stati transitoriamente preposti alle medesime attività nella materia trasferita, con l'adozione di provvedimenti che, in alcuni casi, siano stati affrontati e conclusi in modo differente.

Le direttive di indirizzo approvate riguardano il rinnovo delle concessioni la cui istanza sia stata presentata in ritardo, le procedure di rinnovo o sanatoria di pozzi nelle aree interessate da contaminazione salina, la necessità di installare le apparecchiature di misurazione e controllo delle portate, i canoni, le sanzioni amministrative e la chiusura dei pozzi e la concessione del carburante agricolo.

Alla luce dell'evidente interesse pubblico e strategico dell'attività agricola e della carenza di fonti irrigue alternative, la delibera riscontra istanze pervenute finalizzate alla riduzione delle conseguenze negative, in particolare a causa del diniego opposto dagli Uffici Provinciali alle istanze di rinnovo di concessione presentate in ritardo oppure al diniego opposto dagli Uffici comunali al rilascio del carburante agricolo per le utenze la cui concessione in sanatoria o rinnovo della stessa siano in itinere.

Con riferimento alla prima problematica dunque, è comunque concesso il prelievo di acqua dai pozzi nei casi in cui vi siano particolari ragioni di interesse pubblico, previo pagamento da parte dell'utente di una sanzione amministrativa. Inoltre, gli uffici provinciali, in caso di concessioni scadute e di assenza dell'istanza di rinnovo, prima di emanare i provvedimenti finalizzati alla chiusura dei pozzi, devono procedere a diffidare l'utente.

Le direttive indicano inoltre le procedure di rinnovo e/o sanatoria dei pozzi che si trovano nelle aree interessate da contaminazione salina e sanciscono l'obbligo al pagamento della sanzione amministrativa nel caso di violazioni delle norme e di contravvenzioni al provvedimento di concessione. In materia di demanio idrico infatti, l'utilizzazione delle acque pubbliche è soggetta al pagamento dei canoni e alle sanzioni amministrative per le violazioni e contravvenzioni. Inoltre, qualora l'utente non corrisponda i canoni o non paghi le sanzioni, previa diffida e attivazione delle procedure di legge, è prevista la chiusura dell'utenza.

Ancora, la Giunta ha deliberato che, poiché sono pervenute varie richieste per eliminare dai provvedimenti concessori l'obbligo alla installazione di apparecchi di misura e controllo delle portate, in quanto gli stessi sono soggetti a continui furti, comportando danni per gli agricoltori e rendendo vani i controlli per la tutela della falda, secondo quanto previsto dal Piano di tutela delle acque, l'installazione di misuratore delle portate è imposta soltanto quando non sia possibile determinare in forma deduttiva i volumi estratti mediante i consumi energetici.

Infine, le direttive indicano che gli uffici comunali non possono negare il carburante agricolo in pendenza del rilascio del provvedimento concessorio in sanatoria, o del rinnovo di concessione. La legge infatti, prevede che l'utilizzazione possa proseguire, fermo restando l'obbligo al pagamento del canone per l'uso effettuato dell'acqua pubblica.

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