Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia

Nanotecnologie contro la Xylella. "Ma gli abbattimenti presto riprenderanno"

L’abbattimento delle piante di olivo infettate dalla Xylella fastidiosa non è l’unico sistema. Lo hanno detto i movimenti e le associazioni scesi in piazza a Lecce, ma adesso la speranza di una via, se non alternativa ma almeno complementare, arriva ufficialmente La ricerca fitopatologica potrebbe avvalersi delle nanotecnologie per colpire al cuore l’organismo che rischia di distruggere il patrimonio olivicolo salentino e pugliese

L’abbattimento delle piante di olivo infettate dalla Xylella fastidiosa non è l’unico sistema. Lo hanno detto i movimenti e le associazioni scesi in piazza a Lecce, ma adesso la speranza di una via, se non alternativa ma almeno complementare, arriva ufficialmente La ricerca fitopatologica potrebbe avvalersi delle nanotecnologie per colpire al cuore l’organismo che rischia di distruggere il patrimonio olivicolo salentino e pugliese. Una ricerca partita in Puglia, e che oggi presenta una possibile soluzione al problema, alternativo alle motoseghe. Intanto il commissario straordinario per l’emergenza Xylella annuncia che non si farà un passo indietro rispetto agli abbattimenti, e prevede anci che le direttive della Commissione europea in merito diventeranno ancora più restrittive.

Il progetto di lotta con i nanovettori

Il batterio Xylella fastidiosa al microscopio elettronico-2Immaginare dei nanovettori in circolo all’interno dei vasi linfatici degli ulivi millenari infetti in grado di contrastare la xylella fastidiosa e il gioco è fatto. E’ quanto si propone di realizzare il cluster tecnologico regionale Tapass (acronimo per Tecnologie Abilitanti per Produzioni Agroalimentari Sicure e Sostenibili) attorno al quale stanno lavorando alacremente sei organismi di ricerca, nel dettaglio Università di Bari, Foggia, Salento, Crsa Basile Caramia, Cnr e il distretto agroalimentare regionale Dare che ha provveduto a coinvolgere nel progetto alcune delle principali expertise regionali. (Nella foto, il batterio Xylella fastidiosa al microscopio elettronico)

Il progetto è stato elaborato nei mesi di agosto e settembre 2014 ed è stato valutato positivamente dagli esperti regionali tanto da risultare ammesso a finanziamento come 18° in graduatoria su 126, a valere sull’Avviso Pubblico emanato dall’Assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Puglia per finanziare progetti di ricerca e sviluppo promossa da Cluster Tecnologici. A conclusione della fase di approvazione degli atti, il gruppo di ricerca, che già sta operando per proporre soluzioni innovative per la diagnosi precoce e per il trattamento anti Xylella fastidiosa, potrà disporre di un budget di 549.036 euro.

“Abbiamo ragionato con l’assessore regionale Capone che ringraziamo per la sensibilità ed il pragmatismo – ha spiegato il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – il 14 agosto scorso, nel corso di una telefonata molto più che preoccupata, nel corso della quale abbiamo gettato le basi per un progetto in cui riponiamo molte speranze. Il nostro cruccio è che nel 2013 era già chiara la rilevanza e la criticità del problema Xylella nel basso Salento. Per questo chiediamo che si faccia presto e la ricerca venga sostenuta con ulteriori fondi pubblici e privati, che ci stiamo direttamente impegnando a raccogliere anche attraverso la piattaforma di crowdfunding in fase di realizzazione con il Politecnico di Bari”.

“Una guerra economica, ambientale e sociale”

Loredana CaponeLa Xylella pare fosse conosciuta (da 130 anni) solo nelle Americhe e a Taiwan. Colpisce anche alberi da frutto e piante ornamentali, diffusissime in Salento, ma per fortuna la vite ad oggi risulta immune al ceppo. "Sono figlia di agricoltore e vedo questo problema e le sue implicazioni come una vera e propria guerra economica, ambientale e sociale - ha detto Loredana Capone, assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia. Per questa ragione ho ritenuto giusto e doveroso dare il mio contributo e quello del mio assessorato a un percorso scientifico non improvvisato e a favore della natura”.

“Ritengo ormai indispensabili azioni sui temi della ricerca, della cooperazione istituzionale, del credito, della Commissione Europea. Occorre costruire un percorso scientifico e dotarlo di mezzi per combattere questa tragedia annunciata: è questo l'obiettivo del mio assessorato sia in termini di diagnosi precoce sia in termini di lotta e di cura, per intervenire nel modo migliore su ogni pianta ciascuna con le sue specificità. Dobbiamo chiedere a tutte le istituzioni, dalla Provincia di Lecce (che ha 6 milioni di euro a disposizione nel patto territoriale per l'agricoltura) a tutta la nostra regione, alla Commissione Europea, di concorrere nella ricerca con progetti che accelerino gli studi, di far presto nelle correzioni legislative per consentire una moratoria dei debiti degli agricoltori”.

“Dobbiamo chiedere – ha concluso Loredana Capone - se è stato usato lo stesso criterio per l'importazione e per l’esportazione. Perché sinora il divieto di esportare un gran numero di piante ha messo in ginocchio i nostri vivaisti. Non c’è più tempo da perdere. La nostra priorità è salvare gli ulivi e, al contempo, dare sostegno ai nostri agricoltori che rischiano seriamente di soccombere sotto il peso della Xylella”.

“La nostra la prima applicazione di una ricerca”

Sono sempre più numerosi i focolai e non esiste alcuna storia fitopatologica a cui attingere. “Abbiamo già testato gli effetti – ha spiegato Giuseppe Ciccarella dell’Università del Salento – sulle piantine di ulivo e i risultati sono ragguardevoli. Si tratta di inoculare negli esemplari infetti nanovettori, ottenuti attraverso protocolli di incapsulamento di prodotti anti Xylella fastidiosa, contenenti prodotti tradizionalmente usati in agricoltura come ioni rame, ioni zinco, solfato di rame, capaci di raggiungere velocemente e colpire selettivamente la Xylella laddove si annida, ovvero negli xilemi, vasi linfatici dalle dimensioni di circa 20 micrometri. Ovviamente essendo nanovettori l’impatto sulla pianta e sull’ambiente sarà decisamente più blando dei consueti strumenti di lotta alle fitopatie normalmente adoperati in campagna. Al contempo stiamo sviluppando un metodo rapido ed efficace di diagnosi precoce mediante analisi metabolomica della Xylella fastidiosa”.

Il commissario Silletti: le eradicazioni cominceranno presto

Giuseppe Silletti-2"Le eradicazioni inizieranno quanto prima" ha detto ieri commissario straordinario per l'emergenza Xylella, Giuseppe Silletti, a margine della riunione svolta ieri a Bari con i rappresentanti della Regione, dell'Osservatorio fitosanitario, del Cnr e dello Iam. Durante l'incontro è stata valutata anche la decisione del Tar di Lecce, che venerdì scorso ha sospeso le eradicazioni previste in un fondo agricolo di Oria. "L'Unione europea - ha proseguito Silletti - è fortemente convinta della necessità di eradicare e certamente emanerà  ulteriori provvedimenti ancora più restrittivi di quelli predisposti dal commissario". Silletti ha anche fatto un riferimento ai ricorsi al Tar che numerosi proprietari di fondi del Salento si apprestano a presentare, dopo l'accoglimento della richiesta di sospensione presentata dai legali di Oria, annunciando che "l'ufficio del commissario risponderà anche al Tar".

Intanto che la giustizia amministrativa giunga a definire la questione delle eradicazioni, per ora bloccate, , bisogna procedere con le altre operazioni previste, ricorda la Provincia di Lecce. Entro il 5 aprile prossimo tutti i proprietari e conduttori di oliveti e terreni agricoli del Salento dovranno procedere con "estrema urgenza", in applicazione del piano di intervento del commissario delegato all'emergenza Xylella, alla fresatura, erpicatura o trinciatura per distruggere le erbe spontanee e uccidere le forme giovanili delle sputacchine presenti sulle erbe infestanti. La Provincia ha diramato a tutti i Comuni le norme a cui proprietari e conduttori di oliveti e terreni agricoli devono attenersi.

Entro fine aprile gli stessi destinatari della direttiva dovranno procedere alla potatura, ovvero sfoltire la chioma degli ulivi, asportare i rami secchi e disinfettare le ferite da taglio con prodotti a base di rame. Nello stesso periodo bisognerà ottemperare anche alla gestione delle ramaglie di potatura: i residui della potatura devono essere trinciati e interrati o bruciati all'interno del campo. Le branche e i tronchi privi di vegetazione possono essere liberamente trasportati in quanto non costituiscono fonte di inoculo del batterio.   "Tutti i soggetti coinvolti - si legge nella documento - devono annotare sul quaderno di campagna le operazioni colturali effettuate e conservare i documenti fiscali attestanti gli acquisti di mezzi tecnici e le operazioni effettuate in conto terzi".

Altri 4 milioni dalla Regione per combattere l’epidemia

Fabrizio NardoniIeri intanto la Regione Puglia ha aggiunto altri 4 milioni di euro al fondo anti-Xylella: “La Regione Puglia continua ad avere al cospetto di tale epidemia un approccio solido e pragmatico – ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Fabrizio Nardoni – solido quanto le risposte finanziarie che sono arrivate dalla Giunta regionale, che dopo il primo stanziamento di circa 6 milioni di euro, ha deciso di individuare un capitolo di spesa dal bilancio autonomo di ulteriori 4 milioni di euro. Ad oggi, insieme ai 2milioni e 600 mila euro del Ministero e i 5 milioni del Fondo nazionale di solidarietà – spiega Nardoni – tutti queste risorse sono ascrivibili all’impegno della Regione che su tutti i fronti si è battuta per il riconoscimento nazionale ed europeo di una emergenza del tutto inedita per una nazione comunitaria”.

“I 4 milioni di euro deliberati nella riunione di Giunta regionale di oggi serviranno per intensificare ulteriormente le attività di monitoraggio e ricerca e per sostenere il Piano di interventi che serviranno a contenere l’epidemia. Abbiamo l’obbligo di fermare questa pandemia, evitando strumentalizzazioni e valutando con attenzione gli effetti di ulteriori impasse – ha detto Nardoni – ma insieme abbiamo il dovere di sostenere e supportare un comparto agricolo che non può essere lasciato solo, partendo innanzitutto da olivicoltori e vivaisti di quella terra.”

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