Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Alenia annuncia la chiusura della fabbrica, ma da Brindisi parte una richiesta di incontro

BRINDISI – Questa mattina, a Roma, Alenia Aeronautica ha annunciato alle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali la propria intenzione di dismettere lo stabilimento di Brindisi entro il 31 dicembre 2010, cominciando con un primo ricorso alla cassa integrazione e alla mobilità, finalizzate ai prepensionamenti, per 25 unità, mentre per le restanti 49 è previsto il trasferimento ad Alenia Grottaglie dove vi è fabbisogno nell’area riparazioni materiali compositi. Per la situazione di Venezia Tessera, affrontata nel corso dello stesso incontro, è stato disposto un aggiornamento al 27 aprile. Per Brindisi invece è in corso un forte pressing sindacale e istituzionale finalizzato all’apertura di un ulteriore confronto a livello locale con Finmeccanica ed Alenia.

Alenia Aeronautica Brindisi

BRINDISI - Questa mattina, a Roma, Alenia Aeronautica ha annunciato alle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali la propria intenzione di dismettere lo stabilimento di Brindisi entro il 31 dicembre 2010, cominciando con un primo ricorso alla cassa integrazione e alla mobilità, finalizzate ai prepensionamenti, per 25 unità, mentre per le restanti 49 è previsto il trasferimento ad Alenia Grottaglie dove vi è fabbisogno nell'area riparazioni materiali compositi. Per la situazione di Venezia Tessera, affrontata nel corso dello stesso incontro, è stato disposto un aggiornamento al 27 aprile. Per Brindisi invece è in corso un forte pressing sindacale e istituzionale finalizzato all'apertura di un ulteriore confronto a livello locale con Finmeccanica ed Alenia.

Obiettivo, salvare il sito produttivo eventualmente con un cambio di missione ed evitare il trasferimento delle maestranze. E a prendere l'iniziativa, oggi è stato il sindaco Domenico Mennitti che inviterà Alenia e Finmeccanica ad un tavolo con le forze sociali e i rappresentanti dei governi locali. Si attende una risposta ufficiale, dopo una serie di contatti preliminari.

Secondo il segretario nazionale della Fim Cisl, Franco Bentivogli, Alenia prevede per Brindisi "un forte calo di attività per la seconda metà del 2010 e una sensibile riduzione dei volumi dal 2011, e la necessità di un alto livello di investimenti per il sito (di proprietà demaniale) di 5 milioni". Sempre in merito alla crisi dei siti produttivi ex Aeronavali, per Venezia Tessera, stante l'esaurimento del portafoglio ordini mese prossimo, la società del gruppo Finmeccanica conferma, ha detto ancora Bentivogli, "al netto dei trasferimenti verso Agusta e Superjet, 135 esuberi a fine anno, con un picco di 150 ad agosto e settembre. L'azienda ha comunicato di voler far ricorso alla cassa integrazione a zero ore dal 3 maggio per massimo 160 impiegati e 190 operai al lordo degli assorbimenti AgustaWestland e Superjet".

Questa l'estrema sintesi dell'incontro odierno, in cui Alenia ha confermato l'impossibilità di mantenere a Brindisi attività di manutenzione in perdita, al cospetto di forti costi di gestione dei tre hangar dell'ex idroscalo. Che la società non fosse più in grado di competere finanziariamente -e non certo tecnicamente- nel campo delle manutenzioni aeronautiche con la concorrenza dell'Estremo Oriente era già apparso chiaro anche quando l'amministratore delegato e presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, aveva detto no al governo che voleva affidare interamente alla stessa Finmeccanica -nel corso della crisi Alitalia- l'Atitech.

Ora la palla passa alle istituzioni locali e agli attori economici e sociali del comparto aerospaziale brindisino. "Bisogna giocarsi bene una eventuale apertura di Alenia ad un confronto locale, e allora potrebbe esserci ancora qualche speranza", dice Toni Cescutti della Fiom Cgil. "Ma bisogna capire, avere certezze sulla disponibilità di Alenia e soprattutto di Finmeccanica a mettere insieme un nuovo piano industriale per il sito di Brindisi. Quei tre hangar, con nuovi assetti produttivi, secondo me consentirebbero di fare molto".

Cescutti annuncia anche l'impegno diretto della Fiom nazionale nella gestione della crisi dello stabilimento ex Aeronavali di Brindisi. La Fiom, come già riferito da BrindisiReport, aveva già nel 2008 una posizione diversa da Uil e Cisl sulle risposte da dare ai problemi di prospettiva di Alenia Brindisi. L'accordo siglato dagli altri due sindacati due anni fa, il 16 giugno, consentì invece solo di raffreddare la congiuntura temporanea con il pensionamento anticipato di una quarantina di unità dello stabilimento. Ma il nodo della missione "improduttiva" è rimasto, a va affrontato di petto.

Contro la chiusura del sito si sono nuovamente schierati stamani il Partito Democratico e Confindustria Brindisi. "Il Partito Democratico, che ha già interessato i propri livelli politici ed istituzionali nazionali e regionali, conferma il suo impegno a fianco dei lavoratori dell'Alenia e per impedire uno scippo al tessuto industriale brindisino che assume un valore emblematico della politica di depauperamento del Mezzogiorno crescente negli ultimi anni, specie se attuata verso realtà produttive di qualità e di potenziale espansione", scrive il segretario provinciale Corrado Tarantino.

"Pur rispettando pienamente le scelte strategiche delle aziende associate, Confindustria tuttavia condivide quanto espresso in proposito dalle istituzioni e dai sindacali locali, circa la considerazione che l'unità produttiva di Brindisi rappresenta un patrimonio professionale del territorio, di antica e consolidata tradizione, che va a tutti i costi salvaguardato", ha dichiarato stamani il presidente Giuseppe Marinò. "E' necessario, pertanto, uno sforzo congiunto fra istituzioni e forze sociali locali in funzione di questo obiettivo".

Intanto questa mattina un folto picchetto di lavoratori Alenia assieme alle organizzazioni sindacali ha tenuto una breve manifestazione davanti alla Prefettura, in piazza S.Teresa. Il prefetto Domenico Cuttaia ha incontrato una delegazione, alla quale ha fatto presente che non è nei suoi poteri cambiare accordi già firmati tra le parti nel 2008, ma che comunque non mancherà certo l'iniziativa per favorire un confronto locale allo scopo di individuare ogni possibile soluzione. Intanto lo stesso prefetto ha informato il governo della situazione.

La polemica tra Fiom Cgil e Fim Cisl sugli accordi del 2008

Che la lettura dei problemi del sito di Alenia a Brindisi siano in parte legate agli accordi firmati solo da Fim Cisl e Uilm Uil il 16 giugno del 2008 è confermato dalle tensioni affiorate oggi tra i sindacati ai margini dell'incontro di Roma. Dichiarando che la Fiom Cgil è contraria alla chiusura dello stabilimento di Brindisi, Massimo Masat, coordinatore nazionale per la Fiom-Cgil del gruppo Finmeccanica, afferma che "si dimostrano nella loro gravità gli effetti dell'accordo separato che ha sancito l'uscita dal settore delle trasformazioni aeronautiche, sottoscritto da Fim e Uilm e che ha visto la sola contrarietà della Fiom".

Masat ha detto che saranno oltre 100 su 250 lavoratori in carico ad Alenia gli esuberi a Venezia Tessera. La Fiom "non è disponibile a una guerra tra stabilimenti e ritiene che Finmeccanica, attraverso le proprie società, debba mettere in campo tutte le iniziative per trovare soluzioni industriali di rilancio per Brindisi e di rafforzamento per Venezia. Riteniamo inoltre necessario - ha concluso Masat - mettere in campo tutte le iniziative sindacali in difesa dell'occupazione e la salvaguardia dei siti industriali".

Il segretario nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli ha replicato in serata invitando la Fiom «a individuare correttamente le controparti in modo da non agevolare le decisioni negative che Alenia Aeronautica e Finmeccanica hanno assunto nei confronti dei lavoratori», annunciando la chiusura di uno stabilimento e la riorganizzazione di un altro. "

"È singolare -polemizza Bentivogli - che la Fiom veda come controparte non l'azienda ma gli altri sindacati. Ci sembra la conferma di un atteggiamento che più che di salvaguardia dell'occupazione e di prospettive industriali di Alenia sia di valutazione di un accordo di un anno e mezzo fa, che peraltro prevedeva il consolidamento occupazionale di Brindisi e Venezia". In realtà la Fiom non firmò poiché dava di quell'accordo una lettura opposta.

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