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Alitalia lascia l'handling, ma per Bari e Brindisi senza soluzioni: 75 addetti a rischio

BRINDISI – Venticinque addetti al servizio di carico e scarico bagagli davanti all’ingresso dell’Aeroporto del Salento, 50 di fronte al Karol Woitjla di Bari. Settantacinque persone in tutto, che hanno sfidato il vento gelido che ha trasformato la pioggia in fiocchi di neve, che chiedono attenzione alla Regione, in qualità di azionista di maggioranza della società di gestione. Sono le vittime dei tagli maturati dopo la cessione del servizio di handling da parte di Alitalia ad un nuovo consorzio da cui resta fuori la società di gestione Aeroporti di Puglia (AdP).

BRINDISI - Venticinque addetti al servizio di carico e scarico bagagli davanti all'ingresso dell'Aeroporto del Salento, 50 di fronte al Karol Woitjla di Bari. Settantacinque persone in tutto, che hanno sfidato il vento gelido che ha trasformato la pioggia in fiocchi di neve, che chiedono attenzione alla Regione, in qualità di azionista di maggioranza della società di gestione. Sono le vittime dei tagli maturati dopo la cessione del servizio di handling da parte di Alitalia ad un nuovo consorzio da cui resta fuori la società di gestione Aeroporti di Puglia (AdP).

La mannaia dei licenziamenti si abbatte sugli addetti alla movimentazione bagagli. Le lettere di licenziamento sono già arrivate agli ex dipendenti della società di lavoro interinale Oasis, che per conto di AdP svolgeva il servizio di handling per AirOne oltre agli altri vettori. L'attuazione del piano industriale di Alitalia ed il mancato accordo tra il vettore ed Aeroporti di Puglia ha determinato l'arrivo di un nuovo ed importante gestore del servizio di handling nel territorio pugliese.

Il piano industriale della nuova Alitalia che prevedeva la terziarizzazione dei servizi di handling è stato perfezionato in quasi tutti gli aeroporti italiani eccetto Bari, Brindisi, Cagliari e Reggio Calabria con la cessione del ramo d'azienda ed il passaggio in blocco, con tutte le garanzie occupazionali, dei lavoratori alla nuova società di servizi senza alcun contraccolpo. In Puglia avrebbe potuto aggiudicarsi i servizi Aeroporti di Puglia ma non c'è stato accordo dopo lunghi mesi di trattative.

Negli ultimi due anni Aeroporti di Puglia ha gestito il servizio anche per i voli AirOne mentre Alitalia ha sempre svolto il servizio in autoproduzione. Ora sia per l'handling dei velivoli Airone sia per quello di Alitalia (entrambi in Cai, Compagnia Aerea Italiana) il servizio è ritornato nelle mani del vettore che lo ha ceduto (a partire dal primo marzo) al consorzio composto da "Aviation Services Spa" e "GH Napoli Spa" il quale ha rilevato in blocco 71 lavoratori Alitalia su Bari (27 impiegati a tempo indeterminato e 5 a tempo determinato e 39 operai a tempo indeterminato con vari livelli d'inquadramento).

La contrazione del carico di lavoro svolto prima da Aeroporti di Puglia con i dipendenti della Oasis ha determinato come prima conseguenza i primi 75 licenziamenti: 50 su Bari, 25 su Brindisi. Allarmati i sindacati regionali del trasporto di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno chiesto da tempo un incontro all'assessore regionale al ramo Guglielmo Minervini anche in virtù del fatto che la Regione Puglia è l'azionista di maggioranza di Aeroporti di Puglia. Temono che si tratti di una prima ondata di tagli che potrebbe avere dimensioni ancora più gravi.

Mentre per Bari con un traffico passeggeri superiore ai 2 milioni di persone l'accordo è stato perfezionato a Brindisi bisognerà attendere il superamento della fatidica soglia per l'arrivo ufficiale del nuovo gestore. Intanto 75 persone sono in mobilità, l'anticamera del licenziamento. "Aumentano i passeggeri ma scattano i licenziamenti" - protesta il segretario regionale della Fit Cisl Antonio Faccini - "un autentico controsenso, in cui sono i lavoratori a pagare" . Parla di un vero e proprio "paradosso" Mino Greco della Uil trasporti, ritornando sulla richiesta d'incontro urgente alla regione, ma da Bari ancora ad oggi nessuna risposta.

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