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Chef Adria con il suo staff

Chef Adria con il suo staff

All'asta i cimeli di chef Adria: ultime follie dal mondo della ristorazione

A New York l'asta per i cimeli e le bottiglie dello chef di El Bulli ha raccolto 913 mila dollari. Ennesima prova che il mondo della ristorazione vive in una "bolla mediatica”. Che prima o poi scoppierà

Per qualcuno si è trattato di una iniziativa con scopi etici, per altri è stata l'ennesima trovata pubblicitaria di un grande chef. Forse però, la vendita all'asta di bottiglie e cimeli dello spagnolo Ferran Adrià, è l'ultima conferma che il mondo della ristorazione sta vivendo in una bolla (simile a quella finanziaria) che probabilmente molto presto esploderà, riportando un po' di ragionevolezza in mondo che ormai vive perennemente sotto i riflettori delle tv.

L'asta organizzata da Sotheby's a New York, in ogni caso, ha racimolato 913 mila dollari, che serviranno a far nascere nella vecchia sede di El Bulli, per anni il ristorante più blasonato del mondo (chiuso dal 30 luglio 2011) una fondazione a metà tra un laboratorio e un museo, che offrirà borse di studio ad aspiranti chef che non possono permettersi di iscriversi alle grandi scuole di cucina.

All'asta sono state battute numerose bottiglie della carta dei vini di El Bulli, la giacca del cuoco profeta della cucina molecolare, piatti, menù, coltelli e, dulcis in fundo, una cena per quattro persone con lo chef, per cui un gourmand asiatico ha sborsato 37 mila dollari, che si sono aggiunti ai 52 mila pagati per una bottiglia di Domaine Romanée-Conti 2004.

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