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Annuncio di Salvini, il Pd punta il dito contro Enel: "Grave silenzio complice"

Il segretario generale Filctem Cgil Brindisi Antonio Frattini: "Non c'è uno straccio di piano industriale e gli operai sono stati colti impreparati. È molto complicato partire davvero entro l'estate 2024. Non ci sono le officine per la costruzione dei pannelli"

BRINDISI - Non c'è solo il ministro e vicepremier Matteo Salvini a diventare bersaglio, a causa dei tempi e dei modi della conferenza stampa di lunedì 3 giugno 2024 a Brindisi, di attacchi politici e sostanziali, dopo l'annuncio di un "piano decennale" per il futuro del sito di Cerano. C'è anche Enel, ritenuta "silente". Si tratta di un'iniziativa di terzi - ovvero Rfi - ed Enel è ancora al lavoro per definire i termini progettuali. C'è anche da aggiungere che l'annucio è del leader leghista, non esserci poteva apparire uno sgarbo istituzionale. Quindi la mancanza di dichiarazioni da parte di Lanzetta potrebbe anche venire interpretata come una distanza preventiva da successivi scontri nel mondo politico. 

Di diverso avviso il Partito Democratico di Brindisi che, oltre a parlare di "propaganda" da parte di Salvini, osserva un "grave silenzio complice del direttore Enel Lanzetta", presente lunedì a Brindisi. Non solo il piano politico, la questione solleva dubbi anche tra i sindacati. Il segretario generale Cgil Brindisi Antonio Macchia dice senza mezzi termini che "Salvini pensa che abbiamo l'anello al naso. Dal ministro non ci servono spot pre-elettorali, Brindisi chiede lavoro". Il segretario Filctem Antonio Frattini, contattato da BrindisiReport, evidenzia che "non c'è uno straccio di piano industriale e gli operai sono stati colti impreparati. È molto complicato partire davvero entro l'estate 2024. Non ci sono le officine per la costruzione dei pannelli".

"Enel complice di messinscena elettorale"

Per il segretario cittadino del Pd, Francesco Cannalire, quello di Salvini è "l'esempio perfetto del qualunquismo con cui il governo Meloni sta affrontando la grave crisi che sta colpendo il tessuto economico e industriale di questo territorio", proprio perché ci si trova davanti all'"ennesimo annuncio di un investimento di cui non si ha traccia concreta e che, qualora fosse realizzato, non sarebbe idoneo a frenare l'impoverimento economico e la grave emorragia di posti di lavoro, soprattutto tra l'indotto che è stato alimentato negli ultimi 40 anni proprio dalla mono committenza di Enel". Già, Enel. Prosegue Cannalire: "È inconcepibile che Nicola Lanzetta, direttore Italia di Enel, azienda che ha preso tantissimo da questo territorio, si sia prestato quale complice silente di una vergognosa messinscena elettorale senza contraddittorio con coloro, aziende e lavoratori, che sono vittime del disimpegno di Enel. Lanzetta, piuttosto che fare il convitato di pietra nel codazzo da campagna elettorale del ministro di turno, torni subito a Brindisi e ci resti finché non renderà noto come e quanto vuole investire concretamente Enel su questo territorio". Insomma, "a questo punto urge un chiarimento sulle reali intenzioni di Enel e una risposta parlamentare che faccia comprendere che si voglia realmente passare dalle chiacchiere alle proposte concrete", conclude Cannalire.

"Manca un qualsiasi piano industriale"

"Non c'è uno straccio di piano industriale. Di questo annuncio non c'è percezione né da parte 'elettrica', né da parte dei colleghi dei trasporti". Antonio Frattini, Filctem Cgil Brindisi, spiega che la fabbrica dei pannelli c'è a Catania, si chiama Three Sun, "ma abbiamo saputo che parte dell'azienda di Enel è stata messa in vendita. Si dovevano creare altre due gigafactory". Salvini ha parlato di tempistiche, seppur vagamente: il progetto potrebbe prima dell'estate 2024. "La vedo molto molto complicata. Fare la costruzione e l'assemblaggio che significa? In quali officine? Bisognerebbe capire, invece, rispetto al piano nazionale di energia e clima cosa c'è scritto sulla prosecuzione degli impianti a carbone, che oggi sono fermi. Bisognerebbe impegnare Enel a presentare quel piano di ciclo combinato che ad oggi non è stato presentato", spiega Frattini. "Terna potrebbe lanciare nuove aste per la consegna di impianti fino al 2028. Dunque, si potrebbe aprire il cantiere per un nuovo impianto a gas e far partire i lavori per smontare l'impianto a carbone. Questo vuol dire fare attività industriale, non portare i pannelli", è la lettura finale di Frattini.

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