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Il presidio si scioglie

Il presidio si scioglie

Appalti Eni Versalis, si va all'incontro

BRINDISI – Rientra la protesta dei lavoratori del settore appalti del Petrolchimico di Brindisi. Dopo 3 giorni di presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, la convocazione di un tavolo in prefettura ha rasserenato gli animi degli operai, in stato di agitazione per l’imminente scadenza di oltre 10 contratti.

BRINDISI -Rientra la protesta dei lavoratori del settore appalti del Petrolchimico di Brindisi. Dopo 3 giorni di presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, la convocazione di un tavolo in prefettura per i primi di novembre ha rasserenato gli animi degli operai, in stato di agitazione per l'imminente scadenza di oltre 10 contratti d'appalto stipulati da Versalis, società che regge le redini del petrolchimico, con varie aziende che garantiscono servizi inerenti l'edilizia, la meccanica, la coibentazione, le pulizie industriali, la puntellatura e la manutenzione dei macchinari.

La vertenza coinvolge circa 350 lavoratori, alcuni dei quali prestano servizio nel petrolchimico consortile da più di 20 anni. Il problema, purtroppo, è lo stesso che si presenta in occasione dei cambi di appalto nelle grandi aziende: i dipendenti delle ditte appaltatrici uscenti chiedono di essere riassorbiti per intero e alle stesse condizioni del contratto in scadenza dalle ditte subentranti; quest'ultime, però, non sempre sono propense ad assumere tutti i lavoratori delle imprese uscenti, con il medesimo trattamento contrattuale previsto dall'appalto scaduto.

E i bandi di gara emanati dalle committenze, del resto, non prevedono l'obbligo, per l'impresa subentrante, di assumere gli operai della ditta uscente. Supportati dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, i lavoratori del settore appalti auspicano che l'incontro in prefettura, al quale prenderanno parte anche i dirigenti nazionali di Versalis, porti a una svolta positiva. Altrimenti, riprenderà lo stato d'agitazione.

"In questi giorni - dichiara Francesco Serinelli, della Fiom Cgil - abbiamo presidiato i cancelli del petrolchimico per tutelare i diritti del lavoratori. Le gare d'appalto indette ogni 3 anni all'interno del petrolchimico contribuiscono a destabilizzare gli operai, in quanto la ditta che acquisisce l'appalto non sempre riassorbe gli operai della ditta che lo perde. La nostra non è una lotta cattiva. Siamo sempre stati corretti nei confronti di tutti".

 

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