"Appalti, ripristinare le regole"

BRINDISI - “Se non ti manda... Picone, non lavori”. La denuncia è di quelle forti, un vero e proprio moto d'orgoglio dettato dalla reazione all'ennesima constatazione del fatto che da tempo – e quindi non si tratta di un caso fortuito – ad aggiudicarsi gli appalti, in particolare provenienti dagli enti pubblici siano sempre i soliti noti. A lanciare l'allarme, chiedendo al prefetto Nicola Prete di intervenire istituendo un osservatorio provinciale ad hoc, sono la Claai di Puglia e Basilicata attraverso il suo presidente Luigi Pedone, l'Api (Associazione Piccole industrie di Brindisi) presieduta da Ugo Poli e l'Aniem presieduta dal geometra Angelo Cavaliere.

La conferenza stampa di Claai e Api

BRINDISI - “Se non ti manda... Picone, non lavori”. La denuncia è di quelle forti, un vero e proprio moto d'orgoglio dettato dalla reazione all'ennesima constatazione del fatto che da tempo – e quindi non si tratta di un caso fortuito – ad aggiudicarsi gli appalti, in particolare provenienti dagli enti pubblici siano sempre i soliti noti. A lanciare l'allarme, chiedendo al prefetto Nicola Prete di intervenire istituendo un osservatorio provinciale ad hoc, sono la Claai di Puglia e Basilicata attraverso il suo presidente Luigi Pedone, l'Api (Associazione Piccole industrie di Brindisi) presieduta da Ugo Poli e l'Aniem presieduta dal geometra Angelo Cavaliere.

Le tre associazioni di categoria portano all'attenzione pubblica un problema che molte imprese associate segnalano da tempo e che in questi tempi di crisi rappresentano un colpo di grazia alle aziende sane che tra mille difficoltà cercano di fare impresa. Claai, Api e Aniem rompono un muro di silenzio chiedendo di rendere effettive la trasparenza e le pari opportunità negli affidamenti di appalti e servizi facendo in modo che non restino un affare per soli intimi. nel territorio, denuncia amaramente Luigi Pedone “si lavora solo su raccomandazione e sono in molte le imprese che si pongono questo quesito”.

“Il fenomeno – dicono le tre associazioni - è generale e tocca in particolare il settore pubblico dove si fa sempre più ricorso - per determinati importi di lavori - alle imprese iscritte nell’Albo dei fornitori di fiducia dei medesimi enti; un fatto questo che avverrebbe in misura eccessiva e non sempre giustificata dalle necessità e dalle urgenze. Un sistema questo che darebbe luogo a forme di agevolazione delle quali trovano vantaggio, a volte, solo pochissimi soggetti”.

Secondo le associazioni che hanno promosso l'incontro, "in questo contesto di generale difficoltà, le imprese seguono con estrema attenzione quello che avviene nel sistema degli appalti e dei servizi pubblici. Dove non mancano episodi alquanto anomali, quali ad esempio lo svolgimento di gare con percentuali di ribasso che vanno oltre il 50% dell’importo a base d’asta". Allora cosa chiedono le piccole imprese alle pubbliche amminitrazioni e agli enti appaltanti?

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L'appello è rivolto anche ai "oggetti preposti al controllo, affinchè gli appalti dei lavori e dei servizi avvengano in un regime di massima trasparenza e nel pieno ed effettivo rispetto dello spirito delle norme e delle procedure previste dal Testo Unico e dal Regolamento di esecuzione degli appalti pubblici di cui alla Legge 163/2006 e successive modifiche e integrazioni. In virtù di tali norme, la procedura negoziata (ex trattativa privata) deve ritornare ad essere l’eccezione. Le stesse procedure aperte che prevedono la presentazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa lasciano ampi spazi di discrezionalità tanto che in qualche caso i criteri richiesti all’offerente sembrano proprio essere confezionate alla stregua di abito su misura".

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