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Martedì, 18 Giugno 2024
Economia

Appalti Versalis, chieste maggiori garanzie

BRINDISI – La promessa di nuovi investimenti assunta da Eni Versalis non basta. I lavoratori del settore appalti del Petrolchimico di Brindisi chiedono garanzie occupazionali riassumibili in tre parole: clausola di salvaguardia. Questo è quanto emerso dall’assemblea sindacale svoltasi stamani.

BRINDISI – La promessa di nuovi investimenti assunta da Eni Versalis non basta. I lavoratori del settore appalti del Petrolchimico di Brindisi chiedono garanzie occupazionali riassumibili in tre parole: clausola di salvaguardia. Questo è quanto emerso dall’assemblea sindacale svoltasi stamani davanti ai cancelli dello stabilimento, nel corso della quale i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno esposto l’esito dell’incontro con i dirigenti nazionali di Eni Versalis svoltosi giovedì mattina in Prefettura.

Tutto ciò in vista della girandola di cambi d’appalto prevista per la fine del prossimo gennaio, quando scadranno oltre 10 contratti, con il coinvolgimento di circa 300 lavoratori. La società, di fronte al prefetto Nicola Prete, ha annunciato il raddoppio della quota manutenzioni prevista per il 2014 (dai 20 milioni di euro spesi mediamente ogni anno, si passerà a uno stanziamento complessivo di 40 milioni di euro per effetto dei lavori di manutenzione straordinaria che riguarderanno l’impianto di cracking, destinato a un blocco di alcuni mesi), assicurando che la forza lavoro delle ditte appaltatrici toccherà picchi di 800 unità.

Ma sulla possibilità di istituire una clausola di salvaguardia con la quale imporre alle ditte che rilevano un appalto di riassorbire per intero i lavoratori della ditta appaltatrice uscente, Eni Versalis non ha dato alcuna garanzia, al di la della sottoscrizione di un documento in cui la società si impegna a valutare, caso per caso, le posizioni dei lavoratori fuoriusciti. E i sindacati, pur apprezzando le promesse fatte sul fronte degli investimenti, chiedono di più. “Lo stato di agitazione – ha dichiarato Piero De Giorgi, Cisl, nel corso dell’assemblea – continuerà”.

“I lavoratori di Brindisi – afferma Michela Almiento, segretaria provinciale Cgil – non possono essere trattati come lavoratori di serie B. Ho detto all’ingegner Saporito (amministratore di Versalis, ndr) che se anche un solo padre di famiglia perderà il suo posto di lavoro, bloccheremo lo stabilimento. Si prenda spunto – suggerisce la Almiento - dal protocollo di intesa per l’estrazione del petrolio sottoscritto in Val D’Agri (Basilicata), dove la società si è assunta l’impegno di provare a garantire la clausola occupazionale”.

“Dalla riunione di giovedì – dichiara Mimmo Albano, Uil – è emerso che Eni Versalis non intende sottoscrivere con noi un protocollo di intesa, in quanto gli appalti, per loro, sono tutti centralizzati a livello nazionale. Noi abbiamo posto invece un problema sociale, perché Brindisi, ormai da molti anni, sta vivendo una crisi profonda. E se non si fanno investimenti in grado di rilanciare l’economia, questa crisi causerà serie difficoltà al nostro territorio”.

Fra le centinaia di lavoratori che hanno preso parte all’assemblea, si scorgono anche i volti di Teodoro D’Amico e Salvatore Lazzari, gli unici due lavoratori non riassorbiti dalla Rendelin Spa (video), subentrata lo scorso agosto alla BerSud Spa nell’appalto per le opere di sabbiatura e verniciatura. “Dopo aver prestato servizio per 17 anni all’interno del Petrolchimico – dichiara D’Amico – adesso mi ritrovo in cassa integrazione. Percepiròil primo assegno solo fra 7 mesi. Nel frattempo, come farò a mantenere i miei figli?”

In una situazione analoga si trova Raffaele Urso, anch’egli dipendete del settore appalti. “Dopo 29 anni d’esperienza nel Petrolchimico – afferma Urso – mi sono ritrovato in mezzo a una strada. Per fortuna, un’impresa mi ha assunto per 4 mesi con mansioni di manovalanza. Ma una volta scaduto questo contratto, cosa sarà di me e della mia famiglia?”.

 

 

 

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