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Area industriale, la Uil esulta ma i fondi non ci sono lo stesso

La Provincia è stata esclusa dalla graduatoria per beneficiare dei fondi regionali per le aree industriali, ma alla Uil non risulta. Anzi, in un comunicato stampa il segretario Antonio Licchello si compiace con l’Amministrazione per il risultato ottenuto.

BRINDISI - La Provincia è stata esclusa dalla graduatoria per beneficiare dei fondi regionali per le aree industriali, ma alla Uil non risulta. Anzi, in un comunicato stampa il segretario Antonio Licchello si compiace con l'Amministrazione per il risultato ottenuto.

Già, ma almeno stando a quanto riportato sul sito www.sistema.puglia.it, le pratiche della Provincia sono state giudicate non esaminabili. Con tanto di motivazione. In graduatoria erano entrati i Comuni di Mesagne, Carovigno, Oria, Ceglie Messapica e il Consorzio Asi di Brindisi, da cui dipendono anche le zone industriali di Ostuni, Fasano e Francavilla Fontana. La Provincia no. Le carte non sono state esaminate perché, secondo la motivazione della Regione, "all'indirizzo apposito è pervenuta solo una pec contenente esclusivamente una scheda di sintesi. Pertanto, mancando i restanti allegati, non sono state rispettate le condizioni di esaminabilità previste all'articolo 5 del bando".

La Uil evidentemente è di altro parere. Secondo il sindacato, la Provincia rientra tra gli enti beneficiari, e per questo parla di "importante risultato conseguito". "Un progetto - scrive Licchello nel comunicato stampa - che sicuramente sarà utile per dare ossigeno al comparto edilizio locale anch'esso mortificato dalla lunga congiuntura che ha causato la diminuzione di commesse e, quindi, di attività lavorativa".

La Uil di Brindisi non si ferma e "valuta positivamente l'attenzione che l'Ente amministrato dal presidente Ferrarese pone nei confronti di un settore, come quello industriale brindisino, che da tempo soffre di una crisi strutturale che ha procurato gravi danni all'attività economica del territorio". Sarà, ma i conti non tornano, visto che le tabelle della Regione sostengono tutt'altro, e perchè i fondi non ci sono.

Quando le graduatorie saranno definitive, i destinatari delle risorse, cioè gli enti locali e i Consorzi Asi, potranno indire le gare d'appalto a favore delle imprese locali per assegnare i lavori nelle zone industriali. I fondi disponibili sono destinati per metà ad interventi in aree esistenti, per metà a nuove aree, mentre il contributo regionale non potrà superare i 4 milioni a progetto. Potranno essere realizzate strade, illuminazione, reti energetiche e per la fornitura di acqua industriale, video sorveglianza, infrastrutture Ict, ma anche mense, centri diurni per l'infanzia, nidi.

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