Martedì, 19 Ottobre 2021
Economia

Sarà una settimana di passione per il porto: due convocazioni "calde"

Sarà una settimana di passione per il porto di Brindisi, la prossima. Il presidente prorogato Iraklis Haralambidis non è intenzionato a svolgere l’ordinaria amministrazione entro i 45 giorni del periodo massimo della sua permanenza ulteriore in Autorità Portuale, come vorrebbe la prassi, ma intende usarli come tempi supplementari di una partita che ha logorato le relazioni industriali e istituzionali in un punto nevralgico per la vita economica ed il lavoro della città

BRINDISI – Sarà una settimana di passione per il porto di Brindisi, la prossima. Il presidente prorogato Iraklis Haralambidis non è intenzionato a svolgere l’ordinaria amministrazione entro i 45 giorni del periodo massimo della sua permanenza ulteriore in Autorità Portuale, come vorrebbe la prassi, ma intende usarli come tempi supplementari di una partita che ha logorato le relazioni industriali e istituzionali in un punto nevralgico per la vita economica ed il lavoro della città.

Sono anni che le diverse gestioni dell’Autorità Portuali a Brindisi presentano progetti, annunciano svolte clamorose, ma i livelli occupazionali sono rimasti quelli che erano in banchina, e sono drasticamente calati nelle agenzie marittime. Un meccanismo inceppato, dove vanno in scena delusioni a ripetizione, come quella delle stagioni crocieristiche che nel 2016 sono state semplicemente azzerate dalle compagnie malgrado gli incentivi, o dove è possibile dire tutto e il contrario di tutto anche sulle rampe disponibili per le navi traghetto e ro-ro , pur di piegare l’ordine delle cose a  favore di progetti che meritano ben altro livello di condivisione.

Può un  presidente in regime di proroga impegnare il Comitato portuale su autorizzazioni ventennali, su nuove autorizzazioni di impresa portuale e di terminalista, quando è in itinere la presentazione al Consiglio dei Ministri di una riforma che rivoluzionerà anche la governance dei porti pugliesi? Chi è che sosteneva che un cittadino non italiano può dirigere un ente come un’Autorità portuale, visto che non assume decisioni che toccano e coinvolgono gli interessi nazionali? E gli interessi in questione, cosa sarebbero?

Il presidente Iraklis HaralambidisHaralambidis ha convocato per il 16 giugno, martedì, la Commissione consultiva locale che dovrà tra l’altro esprimere il proprio parere, non vincolante, sulla richiesta di Grimaldi Euromed di autorizzazione di impresa portuale di terminalista, cui è vincolata e abbinata la richiesta di concessione ventennale di tutte le rampe per grandi traghetti disponibili a Brindisi da esaminare, probabilmente, sempre nei 45 giorni di prolungata permanenza del presidente greco.

La relazione di accompagnamento, dicono fonti portuali, è sorprendente perché vi si affermerebbe che tale concessione, 250mila euro all’anno di canone di concessione per l’intera area di Punta delle Terrare, terminal prefabbricato e rampe incluse, ma l’esenzione dal pagamento dei diritti portuali come condizione, non esclude la possibilità di lavoro per altri armatori. Ciò per due ragioni. Una è che Grimaldi ospiterebbe navi di compagnie terze, ovviamente non gratis – mentre il gruppo napoletano non verserebbe un centesimo di diritti ma incasserebbe quelli di eventuali concorrenti che accettassero di usare il suo terminal – qualora qualcuno glielo chiedesse, ed ovviamente se ciò non costituisse un problema commerciale.

La seconda ragione è che, come già è stato affermato in passato, nel porto di Brindisi esisterebbero altri approdi per le navi passeggeri e ro-ro- E sostegno di ciò sembra che Haralambidis possa esibire un parere della Capitaneria di Porto che, invece, su richiesta di un agenzia marittima, pochi mesi fa aveva ufficialmente affermato che a Brindisi gli ormeggi individuati formalmente come tali ed utilizzabili sono solo le tre grandi rampe che Grimaldi vuole gestire  per venti anni, e le due piccole rampe assegnate alla zona extra-Schengen e ai traghetti per l’Albania.

La sede della Capitaneria di Porto di BrindisiLa Capitaneria, massimo organo tecnico preposto alla vigilanza sul rispetto del Codice della Navigazione e delle condizioni di sicurezza, avrebbe cambiato idea? E’ ciò che il presidente prorogato sosterrebbe, informando la Commissione consultiva, nella relazione che leggerà martedì 16 giugno, che a proposito di garanzie alla libera concorrenza, la Capitaneria avrebbe confermato invece l’esistenza di  ulteriori accosti, potenzialmente utilizzabili, anche nel Seno di Levante e cioè le banchine di Sant’Apollinare, la ex Carbonifera e le rampe traghetto dell’ex terminal Albania, oltre che nel porto medio, ma a condizione che siano adeguate e rese idonee con appropriati provvedimenti ed interventi dell’Autorità portuale stessa.

Come dire che in realtà non c’è niente. Infatti la banchina di S. Apollinare sarebbe l’unica idonea, ma i lavori di consolidamento sono in corso, ed è tutto da vedere se un armatore possa accettare di operare nel porto interno di Brindisi dovendo pagare rimorchiatori e diritti portuali, mentre il concorrente Grimaldi sarebbe libero da tali oneri. E poi, mentre per i Tir c’è il varco di via delle Bocce, i passeggeri dove andrebbero, dato che non esiste nulla per ospitarli, su quella banchina?

Stesso problema per i due ex approdi traghetti che erano usati una volta dalla navi Adriatica e poi da quelle per l’Albania: sono troppi piccoli per le navi ro-ro passeggeri, non c’è spazio per le operazioni di sbarco dei mezzi pesanti, e si intaserebbe via provinciale per Lecce. I traghetti per l’Albania sono stati spostati nel porto medio apposta. Ma Iraklis Haralambidis pare voglia portare a termine l’operazione anche se il suo mandato ordinario è scaduto ed attualmente opera in regime di proroga in attesa dell’arrivo di un commissario ministeriale.

Traghetti Grimaldi a Brindisi-2E dopo la Commissione consultiva del 16 giugno arriva anche la convocazione del Comitato portuale del 19 giugno, venerdì, dove le autorizzazioni di impresa portuale e terminalista della Grimaldi Euromed dovrebbero essere esaminate e votate. All’ordine del giorno non c’è la concessione, sembra. Almeno per questa tornata. Ci sono invece la relazione sul 2014, ma senza il bilancio consuntivo e senza la relazione di accompagnamento dei revisori (termine di approvazione fissato dalla legge, scaduto il 30 aprile scorso), e la nuova contrattazione di secondo livello per dipendenti e dirigenti.

Si prevedono scintille, anche perché Grimaldi a Cagliari e Salerno ha rinunciato a richiedere l’autorizzazione di impresa portuale ufficialmente per favorire i lavoratori portuali locali. E a Brindisi perché no? Per tante ragioni, la questione Grimaldi, che naturalmente va risolta garantendo le previsioni della legge a tutela della libera concorrenza, andrebbe lasciata alla nuova Autorità di sistema portuale della Puglia, con un equilibrio che è possibile ricercare e che non si percepisce invece in questa fase. Molta fretta, molta pressione, quando dietro l’angolo ci sono nuovi assetti  del porto, un Piano regolatore da rifare. Insomma, si deve ripartire da Grimaldi, risorsa per il porto di Brindisi, ma non si deve chiudere con Grimaldi.

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