Economia

Protesta contro la "svendita" di Versalis all'esterno della Provincia

I sindacati tornano a mobilitarsi contro la "svendita" di Versalis a un gruppo straniero, chiamando in causa anche la giunta regionale pugliese guidata da Michele Emiliano, che domani si riunirà presso la sede della Provincia di Brindisi

BRINDISI – I sindacati tornano a mobilitarsi contro la “svendita” di Versalis a un gruppo straniero, chiamando in causa anche la giunta regionale pugliese guidata da Michele Emiliano, che domani si riunirà presso la sede della Provincia di Brindisi. All’esterno del palazzo, in piazza Santa Teresa, ci saranno anche i lavoratori dei lavoratori delle ditte che operano nel petrolchimico (Versalis, Brindisi servizi generali, Syndial, Enipower. Eni), rappresentati dalla segreteria territoriali della Filcem-Cgil (Salvatore Viva), Femca Cisl (Emiliano Giannoccaro), Uiltec Uil (Carlo Perrucci),  Ugl Chimici (Ilario D’Amato), Cisal Chimici (Massimo Pagliara).

Gli operati daranno vita a un’assemblea durante la quale manifesteranno “all’intero consiglio, alla giunta e soprattutto al governatore il disagio e le preoccupazioni che tutti i dipendenti del petrolchimico di Brindisi, vivono a causa della decisione di Eni di svendere le quote di maggioranza di Versalis”.

“L'Italia – si legge in una nota congiunta dei sindacati - rischia di perdere una importante filiera industriale e l'Eni la sua caratteristica di azienda di ‘sistema’, pensata da Enrico Mattei per garantire l'insieme del ciclo produttivo, dall'estrazione al consumo. La chimica dell'Eni non può essere venduta a chicchessia: rimanga italiana, per il bene del Paese. Intervenga il Fondo strategico della Cassa Depositi e Prestiti.” 

A detta dei sindacati, “l’intera strategia di Eni rischia di consolidare ed estendere le proprie attività di ‘core business’ fuori dall'Italia, con la cessione di Saipem, Versalis e Gas&Power, veri e propri gioielli dell'industria italiana”. 

I sindacati ricordano che è “da più di sessant'anni, dal 1953, che Eni rappresenta un patrimonio di capacità industriale ed economica, di competenze professionali, di conoscenze tecnologiche innovative nei processi produttivi, oltre ad essere portatore di grandi responsabilità nel recupero di compatibilità ambientali che questo paese non può assolutamente permettersi di perdere”. 

Per questi motivi “il sindacato in uno con i lavoratori chiedono alla giunta regionale pugliese di  rivendicare con noi  un confronto diretto con Eni e con il governo, affinché diano garanzie sul piano di politiche industriali per il Paese e sulla conferma e il rafforzamento dei livelli occupazionali”.

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