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Martedì, 18 Gennaio 2022
Economia

Pane, Confartigianato Brindisi: "Più che giustificato l'aumento del prezzo"

"Farina, semola, olio, burro costano di più e il prezzo del pane può crescere". I consigli dell'associazione di categoria ai panificatori

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Confartigianato Brindisi

L’ aumento del costo del pane è un tema di strettissima attualità a cui Confartigianato sta ponendo la massima attenzione. Un ‘indagine di Confartigianato Brindisi tra i panificatori della città dimostra che l’aumento del prezzo è più che giustificato.
Farina, semola, olio, burro costano di più e il prezzo del pane può crescere. Se lo spiegano quasi tutti i consumatori. Pochi sanno che l’aumento è dovuto anche ai rincari di carburante, plastica, carta, bollette di luce, gas, acqua, per non parlare dei costi del lavoro, in una attività come la panificazione dove molti piccoli panificatori possono permettersi solo collaboratori familiari, disponibili a fare sacrifici come i titolari.

Le problematiche del settore sono diverse, su cui riflettere molto ed agire. La categoria dei panificatori è colpita non solo dai rincari dei prezzi delle materie prime ma anche da altre difficoltà, tra le tante anche quella di trovare manodopera. Il mestiere è faticoso, si lavora di notte, si lavora mediamente 10/12 ore al giorno, solo chi ama questo lavoro riesce a farlo ed a tenere il panificio ancora aperto in città.

Abbiamo diversi esempi. Salvatore Internò, titolare di uno dei più antichi panifici in centro, La Casa ti lu piscuettu, ha un forno a legna che gestisce con la moglie. Il mestiere gli è stato tramandato dai nonni e dalla madre, da un paio di mesi spiega ai titolari delle rivendite che rifornisce che mantenere il prezzo bloccato senza alcun aumento vuol dire spegnere il forno a breve. “Fortunatamente, tra piccoli imprenditori dell’artigianato e del commercio c’è solidarietà, cenni di piccoli aumenti si tollerano e si continua a lavorare tutti. Purtroppo gli aumenti sono incredibili, fra un po’diverranno anche insostenibili. La semola passa nell’ultimo mese da 60 euro a 88 euro al quintale, quando gli aumenti di prima si aggiravano intorno ai 1 o 2 euro al massimo, una scatola di 10 kg di pomodori diventa vero e proprio ‘oro rosso’”. 

“Come associazione di categoria stiamo cercando di organizzare eventi ed iniziative che possano portare maggiore attenzione verso questo tipo di lavoro artigianale - dichiara il direttore di Confartigianato Brindisi, Rino Piscopiello - è un mestiere le cui basi si insegnano solo nei laboratori. Siamo convinti che bisognerebbe puntare su stage, tirocini e apprendistato, i giovani disposti a sfornare il pane sono sempre meno nonostante ‘l’arte bianca dei panificatori’. Il prezzo del pane è sempre stato in pratica un problema, incredibilmente molti panifici riescono ad abbassarlo, non ci spieghiamo come facciano, penso che nessuno ora potrà più permetterselo”.

Il consiglio di Confartigianato ai panificatori è quello di limitare gli aumenti dei prezzi al dettaglio ma di farli, in particolare dei pani comuni, cercando di mantenere il costo dei prodotti all’interno della forbice che vada incontro alle esigenze delle famiglie. “Sappiamo che sarà difficile sopravvivere e per questo chiederemo ai consumatori di capire e comprendere le nostre ragioni, la risposta della categoria ai clienti dovrà essere la stessa: ‘se oggi alziamo il prezzo del pane è per poter alzare le serrande dei panifici domani’”. 

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