Giovedì, 28 Ottobre 2021
Economia

Authority, il personale si arrabbia

BRINDISI – Le valutazioni effettuate dal presidente Iraklis Haralambidis nel corso della seduta di ieri del Comitato portuale, sulle presunte carenze di professionalità interne a sua disposizione hanno fatto arrabbiare il personale dell’Autorità Portuale.

BRINDISI - Le valutazioni effettuate dal presidente Iraklis Haralambidis nel corso della seduta di ieri del Comitato portuale, sulle presunte carenze di professionalità interne a sua disposizione hanno fatto arrabbiare il personale dell'Autorità Portuale di Brindisi, che stamattina si è riunito in assemblea mentre lo stesso professore greco si accingeva a ripartire per uno dei suoi numerosissimi viaggi che lo tengono lontano da Brindisi.

Cosa aveva detto Haralambidis, in poche parole, interloquendo con i membri del Comitato Portuale: che non dispone di personale in grado di occuparsi del marketing, e che addirittura in Authority non vi sarebbe neppure un dipendente in grado di presentare il porto, cosa che lo costringe ad occuparsene personalmente. La cosa, a quanto pare, non è stata affatto digerita.

Ma è solo l'ennesima spia del clima che incombe in maniera sempre più pesante sull'ente. Il Comitato portuale è riuscito a ottenere il ritiro da parte di Haralambidis della proposta Manlio Guadagnuolo alla segreteria generale, ma non si sa quando arriverà una proposta alternativa e quando arriverà anche il documento contabile da approvare, scaduti abbondantemente i termini. E soprattutto non si sa quando si potrà discutere dei problemi del porto.

Non si possono trascorrere mesi e mesi in un braccio di ferro su nomine confezionate chissà dove e chissà da chi, quando si è in grave ritardo su tutti i progetti che riguardano i nuovi assetti della logistica portuale in Italia, in Puglia e in Europa. Lo ha ricordato, tra gli altri, il presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Marinò. E' stato molto esplicito l'assessore regionale Gianni Giannini, presente ieri alla seduta. Il rappresentante delle Ferrovie ha ricordato il precario collegamento del porto con la rete nazionale, ma la partita che interessa Haralambidis da mesi non pare essere questa, che si sappia.

L'Autorità portuale continua ad avere un grosso problema di trasparenza sulle proprie attività. Rientra in questo contesto non solo la vicenda della selezione delle candidature alla segreteria generale, ma persino quella sui verbali delle sedute del comitato portuale, le cui discussioni vengono affidate a verbali sintetici e non a verbalizzazioni integrali. Capita così che le dichiarazioni fatte dal commissario Ferdinando Lolli il 20 dicembre a proposito delle sue perplessità sull'operazione del terminal crociere di Costa Morena Est, siano state integrate solo ieri su pressione del rappresentante degli agenti marittimi, Teo Titi.

La storia non è affatto di secondaria importanza, visto che quella operazione è oggetto di indagine da parte della procura di Brindisi. Il 20 dicembre scorso Titi in Comitato portuale aveva chiesto all'allora commissario Lolli a che punto fosse l'opera, visto che da un anno gli interventi erano fermi e la cosa appariva sconcertante alla luce della forzatura imposta dall'Autorità portuale per approvare un avviso di gara che prevedeva la concessione ventennale di banchina e terminal al vincitore, prima ancora che fosse addirittura approvato un progetto di terminal.

Assegnata la gara all'Ati composta da Venezia Terminal Passeggeri Sp (mandataria), Marinvest Srl, Royal Caribbean Cyprus Ltd, Bassani Adriatico Srl (mandanti), tutto poi si era bloccato. Lolli aveva risposto a Titi affermando di aver portato avanti quel progetto con molte perplessità. Nella seduta del 19 febbraio Teo Titi, non rilevando nel verbale di sintesi l'annotazione di quelle dichiarazioni (non certo di poco conto) aveva protestato votando contro l'approvazione del verbale stesso, e ricevendo dal segretario generale Nicola Del Nobile l'invito a trasmettere via mail la richiesta di integrazione.

Dopo qualche tempo Titi ha ricevuto dalla funzionaria della segreteria la risposta: troppo tardi per l'integrazione, il verbale era stato già chiuso. Sostanzialmente, un verbale di sintesi veniva considerato alla stregua di un atto ufficiale. La faccenda è tornata ieri sul tavolo del Comitato portuale, con l'assicurazione dell'integrazione richiesta, mentre è stata pressoché unanime la richiesta di passare alla verbalizzazione integrale delle sedute, per garantirne una sostanziale trasparenza. Insomma, in Autorità portuale a Brindisi bisogna faticare anche per strappare queste cose. Ma di lavoro, sviluppo e nuovi traffici, per ora il Comitato portuale non è stato chiamato a discutere.

 

 

 

 

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