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Antonio Carito

Antonio Carito

Authority: licenze a rischio

BRINDISI - L'Autorità portuale voleva revocare le licenze d'impresa portuale a tre aziende locali che avevano debiti nei confronti dell'Ente, ma il sindaco Mimmo Consales ed il presidente di Confindustria, Pino Marinò, si sono opposti, chiedendo e ottenendo il mantenimento delle licenze e la proposta di rateizzazione dei debiti, per evitare che in un periodo di crisi si registrassero nuovi licenziamenti. È accaduto giovedì in Comitato portuale.

BRINDISI - L'Autorità portuale voleva revocare le licenze d'impresa portuale a tre aziende locali che avevano debiti nei confronti dell'Ente, ma il sindaco Mimmo Consales ed il presidente di Confindustria, Pino Marinò, si sono opposti, chiedendo e ottenendo il mantenimento delle licenze e la proposta di rateizzazione dei debiti, per evitare che in un periodo di crisi si registrassero nuovi licenziamenti. È accaduto giovedì in Comitato portuale.

L'ammiraglio Fernando Lolli ed il segretario generale dell'Ente, Luigi Del Nobile, su suggerimento della commissione consultiva, avevano proposto la revoca per la ditte Bis, Bonatesta e Indesil. Tutte e tre risultavano debitrici nei confronti dell'Ente di canoni arretrati per importi differenti. Il sindaco è stato il primo ad opporsi: «Mi sembra insensato, proprio in questo momento di profonda crisi, togliere la licenza a queste imprese senza nemmeno valutare l'ipotesi che possano pagare a rate quanto da loro dovuto. Meglio evitare di far finire sulla strada altri lavoratori», ha detto il primo cittadino, sostenuto a ruota dal presidente di Confindustria e dagli altri membri del Comitato, che alla fine hanno approvato la proposta di Consales.

Peraltro, proprio mentre in Autorità si discuteva dell'argomento, la Bis provvedeva ad effettuare il pagamento dei canoni. Ed ora è pronta ad inviare negli uffici di Lolli i decreti ingiuntivi per le somme che l'azienda sostiene di avanzare dall'Ente per il pagamento di lavori effettuati negli anni passati: da una parte dunque l'Autorithy batte cassa, dall'altra (se le rimostranze della ditta saranno accolte) non paga i suoi debiti.

Ma c'è un'altra questione che in questi giorni agita le acque (mai tranquille, per la verità) del porto di Brindisi. È quella relativa all'appalto del servizio di trasporto passeggeri e bagagli all'interno delle banchine. È stato assegnato, per tre mesi, ad una ditta di Palagiano (Taranto), e tre aziende locali (ed il consigliere regionale Giovanni Brigante) hanno chiesto chiarimenti sul mancato invito delle aziende brindisine alla gara. L'ammiraglio Lolli ha risposto (su un giornale) "che le aziende brindisine non si erano presentate". Affermazione che oggi viene contestata con una lettera a firma congiunta dalla Utac Lines di Antonio Carito, dalla Bis di Pasquale Giurgola e dalla Autoservizi Daversa di Umberto Daversa.

«Con riferimento alla gara del 30 ottobre, la Utac ha presentato la propria offerta ma è stata immotivatamente esclusa dalla gara, mentre la Autoservizi Daversa aveva chiesto di poter partecipare in associazione con la Bis, così come avvenuto in precedenti occasoni, in quanto la stessa Bis è proprietaria dei mezzi necessari all'espletamento del servizio. L'Autorità portuale ha però risposto negativamente. La Bis, invece, non era stata invitata alla gara, pur avendo svolto il servizio fino a 15 giorni prima: l'azienda ha chiesto di potervi partecipare ma anche in questo caso è arrivato il no dell'ente».

Per lo stesso servizio è stata espletata poi una seconda gara espletata: «Bis e Daversa non hanno ricevuto alcun invito. Hanno chiesto di poter partecipare ma l'Autorità ha risposto che "per i principi della massima partecipazione e della rotazione" (peraltro tra loro contrastanti) non sarebbe stato possibile presentare offerte». Alle due aziende è stato vietato anche di poter accedere agli atti della gara: «Forse perché - scrivono i tre imprenditori - l'ultimo bando prevedeva oneri più alti per l'Autorità e minori servizi richiesti all'azienda vincitrice, che evidentemente godrà di un migliore trattamento rispetto alle ditte brindisine, alle quali in passato era stato perfino vietato di parcheggiare i propri mezzi nell'area portuale. Cosa che all'impresa di Palagiano sembra oggi consentita».

Insomma, è evidente che le ipotesi sono due: o Giurgola-Carito e Daversa dicono il falso, oppure Lolli non è bene informato (e in tal caso la famosa "casa di vetro" promessa dall'ammiraglio continua a non funzionare come dovrebbe).

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