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Autorità portuale, Minervini: "Difenderemo a oltranza la scelta di Haralambides"

Inizia il count down. Scade il 21 maggio la prorogatio che ha consentito al presidente dell’Autorità portuale Giuseppe Giurgola di rimanere in sella quarantacinque giorni oltre la scadenza del mandato. Il nome del successore, com’è noto, c’è già. Ma alla designazione definitiva del professore greco di Economia marittima Hercules Haralambides, con cattedra a Rotterdam, manca il decreto di nomina del ministro ai Trasporti e Infrastrutture Altero Matteoli, previo parere consultivo delle commissioni camerali deputate. Il 21 maggio, sabato, s’approssima e tutto tace. Che succederà, dunque? Lo abbiamo chiesto all’assessore regionale al ramo Guglielmo Minervini.

Inizia il count down. Scade il 21 maggio la prorogatio che ha consentito al presidente dell'Autorità portuale Giuseppe Giurgola di rimanere in sella quarantacinque giorni oltre la scadenza del mandato. Il nome del successore, com'è noto, c'è già. Ma alla designazione definitiva del professore greco di Economia marittima Hercules Haralambides, con cattedra a Rotterdam, manca il decreto di nomina del ministro ai Trasporti e Infrastrutture Altero Matteoli, previo parere consultivo delle commissioni camerali deputate. Il 21 maggio, sabato, s'approssima e tutto tace. Che succederà, dunque? Lo abbiamo chiesto all'assessore regionale al ramo Guglielmo Minervini.

"Di fatto i pareri delle commissioni di Camera e Senato ancora mancano. Se non dovessero arrivare entro la scadenza fissata, tanto a Brindisi, quanto a Taranto e Bari, una prassi consolidata contempla la possibilità che ci sia una fase di commissariamento tecnico in cui l'incarico viene assegnato al candidato presidente. Non è norma, ma è una prassi, ripeto, consolidata". Nel caso di specie dunque, entro sabato Giurgola dovrebbe cedere il testimone al professore ellenico Haralambides, docente Economia marittima e Logistica al Dipartimento di Econometria della Erasmus School of Economics (ESE). Idem per i candidati presidenti Francesco Mariani a Bari e Sergio Prete a Taranto.

Il parere delle commissioni camerali, com'è noto, non è l'unico ostacolo alla presa in carico dell'Autorità portuale da parte di Haralambides. L'altra questione, in punta di diritto, non c'entra con i tempi della politica né della burocrazia. Il 15 aprile scorso infatti è stata depositata un'ordinanza della Corte Costituzionale con cui si dichiara "la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 38, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), sollevata, in riferimento agli articoli 4 e 51 della Costituzione, dal Giudice del lavoro del Tribunale ordinario di Rimini". Quel comma, in sostanza, è pienamente corrispondente ai dettami della Costituzione Italiana.

Nella fattispecie la Corte Costituzionale si è pronunciata riguardo al ricorso di una cittadina colombiana contro l'esclusione da un concorso bandito dalla Asl di Rimini. Recita infatti il comma 1 dell'articolo 38: "I cittadini degli Stati membri dell'Unione europea possono accedere ai posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche che non implicano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri, ovvero non attengono alla tutela dell'interesse nazionale". Dato per scontato che il presidente di una Authority esercita pubblici poteri, l'opzione Haralambides stando all'ordinanza in questione, dovrebbe essere ritirata dallo stesso ministro dei Trasporti, Altero Matteoli.

"Non è così che stanno le cose - precisa Minervini -. L'ordinanza citata è passata al rigoroso vaglio dei rispettivi uffici legislativi del Ministero e della Regione, che non hanno ravvisato alcun ostacolo nella designazione di Haralambides, dal punto di vista squisitamente giurisprudenziale. Anche a fronte di questo ulteriore approfondimento, senza il quale la nomina non avrebbe incassato il parere favorevole della Regione Puglia e del presidente Nichi Vendola, difenderemo a oltranza questa designazione, in ogni sede".

Per scardinare il docente greco dalla presidenza dell'Autorità portuale insomma, i potenziali oppositori dovranno interpellare tribunali e legali, in attesa di ulteriori pronunciamenti di legittimità. Le questioni di campanile, legittime anche quelle, naturalmente non contano. A sostegno della nomina di Haralambides, l'assessore regionale Guglielmo Minervini aggiunge, lapidario: "Il porto di Brindisi ha bisogno di una cura ricostituente robustissima, il futuro presidente della Autorità portuale è medico di solida autorevolezza che conta, non solo una elevata competenza ma anche una capacità di relazione importante. Il futuro del porto messapico sta tutto nel recupero degli attracchi perduti nell'Adriatico e nel Mediterraneo, Hercules Haralambides è uno dei massimi esperti europei delle potenzialità del traffico nell'area e la situazione di Brindisi è tale che, in casi come questo, è necessario pescare nelle potenzialità disponibili fuori dall'area".

Per restare alla metafora dell'assessore regionale insomma, il viaggio della speranza del porto di Brindisi parte dalla Grecia. Anzi da Rotterdam.

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