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Autorità portuale: referenze liguri per il manager greco che sbarcherà a Brindisi

BRINDISI - Matteoli accelera. E per l’investitura di Hercules Haralambides a presidente dell’autorità portuale di Brindisi a questo punto manca soltanto l’ufficialità del decreto di nomina. Al termine di estenuanti trattative e al netto dei veti incrociati sul resto della rosa, il manager venuto da lontano e calato dall’alto avrebbe incassato l’ok della maggioranza di Governo e si appresta a ricevere il lasciapassare anche dal Governatore della Puglia Nichi Vendola. A spianare la strada al docente greco, curriculum da lode a parte, alcune referenze tornate preziose in sede di composizione della terna da sottoporre al vaglio del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, che in giornata ha chiesto ai presidenti delle Regioni Lazio, Renata Polverini, e Puglia, Nichi Vendola, l'intesa per la nomina dei presidenti delle Autorità portuali di Bari, Brindisi, Taranto e Civitavecchia.

BRINDISI - Matteoli accelera. E per l'investitura di Hercules Haralambides a presidente dell'autorità portuale di Brindisi a questo punto manca soltanto l'ufficialità del decreto di nomina. Al termine di estenuanti trattative e al netto dei veti incrociati sul resto della rosa, il manager venuto da lontano e calato dall'alto avrebbe incassato l'ok della maggioranza di Governo e si appresta a ricevere il lasciapassare anche dal Governatore della Puglia Nichi Vendola. A spianare la strada al docente greco, curriculum da lode a parte, alcune referenze tornate preziose in sede di composizione della terna da sottoporre al vaglio del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, che in giornata ha chiesto ai presidenti delle Regioni Lazio, Renata Polverini, e Puglia, Nichi Vendola, l'intesa per la nomina dei presidenti delle Autorità portuali di Bari, Brindisi, Taranto e Civitavecchia.

Gli altri candidati ufficiali, dunque: Francesco Mariani per Bari, Pasqualino Monti per Civitavecchia e Sergio Prete per Taranto. Una volta acquisita l'intesa delle Regioni, sarà richiesto il parere consultivo delle Commissioni parlamentari competenti. Infine, il ministro procederà alla nomina delle Autorità portuali con propri decreti. Mariani, Haralambides, Monti e Prete sono stati individuati - si spiega in una nota del ministero - tra le terne ricevute da parte degli Enti interessati.

Un passo in avanti decisivo quello odierno. Ma maturato come, per quanto attiene la nuova guida all'Autorità portuale brindisina? E' nota, negli ambienti accademici, l'amicizia professionale che lega Haralambides a Enrico Musso, senatore Pdl, esponente di spicco del centrodestra ligure, legato all'ex ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. E proprio la "scuola genovese" pare abbia avuto un ruolo di primo piano nel dirimere i nodi legati alle attuali nomine.

Ordinario di Economia dei Trasporti nella facoltà di Economia dell'Università di Genova, Musso nel 2006 fu nominato a Washington, dal Comitato direttivo della World Conference on Transport Research Society (Wctrs), presidente della sezione della Società (Special Interest Group) che riunisce, a livello mondiale, tutti gli esperti di porti e trasporti marittimi, afferenti a Università e centri di ricerca pubblici e privati. Musso assunse quella carica congiuntamente a Eddy van de Voorde, dell'Università di Anversa, succedendo proprio a Hercules Haralambides.

Questa la pista veloce che ha portato all'Authority brindisina il professionista greco? Forse. Chi in questa vicenda ha avuto modo di dire la sua è certo l'onorevole francavillese Luigi Vitali, che su Haralambides ha solo parole di elogio: "Puntavamo su una figura autorevole, su un professionista di caratura internazionale per rilanciare il porto di Brindisi, schiacciato tra Bari e Taranto".

"L'aver individuato all'interno della terna la figura di Hercules Haralambides - conclude Vitali - credo dia ampie garanzie per un effettivo salto di qualità. E' chiaro che si è giunti a lui, dopo una ricerca di mercato, ossia dopo aver valuto i curriculum dei più qualificati esperti del settore a livello nazionale ed estero. Due dei nominativi inseriti nella terna, per varie ragioni, si sono comunque tirati indietro, favorendo l'individuazione del professore greco".

Sin qui Vitali. Ma da Pd e Udc piovono critiche: «Nel metodo» la scelta fatta per l'Autorità portuale a Brindisi, secondo il deputato Pd Salvatore Tomaselli, "risulta oltremodo offensiva verso un territorio ritenuto, evidentemente, incapace di esprimere alcuna professionalità e competenza utile a guidare il porto di Brindisi dopo anni di gestioni fallimentari: verrà il tempo dei giudizi di merito, se la nomina andrà a buon fine".

A margine della formalizzazione da parte del ministro Altero Matteoli delle proposte di nomina dei nuovi presidenti delle Autorità Portuali di Bari, Brindisi e Taranto, Tomaselli aggiunge: "In attesa del "concerto" della Regione Puglia e dei successivi pareri delle competenti Commissioni parlamentari, non possiamo che prendere atto con stupore della pervicacia con cui il centrodestra brindisino ha inteso perseguire l'obbiettivo di conquistare politicamente la importante postazione di guida del porto di Brindisi, ricorrendo, per la prima volta nella storia delle authority portuali italiane, alla designazione di un cittadino straniero".

Dello stesso parere anche il consigliere regionale Giovanni Epifani (Pd): "Non entro nel merito dell'ottimo curriculum del professor Haralambides. Ma ritengo che puntare su una figura esterna, individuata all'estero, che non conosce il territorio, rappresenti un serio rischio oltre che un'offesa per le professionalità locali. Altro che rilancio".

Duro anche il vice capogruppo Udc alla Regione Puglia, Euprepio Curto: "Non è una intesa politica, ma una vera e propria sciagurata lottizzazione spartitoria quella consumatasi tra il governo nazionale e quello regionale sui nuovi presidenti delle Autorità Portuali di Bari, Brindisi e Taranto. Non vi è alcun dubbio - sottolinea sempre Curto - sul fatto che l'accordo tra il ministro Matteoli e il presidente della Regione, Nichi Vendola, costituisce la cartina di tornasole di quanto ormai poco incidano le diverse culture politiche e le distanti concezioni economiche quando si tratta di mediare sull'acquisizione di posizioni di potere: Bari a Sel, Taranto e Brindisi al Pdl, e il gioco è fatto - afferma l'esponente Udc - nonostante la necessità di nuovi criteri, comunque diversi dalla vicinanza politica, che, dopo le incaute scelte effettuate nel passato, avrebbero dovuto caratterizzare le nuove nomine". "Giunti a questo punto - conclude Curto - credo che l'Udc debba urgentemente riconsiderare la propria posizione politica in seno ad un Consiglio regionale che fino ad ora ci ha visti sin troppo responsabili".

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