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La ex stazione marittima, sede dell'Autorità portuale di Brindisi

La ex stazione marittima, sede dell'Autorità portuale di Brindisi

Autorità portuali, da giovedì si cambia: grande chance per Brindisi

Giovedì entrerà in vigore la nuova legge sulla portualità, in sostituzione di quella del 1994 che va in pensione. Brindisi da giovedì entrerà a far parte della Autorità unica di sistema portuale dell’Adriatico Meridionale assieme a Bari, Manfredonia, Barletta e Monopoli

BRINDISI – Giovedì entrerà in vigore la nuova legge sulla portualità, in sostituzione di quella del 1994 che va in pensione. Brindisi da giovedì entrerà a far parte della Autorità unica di sistema portuale dell’Adriatico Meridionale assieme a Bari, Manfredonia, Barletta e Monopoli, che si candida a diventare il più importante snodo commerciale e passeggeri tra l’Italia, l’area balcanica, la Turchia e le altre regioni del vicino Oriente in concorrenza con Trieste.

La nuova authority - La nuova authority unica di sistema portuale ha il grande vantaggio della vicinanza con i porti di Igoumenitsa soprattutto, punto di arrivo e di partenza dell’autostrada per Salonicco che in poche ore collega le banchine e le navi alla Bulgaria (e quindi con la Turchia), la Macedonia e la Romania, Patrasso, Valona e Durazzo, nonché Bar in Montenegro.

Quindi la Puglia può giocarsi una grossa carta, in uno scenario in cui il traffico Teu punta ormai sulle grandi portacontainer, con il conseguente crollo dei noli delle unità di media e piccola stazza, che necessariamente devono essere riconvertite al cabotaggio tra le regioni frontaliere in alternativa alla demolizione. Una situazione ancora in fase di analisi, che richiede però riflessi pronti, massima attenzione e soprattutto programmi.

Brindisi deve prepararsi - Brindisi non può permettersi di restare fuori da questi processi di riorganizzazione (e dai finanziamenti collegati), quindi non può perdere tempo con moratorie senza alcun senso né organizzativo, né strategico, ma deve già decidere quale deve essere il suo ruolo nella Autorità unisca di sistema portuale dell’Adriatico Meridionale, il cui presidente dovrebbe essere nominato (assieme agli altri delle restanti 14 authority Taranto inclusa) entro settembre dal ministro Graziano Delrio d’intesa con il governatore Michele Emiliano.

Il punto di partenza di un progetto lungimirante, che deve evitare che qualcuno decida che il porto brindisino sia solo uno scalo per i combustibili, quindi integrato con idee precise sui traffici ro-ro- passeggeri, crociere e diporto, con una destinazione da dare alle diverse aree del porto e sul loro recupero e riconversione (ex Zona Nafta non da ultima), e sull’interfaccia con gli assetti urbanistici della città.

Il nuovo Piano regolatore portuale - Tutto ciò deve fare da base per la redazione del nuovo Piano regolatore portuale, che sarà di competenza del presidente della nuova authority e non più dei Comitati portuali che scompaiono assieme alle vecchie authority che diventeranno (a Brindisi, come a Bari e Manfredonia), direzioni di scalo, quindi semplici unità amministrative ed esecutive locali.

La richiesta di moratoria inoltrata dal sindaco Angela Carluccio al governatore Michele Emiliano, affinché la valuti ed eventualmente la inoltri al ministro cui spetta l’ultima parola? Sembra un problema piccolo piccolo frutto di una posizione assolutamente inadeguata di fronte al futuro dei traffici marittimi, e che espone la città alla certezza di una catastrofica esclusione da decisioni e finanziamenti per la logistica.

La questione Grimaldi - La vicinanza della data del 15 settembre, infine, sposta verso il presidente della nuova autorità portuale di sistema anche la questione della concessione Grimaldi. Il collegio dei revisori dei conti dell’Autorità Portuale di Brindisi pare non sia stato ancora rinnovato, e sono perciò saltate le date di aggiornamento del Comitato portuale per le integrazioni al parere negativo alla concessione ventennale (con proposta alternativa) richieste dalla stessa grande compagnia napoletana. Che però nelle more, ovviamente, continua a lavorare a Brindisi con buoni risultati.

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