Economia

No food "BrinPark", via libera dal Comune alle opere di urbanizzazione

Il dirigente competente rilascia il provvedimento unico di autorizzazione per il nuovo centro commerciale della società Aliotto.Primo passo per la costruzione di cinque strutture in via Caduti di via Fani

BRINDISI – Un unico provvedimento per autorizzare la società Aliotto Srl alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, preliminari per la costruzione del centro commerciale chiamato BrinPark, in via Caduti di via Fani, nello stessa zona in cui più di dieci anni addietro furono realizzati gli scheletri in cemento armato, poi bloccati tra inchiesta penale e amministrativa, i cui esiti hanno dato ragione al privato.

Il faldone degli incartamenti, rimasto chiuso dal 2003, è stato riaperto di recente per essere aggiornato su richiesta della società che ha confermato la volontà di investire, nonostante tutto, sino ad ottenere poco prima di Ferragosto, dal Comune di Brindisi – settore Urbanistica – il rilascio del via libera, necessario per l’inizio dei lavori veri e propri e per l’apertura del cantiere.

Il “provvedimento unico ha per oggetto il completamento della realizzazione di un’area commerciale costituita da numero cinque strutture medie di vendita in zona F1, comprese tra la strada statale 7 Appia e via Fani”, si legge nella determina firmata dal dirigente della Ripartizione, Stefano Fabio Lacinio, il 10 agosto scorso e notificata il giorno successivo all’avvocato Antonio Rizzo, in qualità di legale rappresentante della società, lo stesso che ha affrontato il dibattimento dinanzi al Tribunale di Brindisi per ottenere l’assoluzione definitiva con formula piena rispetto alle ipotesi imbastite dai pm in materia di lottizzazione abusiva.

Storia passata, ma certamente non indolore per gli strascichi sul piano economico-finanziario. In ogni caso, il progetto riparte e il primo step riguarda le opere di “urbanizzazione primaria e secondaria connesse alla realizzazione dell’area commerciale integrata” aperta a negozi no food, tra bricolage e giardinaggio, a “scomputo degli oneri in attuazione del piano convenzionato nel quale sono stati specificati i contributi concessori già versati  comprensivi anche di quelli relativi alla sanatoria e quelli ancora da pagare per le opere da completare”.

Il parere favorevole è arrivato dopo la verifica di una serie di presupposti necessarie per l’ottenimento di diverse richieste: permesso di costruzione, parere igienico-sanitario dell’Asl, conformità antincendio del Comando provinciale dei vigili del fuoco, parere del dipartimento Arpa di Brindisi, pronuncia del settore Trasporti e mobilità urbana e dell’Anas, così come del servizio Ecologia e della ripartizione ai Lavori Pubblici dell’Amministrazione comunale.

E ancora proroga della autorizzazioni rilasciate dalla Regione Puglia, i cui uffici hanno escluso l’assoggettabilità alla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) per il progetto, dopo l’ultima conferenza di servizi. In ultimo, sono state prese in esame le polizze fideiussorie della Unipol assicurazioni e della Confidimprese.

Tutto in regola, quindi. Alla società il Comune ha ricordato alcune prescrizioni per lo più di natura tecnica attinenti alla necessità di riportare  gli estremi del provvedimento unico di autorizzazione ad inizio dei lavori, a cui si aggiunge una sorta di promemoria per la necessità di comunicare alla Soprintendenza archeologica di Taranto gli interventi edilizi da realizzare in zone che potrebbero essere di interesse, posto che Brindisi  - sotto terra – custodisce capitoli di storia, in parte emersi, in parte no. Basti ricordare quanto è venuto alla luce scavando a pelo nel tratto finale del lungomare Regina Margherita.

La precisazione è stata fatta non solo con riferimento all’area scelta per il centro commerciale, ma anche per gli interventi da svolgere “nelle zone Cappuccini, Commenda, Perrino e Centro storico, nella zona compresa tra il porto e la cinta muraria” nell’ambito della convenzione sottoscritta con il Comune di Brindisi. La Soprintendenza dovrà essere informata almeno 15 giorni prima dell’avvio dei lavori.

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