Martedì, 26 Ottobre 2021
Economia

"Avviate 20 procedure di licenziamento alla centrale Edipower". Il piano di A2A

Senza attendere la riunione del 22 ottobre in prefettura a Brindisi, A2A apre le procedure di licenziamento per 20 dei 69 lavoratori rimasti della centrale termoelettrica di Costa Morena, ferma da due anni. L’azienda provvederà poi all’accompagnamento sino alla pensione di chi tra i 20 non si opporrà alla procedura stessa. Per gli altri, mobilità verso altri siti produttivi di A2A ed Edipower

BRINDISI - Senza attendere la riunione del 22 ottobre in prefettura a Brindisi, A2A apre le procedure di licenziamento per 20 dei 69 lavoratori rimasti della centrale termoelettrica di Costa Morena, ferma da due anni. L’azienda provvederà poi all’accompagnamento sino alla pensione di chi tra i 20 non si opporrà alla procedura stessa. Per gli altri, mobilità verso altri siti produttivi di A2A ed Edipower, nell’ambito e nelle possibilità delle situazioni contingenti.

“Il tutto è contenuto nell’accordo tra la società e le organizzazioni sindacali nazionali elettriche siglato il 13 ottobre 2015 a Milano presso la sede di Confindustria”, denuncia il sindaco Cobas di Brindisi. “Addirittura si parla che entro il 30 novembre si avrà un quadro completo del destino di ogni singolo lavoratore”.

La posizione del Cobas - Il Cobas, riassumendo i contenuti dell’accordo, sottolinea che A2A annuncia la chiusura dell’utilizzo delle fonti fossili per la produzione di energia elettrica, “perché fortemente antieconomico , in particolare di olio combustibile e di carbone ,  e propone  sugli stessi siti la riconversione verso una filiera ambientale  e a biomassa. Questa decisione, si scrive sempre nell’accordo,  deriva dal fatto che la grande produzione elettrica da  energie rinnovabili  ha completamente cambiato il mercato elettrico, i prezzi, causando questo  tipo di situazione”.

La centrale Edipower-A2A di Brindisi Nord Costa MorenaRiconversione prevista anche per Brindisi, come vedremo nella seconda parte dell’articolo che riguarda l’impianto di Costa Morena, ma – si legge nell’accordo – fermata dal parere contrario della Provincia. Cosa ne sarà della vecchia centrale nel porto medio? A2A parla di dismissione di due gruppi su quattro e di un presidio di lavoratori per gli altri due. L’impressione è che non voglia perciò procedere con lo smantellamento e la bonifica del sito, come chiedono varie forze politiche e i movimenti ambientalisti. Ma questa è anche la posizione del Cobas, che propone inoltre, per l’aliquota residua di lavoratori non prepensionabili e non disposti alla mobilità verso altri impianti di A2A, il trasferimento a Enel Cerano.

“Il Cobas chiede alla A2A una bonifica immediata del sito , con particolare attenzione alla enorme quantità di amianto presenti sugli impianti di cui il primo e secondo gruppo completamente abbandonati da anni, la attuazione del piano di accompagnamento alla pensione per almeno 20 persone, il trasferimento volontario verso altri siti per chi vuole seguire la azienda, per le poche decine rimaste trasferimento alla Centrale di  Cerano dove il personale  continua ad andare in pensione  e non viene rimpiazzato".

Inoltre lo stesso Cobas annuncia che chiederà ad A2A di mettere nero su bianco “i possibili progetti legati all’ambiente e alle filiere del riciclaggio , così come avevamo chiesto anni fa con il movimento dei disoccupati”. Sino ad ora su questo punto si è rimasti nel generico, anche da parte dei sindacati confederali di categoria. Quella del 22 ottobre in prefettura sarà l’occasione giusta? Intanto ecco integralmente il testo della parte riguardante Brindisi dell’accordo del 13 ottobre a Milano, preceduta dal preambolo sullo stato del mercato dell’energia.

La centrale Edipower di Brindisi Nord - Costa MorenaIl piano di A2A per Brindisi - “Il generalizzato calo della domanda di energia elettrica ha difatti coinciso con il progressivo aumento del contributo delle fonti rinnovabili, che ha garantito l'anticipo nel raggiungimento degli obiettivi previsti per il 2020 dal Piano d'azione strategica nazionale, con il risultato che nel 2014 gli impianti termoelettrici alimentati da fonti fossili hanno rappresentato solo il 55% della produzione elettrica nazionale, mentre le rinnovabili (incentivate e non incentivate) sono passate dal 21% della produzione nazionale del 2004 all'attuale 45%”, si sottolinea nell’accordo A2A-sindacati.

“Del tutto coerentemente a tale contesto di over-capacity della generazione e di progressivo aumento del contributo delle fonti non programmabili, il mercato sta da tempo esprimendo segnali di prezzo che non consentono la sostenibilità economica di quegli impianti che, in ragione delle loro prestazioni, sono particolarmente idonei a garantire la sicurezza del sistema elettrico ed il back-up delle fonti intermittenti”.

“Relativamente alla centrale di Brindisi, la Società – è scritto nel documento - non ha potuto che riaffermare di aver preso atto del definitivo parere negativo al Progetto di realizzazione ed esercizio di un impianto per la trasformazione di rifiuti speciali non pericolosi in CSS (combustibile solido secondario) emesso dalla Provincia di Brindisi lo scorso 17 giugno 2015. Ciò, inevitabilmente, compromette la possibilità di realizzare l'investimento di riconversione della Cte di Brindisi a carbone in un impianto policombustibile”.

La centrale Edipower di Brindisi Nord-Costa Morena“Come già comunicato nel corso della riunione convocata presso la Prefettura di Brindisi sulle prospettive occupazionali del sito alla presenza delle organizzazioni sindacali confederali e di categoria del territorio tenutosi in data 30 luglio 2015 (che proseguirà, sempre in Prefettura, il 22 ottobre 2015) e riaffermato in data odierna, l'azienda, nel dichiararsi comunque disponibile a mantenere aperto il dialogo con il territorio anche al fine di valutare eventuali proposte di investimento coerenti con la vocazione industriale e la expertise del Gruppo A2A, ha riaffermato, con la dichiarata volontà di ricercare soluzioni per sostenere la continuità occupazionale e prevenire l'adozione di strumenti con maggiore impatto sociale, la propria disponibilità a gestire il tema occupazionale del sito attraverso l'adozione degli strumenti condivisi a livello nazionale negli accordi sindacali del 22 maggio 2014 e 23 settembre 2014 per situazioni similari (attivazione di una procedura di mobilità di accompagnamento alla pensione ex legge 223/91 e attuazione di un piano straordinario di mobilità territoriale e professionale infragruppo finalizzato alla reimpiegabilità/riqualificazione del personale del sito di Brindisi)”.

“Pertanto, fermo restando la prossima attivazione di un tavolo locale finalizzato all'analisi ed al confronto sugli aspetti sopra indicati (compresa la definizione del presidio degli impianti e le modalità di dismissione del Gruppi 1 e 2) le parti hanno condiviso l'attivazione, in via prioritaria, di una specifica procedura di mobilità ex artt. 4 e 24 della legge 223/91 che coinvolgerà un numero complessivo di 20 lavoratori pensionabili del sito di Brindisi che a partire dalla data di espletamento della procedura di mobilità ed entro il termine del 30 dicembre 2016 potranno cessare dai rapporto di lavoro, secondo le tempistiche individuate dall'azienda nel rispetto delle esigenze tecniche ed organizzative” conclude l’accordo nella parte relativa alla centrale di Costa Morena.

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