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Bilancio consorzio Asi, Left: "Il maggior azionista si è dileguato"

Polemiche dopo la riunione svoltasi venerdì presso la commissione regionale. Il Pri: "Si convochi consiglio monotematico"

BRINDISI - Si accende la polemica politica sul bilancio del Consorzio Asi di Brindisi (bocciato dal collegio dei revisori), dopo la riunione in IV commissione della Regione Puglia svoltasi ieri (venerdì 22 gennaio), alla quale il presidente dell’ente, Domenico Bianco, non ha potuto partecipare per ragioni documentate di salute. Già nella giornata di ieri il consigliere regionale Paride Mazzotta (Forza Italia) aveva chiesto il commissariamento del Consorzio, mentre il consigliere Fabiano Amati (Pd) aveva chiesto di “correre al più presto a opportuni rimedi”, “fra cose piccole inaudite, come le spese per i panettoni natalizi, e cose importanti come il parere negativo sul bilancio 2019, concorsi zoppicanti, consulenze discutibili, programmi azzardati e donazioni allo stato non periziate”.

Left: "Amati il solo a suonare la carica"

Sulla vicende interviene oggi (sabato 23 gennaio) l’associazione Left Brindisi, con una nota fortemente critica nei confronti del Comune di Brindisi. “Sembra che questa amministrazione comunale di Brindisi – si legge nella nota di Left - abbia risolto il dubbio amletico. Si era presentata alla città come portatrice di una nuova novella, quella del cambiamento, della trasparenza e della partecipazione. Sembrava che finalmente la città potesse avere una guida con cui confrontarsi, disponibile verso i cittadini e a disposizione dei cittadini per affrontare concretamente i tanti problemi. Si è scelto ancora una volta di essere il nulla! Tanto che per avere chiarezza sulle tante opacità rilevate sul bilancio dell’Asi, il consigliere regionale Amati rimane da solo a suonare la carica nella ormai surreale assenza della parte cittadina del suo partito, chiuso in un silenzio di convenienza”. 

“Sembra che nella maggioranza - si legge ancora nella nota di Left - a nessuno interessi la riforma dei Consorzi e non si capisce con chi e quando intendano confrontarsi. Come associazione nei prossimi giorni prenderemo in esame la proposta di riforma dei consorzi Asi che gira negli uffici regionali e avanzeremo le proposte per ridare ai Comuni un ruolo nelle politiche industriali. Occorre superare definitivamente le pericolose centralizzazioni di questi vecchi e obsoleti strumenti quali sono diventati i consorzi Asi”. Left invita il Partito Democratico, “che governa in Regione” a “far sentire la sua voce”. “Ma pare che in città la parola d’ordine sia non disturbare, non fa giuoco all’unico interesse reale rimasto, una poltrona per il manovratore e per qualche suo fedelissimo. La vicenda del consorzio Asi è emblematica, non si ha il coraggio di fare chiarezza in ossequio ai soliti rappresentanti nominati per spartizioni politiche, per mantenere lo status quo e non rovinare le trame a quegli intermediari che da anni, utilizzando associazioni e corpi intermedi e la stessa politica, sguazzano nel mondo delle partecipate e degli enti di emanazione politica. Rossi come sindaco e presidente della Provincia è azionista al 66 per cento del Consorzio e ha avallato e difeso pubblicamente un bilancio malgrado un chiaro parere negativo dei revisori dei conti”.

“Amati – prosegue l’associazione Left - vista l’indifferenza locale al problema, ha fatto la cosa più logica per gli interessi del territorio. I revisori hanno bocciato il bilancio dell’ente e ha voluto vederci chiaro confrontandosi direttamente con loro e con gli amministratori nella sede della regione che è l’ente che esercita il controllo sui consorzi Asi. Il maggior azionista invece si è dileguato, si è profuso in elogi verso la dirigenza, piccato con il consigliere, reo di aver messo in discussione l’unica cosa che gli interessa realmente, il suo essere smisurato. Si è capito che abbia un problema con i numeri e i bilanci, ma come maggior azionista avrebbe dovuto andare a fondo alla questione cogliendo la mano autorevole tesa dalla Regione, sfruttandone la sinergia e le sue funzioni di controllo”. 

La replica del Partito Democratico di Brindisi

“Lo doveva ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, ai sindacati – si legge ancora nel comunicato - a tutte le realtà che nella zona industriale spendono le proprie energie e hanno il diritto di sapere come vengono gestite le risorse. C’è stata un’audizione in Regione ma il sindaco di Brindisi a differenza degli altri sindaci invitati non si è presentato per altri impegni. Ci si domanda, ma il vicesindaco esponente del Pd era anche impegnato? E cosa pensano i nuovi acquisti del Pd che dovrebbero impreziosire il lavoro del gruppo consigliare? Il nulla. Morire, dormire… nient’altro e con un sonno dire che poniamo fine al dolore del cuore. Il dubbio amletico è finalmente risolto”. 

Antonino (Pri): "Si convochi consiglio monotematico"

Riguardo alla richiesta di commissariamento del Consorzio avanzata dal consigliere regionale Mazzotta, invece, il capogruppo del Pri (Partito repubblicano) nel consiglio comumale di Brindisi, Gabriele Antonino, avanza il sospetto che tale richiesta “abbia il solo fine di rendere più facile la fusione dei Consorzi Industriali di Brindisi, Lecce, Taranto e Foggia secondo il progetto di legge elaborato dall'Assessore alle Attività Produttive Alessandro Delli Noci”. “Meraviglia questa attenzione che il consigliere regionale riserva al bilancio del Consorzio Asi di Brindisi – afferma Antonino in un comunicato - e non anche a quello di Lecce. Dalla lettura dei bilanci di esercizio, resi disponibili dai singoli Consorzi sui siti istituzionali, emerge infatti che il bilancio per l'anno 2019 del Consorzio Asi di Brindisi segna un attivo di 931.162,00 euro mentre quello di Lecce fa registrare un passivo di 682.115,00 euro”.

“Certo: alcuni aspetti del bilancio dell'Asi di Brindisi - afferma ancora Antonino - vanno senz'altro chiariti e il luogo più idonea mi pare debba essere l'Assise cittadina. Appunto per questo mi auguro che la mia richiesta di convocazione di un consiglio comunale monotematico sul progetto di riforma dei Consorzi Industriali venga accolta con estrema sollecitudine. Tanto per evitare che, ancora una volta, decisioni che riguardano uno degli enti più importanti di Brindisi vengano assunte senza che la rappresentanza politica brindisina possa esprimere il suo parere”. 

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