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"Brindisi città di mare": dai progetti degli universitari alle idee per il futuro

BRINDISI – Nel nome del recupero di un’identità perduta, il futuro di Brindisi dal punto di vista urbanistico passa inevitabilmente dalla riacquisizione del rapporto tra la città e il mare. E’, questo, uno dei concetti-chiave emersi a seguito del workshop realizzato dal Comune di Brindisi, dall’Ance, dall’Authority e svoltosi in collaborazione con le Università degli Studi di Venezia, Ferrara e Bari. I lavori si sono svolti nel maggio 2010, ma ora i risultati sono stati pubblicati in uno speciale edito da Maggioli e presentato nel pomeriggio presso la sala “Mario Marino Guadalupi” del Comune di Brindisi.

BRINDISI - Nel nome del recupero di un'identità perduta, il futuro di Brindisi dal punto di vista urbanistico passa inevitabilmente dalla riacquisizione del rapporto tra la città e il mare. E', questo, uno dei concetti-chiave emersi a seguito del workshop realizzato dal Comune di Brindisi, dall'Ance, dall'Authority e svoltosi in collaborazione con le Università degli Studi di Venezia, Ferrara e Bari. I lavori si sono svolti nel maggio 2010, ma ora i risultati sono stati pubblicati in uno speciale edito da Maggioli e presentato nel pomeriggio presso la sala "Mario Marino Guadalupi" del Comune di Brindisi.

A presentare "Brindisi città di mare" c'era l'assessore all'Urbanistica Tonino Bruno, che ha parlato di una fase decisiva per la città, con la redazione di un Piano Urbanistico Generale praticamente alle porte: "Ci sono città che hanno cambiato completamente il loro volto", ha detto. "Si pensi a Salerno, ma anche a Genova. Per Brindisi è un'opportunità importante, lo stiamo dicendo spesso, ma quel che più conta è che in un argomento di questo tipo la città deve riscoprire un metodo di condivisione, di partecipazione".

Rivolgendo parole di elogio agli studenti che hanno osservato la città dal punto di vista urbanistico prima di formulare le loro idee, l'assessore Bruno ha poi dato la parola a Roberto Di Giulio, professore brindisino di nascita ma ora direttore del dipartimento di Architettura dell'Università di Ferrara, e a Luca Coltro, esperto in finanza di progetto. "Il workshop organizzato da Sealine - ha detto Di Giulio - ha scelto alcuni luoghi emblematici sui quali ha formulato una serie di ipotesi di progetto ispirate a tre "parole chiave": riqualificazione, ricongiunzione, riappropriazione". Uno dei concetti prevalenti è sicuramente quello della città che deve appunto recuperare il suo rapporto diretto con il mare.

Per via del Mare, per esempio, l'intervento rientra nella strategia generale di pedonalizzazione del lungomare, e il forte salto di quota tra il centro storico e la banchina ha posto le condizioni per un ripensamento radicale del rapporto tra la città e l'acqua. Per l'Area Montecatini, il progetto prevede l'utilizzo del capannone come contenitore di funzioni legate alla riconversione dell'area in senso fieristico e a servizio del nuovo imbarco ai traghetti in programma con la risistemazione delle banchine. Per l'area Sciaia, la proposta prevede la riattivazione di Cala Mater Domini, e il collegamento della spiaggia al parco retrostante che ha inoltre le potenzialità per costituire l'affaccio privilegiato per la zona residenziale della Sciaia.

Per l'area Nafta, infine, il progetto - partendo dall'area dismessa dei depositi - identifica una zona di possibile riconversione del sistema produttivo. Le aree artigianali a ridosso della banchina est del Seno di Levante rappresentano un'occasione imperdibile per il completamento del waterfront urbano.

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