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Confcommercio: "Le imprese brindisine sono in ginocchio, servono interventi subito"

Nota a firma della presidente dell'associazione della provincia di Brindisi con la richiesta di sostegni economici

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Anna Rita Montanaro, presidente Confcommercio Brindisi, sulle disposizioni stringenti del nuovo Dpcm e la necessità di attuare interventi immediati e sostegni economici per le imprese del Brindisino.

Le nuove restrizioni imposte dal governo nazionale con l’ultimo Dpcm sono certamente dettate da un vistoso peggioramento delle condizioni sanitarie, ma è evidente che la situazione economica in cui versano le imprese della provincia di Brindisi richiede una attenzione particolare, adeguando le restrizioni alle effettive situazioni di pericolo di contagio e tenendo in considerazione anche le aspettative degli operatori economici. Il settore che ha subito maggiori danni dall’entrata in vigore del nuovo Dpcm è quello che abbraccia i locali da ballo, le sale per ricevimenti, i bar, i pub ed i ristoranti (con le rispettive filiere). Ci sono impegni già da tempo contrattualizzati che inevitabilmente salteranno se non si individueranno immediate soluzioni-tampone. 

In provincia di Brindisi, al momento, la situazione dei contagi non è critica e quindi appare particolarmente penalizzane la restrizione a 30 partecipanti per le cerimonie, mentre c’è il via libera per la presenza di pubblico negli impianti sportivi e si possono tranquillamente svolgere congressi (senza limiti di partecipazione).  Sarebbe necessario immaginare di concedere delle deroghe a chi dispone di sale adeguate al rispetto delle norme di distanziamento. E’ possibile rimediare ad un provvedimento che pone gli stessi limiti a chi ha un locale di 80 metri quadrati e chi ne ha uno dieci volte più grande? E non è tutto: per i gestori di tantissimi pub della provincia di Brindisi i limiti imposti (divieto di vendita di bevande alcoliche da asporto dopo le ore 21 e chiusura del locale entro le ore 24) rischiano di determinare la chiusura dell’attività. 

Spetta alla Regione Puglia, sollecitata da una nota di Confcommercio Puglia antecedente l'emanazione del decreto, far rilevare al governo nazionale che l’Italia è un paese in cui le abitudini dei cittadini sono assai diverse da regione a regione. Nel centro-nord si cena alle 19 e quindi è immaginabile che le 21 siano un orario consono per bere un drink. In Puglia (e nel resto del Mezzogiorno) si cena a quell’ora e quindi il termine per le chiusura dei locali a mezzanotte risulta dannoso e inaccettabile (oltre che poco utile per limitare il contagio). Insomma, oggi più che mai occorrono scelte di giudizio, senza le quali un intero settore farà fatica a rialzarsi. Un motivo in più perché la Regione riattivi immediatamente forme di sostegno economico, così come ha già fatto con successo nei mesi scorsi.

Anna Rita Montanaro, presidente Confcommercio della provincia di Brindisi

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