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Domenica, 25 Febbraio 2024
Economia

Intoppi burocratici, allarme Flai e Cgil: Maribrin a rischio chiusura a fine anno

I lavoratori sono scesi in piazza per un sit-in nei pressi della Prefettura per salvare i posti di lavoro che, se non si sbloccano alcune procedure, andranno persi

BRINDISI - La  Flai e la Cgil di Brindisi ieri mattina, mercoledì 5 ottobre, sono scese in piazza accanto ai dipendenti della Maribrin Srl per un sit-in nei pressi della Prefettura per salvare i posti di lavoro che, se non si sbloccano alcune procedure, andranno persi alla fine di dicembre perché l'azienda chiuderà i battenti. La Flai e la Cgil ringraziano il vice prefetto Cicoria  per aver accolto la richiesta di incontro del sindacato e dei lavoratori nel tentativo di mettere in campo iniziative volte alla salvaguardia dell'occupazione e del sito produttivo.

Nel corso di questi mesi l'attività di sostegno nei confronti dei lavoratori non si è mai fermata, spiegano dai sindacati. La Flai e la Cgil di Brindisi "hanno lavorato insieme con la Flai Puglia, a livello regionale e a livello locale, per superare le criticità che hanno messo in ginocchio l'azienda. A livello regionale è stato sollecitato un incontro in Regione con gli assessorati competenti, a livello locale è stato interessato direttamente il sindaco Riccardo Rossi".

In breve, i problemi della Maribrin Srl illustrati dalla Flai alle istituzioni: l'impossibilità di utilizzo dei fondi Feamp Po 2014-2020 per l’istallazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei capannoni per un efficientamento energetico dell’impianto di itticultura marina del sito produttivo di contrada Pandi operativo all’interno del Parco naturale regionale di Saline Punta della Contessa, nonostante le  richieste di autorizzazione inoltrate con parere positivo, ma che restano bloccate da intoppi burocratici. L'azienda, per fronteggiare la crisi energetica, ha  prodotto un progetto per l'installazione di un impianto di 200 kw per investimenti produttivi nell'acquacoltura e di efficientamento energetico dell'impianto di itticoltura marina che sfiora i 350 mila euro. Progetto che, pur ricevendo parere positivo il 24 maggio scorso resta ancora in attesa del decreto di finanziamento. 

Sbloccare questo progetto consentirebbe all'azienda di recuperare competitività e quindi salvaguardare l'occupazione, Fondi che avrebbero già dovuto essere stati stanziati dalla Regione Puglia attraverso i fondi Feamp Po 2014-2020 per ristorare le perdite per i mancati ricavi dovuti al Covid 19. 

"La Flai e la Cgil di Brindisi nel ringraziare la Prefettura e il Comune capoluogo come parte attiva della vertenza – dice il segretario generale Cosimo Della Porta – lanciano un appello alle istituzioni locali e regionali a fare quanto in loro potere per superare l'impasse. Dicembre è alle porte e se le procedure non dovessero sbloccarsi ci troveremo di fronte ad una nuova ondata di licenziamenti che potrebbero tranquillamente essere evitati. Non possiamo permetterci di  perdere un solo posto di lavoro ed un sito produttivo che se riuscisse ad uscire dalla crisi tornerebbe competitivo. L'appello è di fare presto, il tempo è ormai agli sgoccioli e salvare i posti di lavoro è possibile".
 

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