Sondaggio post-Covid sulle piccole imprese: "Ripartire innovando"

L'esito del questionario diffuso dal Gal Alto Salento: le disponibilità e le richieste di misure di sostegno

BRINDISI – Disponibilità a ripensare e a modificare la propria impresa, a sperimentare forme di cooperazione con altre aziende dello stesso settore, e a puntare sull’innovazione per il marketing e la comunicazione, e richiesta di misure di sostegno agli investimenti. È il risultato dell’indagine conoscitiva sui nuovi scenari socio-economici dell'Alto Salento nella fase di rilancio post emergenza sanitaria, promossa e condotta dal Gal che riunisce i territori di Brindisi, San Vito dei Normanni, Carovigno, Ostuni, Ceglie Messapica, San Michele Salentino e Villa Castelli, tra gli operatori economici dell’area.

Era importante, in questa fase, conoscere le condizioni in cui operano le imprese. “Per questo il Gal ha avviato un’indagine conoscitiva sui nuovi scenari socio-economici nel territorio determinati dalla sospensione delle attività economiche e contestualizzare la strategia di sviluppo locale dell’area Leader Alto Salento con la fase di post emergenza Covid-19”, e ciò è stato fatto con un questionario pubblicato sul sito web dello stesso Gal Alto Salento 2020 rivolto sia alle imprese, che alle associazioni di categoria dei diversi settori economici.

Hanno risposto alle domande del questionario prevalentemente operatori del settore agricolo e turistico-ricettivo, di età compressa tra i 40 e i 60 anni. Emerge che il 90% degli operatori economici avrebbe investito prima che scoppiasse l’emergenza Covid, in particolar modo nel settore dell’innovazione e dei servizi. L’emergenza sanitaria ha determinato la sospensione dell’attività per due terzi degli operatori, mentre solo il 21% ha proseguito l’attività anche se con modalità diverse e la riduzione dei livelli produttivi.

Agriturismo nel Brindisino

In questo momento, si deduce dagli esiti del questionario, oltre l’80% degli operatori sarebbero disposti a ridisegnare la propria impresa e a diversificare le attività. Tra gli interventi su cui basare le prossime attività imprenditoriali, c’è il ricorso a forme innovative di commercializzazione, il potenziamento del marketing e della comunicazione, l’aggiornamento professionale. Infatti circa 2/3 degli operatori dichiara di non possiede alcuna certificazione aziendale. Emerge con forza la disponibilità ad intraprendere rapporti di cooperazione con altri operatori dello stesso settore e dello stesso territorio, al fine di promuovere la propria attività.

Ma quali sono gli interventi economici attesi dagli operatori nei prossimi mesi, da parte del governo centrale e dalla Regione? Oltre la metà crede nella necessità del cofinanziamento di nuovi progetti di investimento, a seguire il ricorso ad incentivi per la sostenibilità ambientale ed a campagne di promozione mirate.

Il 70% degli intervistati concorda con quanto evidenziato dagli esperti del settore, che occorra investire in ambiti dove sono più orientati i trend turistici, ossia le risorse naturali, i grandi spazi, la valorizzazione dei centri storici, il turismo esperenziale con il rapporto diretto con la comunità locale e una nuova ospitalità basata sull’adeguamento degli spazi. Non tutti (il 46%) però sono intenzionati ad introdurre nuove tecnologie nel sistema produttivo.

giovani-agricoltura-ansa-2-2

Come è visto il Gruppo di Azione Locale Gal Alto Salento? Come un soggetto che può svolgere un ruolo importante nella promozione territoriale e di impresa, nell’informazione e formazione degli imprenditori, nel contribuire al rafforzare la cooperazione tra gli stessi. Tra le strategie di sviluppo da adottare nella fase post emergenza Covid per l’area dell’Alto Salento, c’è la necessità di sviluppare il marketing territoriale con la creazione di una rete pubblico-privato per valorizzare il territorio ed effettuare un’adeguata comunicazione istituzionale in Italia e all’estero.

Dall’analisi delle risposte emerge in che modo gli imprenditori intendano modificare le proprie strategie aziendali. Alcuni evidenziano la necessità di diversificare l’offerta mirando a realizzare nuovi servizi e prodotti volti alla sostenibilità, altri di voler creare tour auto-guidati e di potenziare l’offerta di attività all’aria aperta, a lavorare con piccoli numeri coinvolgendo i consumatori nelle fasi lavorative dell’impresa, proponendo nuove forme di turismo esperienziale e di voler partecipare a nuovi percorsi formativi.

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Ma c’è anche chi intende ripartire con fiducia da dove si era fermati prima dell’emergenza Covid, e ciò a causa della sofferenza economica in cui versa la propria impresa per investimenti già effettuati nel dicembre 2019 in vista di una stagione, quella in corso, mai partita.

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