Brindisi Lng ora se la prende col Ctr

BRINDISI - Brindisi Lng, controllata dal gruppo British Gas, manifesta pubblicamente la propria disapprovazione per l'esito di una istruttoria che riguarda il suo progetto, e annuncia altrettanto pubblicamente la richiesta di tutta la documentazione relativa alla seduta del Comitato tecnico regionale Puglia in cui è stato deciso a maggioranza di negare il Nulla osta di fattibilità al progetto. L'azienda britannica ne ha facoltà, ma adotta un altro stile rispetto ad aziende che in questo territorio gestiscono certo rapporti non sempre facili con il Ministero dell'Ambiente, la amministrazioni locali e persino gli organi inquirenti, ma raramente ricorrono ai comunicati stampa, preferendo difendere le proprie aspettative, giuste o meno che siano, utilizzando il Tar o altre sedi. Dopo il clamore dell'annuncio del trasferimento di sede a Milano, scambiato da alcuni come abbandono dell'investimento, ecco che la Brindisi Lng va all'attacco contro il Ctr. E proprio il giorno prima della attesa sentenza al processo sul primo iter autorizzativo del rigassificatore.

La sede di Brindisi Lng

BRINDISI - Brindisi Lng, controllata dal gruppo British Gas, manifesta pubblicamente la propria disapprovazione per l'esito di una istruttoria che riguarda il suo progetto, e annuncia altrettanto pubblicamente la richiesta di tutta la documentazione relativa alla seduta del Comitato tecnico regionale Puglia in cui è stato deciso a maggioranza di negare il Nulla osta di fattibilità al progetto. L'azienda britannica ne ha facoltà, ma adotta un altro stile rispetto ad aziende che in questo territorio gestiscono certo rapporti non sempre facili con il Ministero dell'Ambiente, la amministrazioni locali e persino gli organi inquirenti, ma raramente ricorrono ai comunicati stampa, preferendo difendere le proprie aspettative, giuste o meno che siano, utilizzando il Tar o altre sedi. Dopo il clamore dell'annuncio del trasferimento di sede a Milano, scambiato da alcuni come abbandono dell'investimento, ecco che la Brindisi Lng va all'attacco contro il Ctr. E proprio il giorno prima della attesa sentenza al processo sul primo iter autorizzativo del rigassificatore.

In un comunicato, la società infatti "manifesta sorpresa e sconcerto per quanto avvenuto lo scorso 4 aprile 2012 in sede di riunione del Ctr, indetta per discutere e deliberare sul rilascio del Nulla Osta di Fattibilità al progetto di rigassificatore previsto nel porto esterno di Brindisi. E’ stata formulata da parte della società richiesta ufficiale per l’acquisizione di tutta la documentazione utile a comprendere l’andamento e le conclusioni della riunione del Ctr. Al momento quindi, la Brindisi Lng si riserva di fornire una valutazione esaustiva di quanto avvenuto lo scorso 4 aprile.  Fin da ora, però, alcune valutazioni possono essere fatte. Da una prima lettura del verbale, che ha escluso per il momento la riconferma del nulla osta di fattibilità del progetto del terminale di rigassificazione già ottenuto dallo stesso Ctr nel 2002, risultano evidenti incongruenze sia di carattere formale che sostanziale".

Il processo pubblico alla decisione del Ctr prosegue con un giudizio di merito, anche se non "esaustivo", sulle dinamiche del rigetto dell'istanza: "L’aspetto più sconcertante è che il Ctr abbia rigettato senza pertinenti motivazioni la favorevole proposta al rilascio del nulla osta di fattibilità presentata dal gruppo istruttore incaricato di analizzare nel dettaglio la documentazione tecnica fornita da Brindisi Lng. Da organi di stampa è emerso, inoltre, che alcuni componenti controfirmatari della relazione tecnica positiva dei vigili del fuoco avrebbero incomprensibilmente cambiato atteggiamento durante la riunione plenaria del Ctr". E qui siamo al pubblico sospetto, che non non dovrebbe essere consetito ad alcuno, sul comportamento dei membri del Comitato tecnico regionale. "Lascia inoltre alquanto perplessi, se non sconcertati, la circostanza che il Comitato tecnico abbia adottato una decisione senza il voto della maggioranza dei propri componenti e inoltre in palese violazione di una specifica norma di legge che non prevede di far equivalere la parità dei voti ad una valutazione negativa", aggiunge la Brindisi Lng.

Ma non solo: "Infine, risulta perfino difficile commentare l'atto del Comitato Tecnico Regionale, quando le motivazioni della mancata riconferma del nulla osta di fattibilità presenti nel verbale mostrano opinioni e valutazioni che poco o nulla hanno a che fare con aspetti tecnici legati alla sicurezza dell'opera, ma si palesano come commenti scevri da competenze e/o prerogative di un organo tecnico come il Ctr, che peraltro in passato si era già espresso per la fattibilità tecnica dell'opera a favore della sicurezza dell’impianto. In  presenza di così palesi anomalie,  la Brindisi Lng ha dato mandato ai propri legali di valutare ogni azione utile a tutela della società".

La nota della Brindisi Lng conferma quanto si supponeva da giorni: la decisione del gruppo di lavoro che ha svolto l'istruttoria a Brindisi aveva espresso parere favorevole circa la compatibilità del rigassificatore con il contesto industriale e portuale. Il fatto che la società britannica insista sul fatto che già nel 2002 aveva ottenuto il Nof, cioè 10 anni addietro, lascia ritenere che lo studio sottoposto al Ctr per ottenere il nuovo Nof probabilmente non contiene riferimenti aggiornati nè alle attività industriali e portuali, nè alle linee di sviluppo urbanistico della città, ed è comunque per definizione e contenuti solo un documento di parte. E quindi sarebbe altrettanto interessante conoscere su quali basi il gruppo di lavoro locale abbia espresso un parere favorevole. Se a ciò si aggiungono le dichiarazioni non richieste al responsabile del gruppo di lavoro locale, e cioè il comandante provinciale dei vigili del fuoco, sarebbe legittimo o meno avere pubblica conoscenza di queste valutazioni? Tanto per pareggiare diritti, e per chiarire dubbi.

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