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“Brindisi metafora per il futuro del nostro Mezzogiorno"

Il ministro De Vincenti: “Interessante il progetto di Marinò, portualità da incentivare con la zona economica speciale e trasportistica”. E anticipa: “Sbloccati fondi per le bonifiche”. Assente Emiliano, l’assessore Mazzarano: “Brand Puglia motivo di attrazione”

BRINDISI – “Molto interessante il progetto del Parco industriale a Brindisi, proposto dal presidente di Confindustria Giuseppe Marinò: il Governo condivide e le linee guida sinora tracciate lungo la portualità, anche con la Zes (zona economica speciale) e la trasportistica, vanno in questa direzione”. L’idea di fare sistema è piaciuta e ha convinto il ministro per la Coesione e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, ospite oggi particolarmente atteso della tavola rotonda organizzata dal presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Marinò, nel Nuovo Teatro Verdi, diventato salotto per discutere di economica e sviluppo. Partendo da subito per pensare al futuro prossimo, in chiave industriale, versione 4.0, tra tecnologia figlia della ricerca e rispetto dell'ambiente.

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Il futuro e l'industria

“Il Governo vede con attenzione questo territorio: è il nervo del Mezzogiorno e della sua rinascita”, ha detto salutando gli invitati del parterre. Assente il governatore della Puglia, Michele Emiliano: a rappresentarlo, è arrivato l’assessore Michele Mazzarano, titolare della delega alla Programmazione economica. Brindisi avrebbe voluto confrontarsi con Emiliano, soprattutto oggi, a maggior ragione dopo che da Bari è rimbalzata la notizia della volontà della Giunta di potenziare l’aeroporto di Grottaglie, come scalo civile. Niente da fare. “Il Brand Puglia è motivo di attrazione per gli investimenti”, ha detto l’assessore. “Brindisi è realtà industriale tra le più peculiari per la presenza di complessi tecnologici”.

Per oggi, il confronto si è svolto sull’asse Brindisi-Roma, governo centrale: “Non ritengo che il futuro di questo territorio sia legato esclusivamente al terziario, ai servizi e al turismo, settore che resta motore importante, ma è ancora da sfruttare a pieno”, ha detto il ministro. “L’industria mantiene un ruolo centrale, ne sono convinto perché è cuore pulsante che traina gli altri”, ha proseguito. “Nel patto per la Puglia, ci sono oltre due milioni di euro destinati alla tutela dell’ambiente: qui però siamo in ritardo con i depuratori e dobbiamo chiudere il ciclo dei rifiuti. Brindisi ha un tessuto industriale ricco che ha resistito ai colpi della crisi scoppiata nel 2008: oggi è in fase di ripresa, ma non ha accelerato e ne ha tutte le possibilità”.

Il governo e le misure

La certezza rispetto alla svolta economica, secondo il De Vincenti, è ancorata a un dato di fatto: “Qui l’obiettivo europeo di riportare il contributo dell’industria al 20 per cento del Pil è realtà. Per questo Brindisi deve agganciare il treno della ricrescita e in questo cammino l’indotto è chiamato a fare un salto di qualità per reggere il confronto sul mercato internazionale”. Quanto alle misure concrete definite dal Governo, il ministro ha ribadito l’impegno per il credito d’imposta e la decontribuzione per i nuovi assunti in modo tale da coprire sino al 70-80 per cento del costo dell’investimento. “Con il ministro Padoan abbiamo intenzione di incrementare i rispettivi fondi e crearne uno specializzato nelle richieste delle piccole e medie imprese”. Per Brindisi, il futuro prossimo, quello immediato, è costituito da porto e area industriale: “Lo scalo di Brindisi, assieme a quello di Bari, con i possibili collegamenti con reti europee, è stata inserita nelle Zone economiche speciali”. L’altra Zes è per il porto di Taranto. “In tal modo sarà possibile ottenere semplificazioni doganali con riduzione dei tempi per il carico e lo scarico delle merci, più benefici fiscali, perché certe volte è più semplice andare a Rotterdam”.

Il nodo Tap

La visita a Brindisi è stata anche l’occasione per affrontare la questione Tap, tornata d’attualità con la pronuncia della Corte di Cassazione: “Per l’ennesima volta si è avuta la dimostrazione, con sentenza, che le autorizzazioni per l’opera sono state rilasciate nel rispetto delle leggi e della costituzione”, ha detto il ministro. “L’analisi della Via dimostra che la Tap non ha alcun impatto ambientale. A        questo punto noi chiediamo a Tap e a Snam di investire sul territorio, nei settori della pesca e dell’agricoltura, ed è su questo piano che stiamo sfidando entrambe le società, invitandole anche ad usare il gas per la decarbonizzazione”.

Enel ed Ilva

L’argomento carbone che rimanda ad Enel e al sito di Cerano, è stato affrontato in relazione alla decisione del gip del Tribunale di Lecce di concedere un permesso provvisorio a stoccare nelle vasche esistenti nelle pertinenze della centrale di Brindisi le ceneri leggere derivanti dalla combustione del carbone. “Siamo certi che Enel dimostrerà la correttezza del suo operato”. Per l’Ilva, tema quanto mai incandescente: “La tutela dei posti di lavoro è basilare, il che significa che nessuno dei lavoratori non riassorbiti sarà licenziato: tali unità saranno impiegate nelle operazioni di bonifica e risanamento”. Per Brindisi sono stati sbloccati i fondi per le bonifiche.

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