Economia

"Brindisi non merita la maglia nera: si batte per la legalità, Emiliano venga qui a parlare con la città”

Il presidente di Confindustria Marinò: "Non dialoga da giugno 2015. Diciamo no a un sistema baricentrico e a giochi di prestigio alla Silvan: scelte condivise, non imposte come per la Tap. Più che di quel tubo per il gas, avrei preferito un confronto sulla filiera della Lng, sul porto, navi da crociera, sanità e rifiuti"

BRINDISI – “Emiliano deve dire che Brindisi, da anni ormai, difende il suo territorio da qualsiasi contaminazione della criminalità, deve parlare di una città che crede e lavora nella legalità e deve ascoltare le esigenze di chi vive qui: per questo è necessario che il governatore della Puglia venga da noi a parlare di progetti di sviluppo con la comunità. Non serve a nessuno che insista su un tubo chiamato Tap e che lo faccia da Bari”.

Parte dal numero uno degli industriali di Brindisi, Giuseppe Marinò, l’invito rivolto a Michele Emiliano, dopo le dichiarazioni che il presidente della Regione ha rilasciato in sede di audizione davanti alla Commissione parlamentare Antimafia, su presunte infiltrazioni nel capoluogo, già accennate pubblicamente in occasione dell’assemblea regionale del Pd, di cui è anche segretario, che si è svolta  Brindisi.

Michele EmilianoE’ un appello ad ascoltare la città di Brindisi, a guardare il volto pulito del capoluogo, dei suoi imprenditori e dei lavoratori più in generale, degli studenti e dei pensionati. Di chi ogni giorno vede il porto e si chiede per quale motivo navi da crociera non ce ne saranno più.

“Rispetto le posizioni degli altri, anche tenuto conto del ruolo ricoperto, ma non posso tacere davanti a quel che non condivido, come nel caso delle affermazioni di Emiliano che destano preoccupazione e costernazione”, dice Marinò. “Ha riferito situazioni non note a noi, ma sa bene per essere stato egli stesso magistrato a Brindisi, che il nostro territorio ha pagato in passato a caro prezzo la presenza di organizzazioni di stampo mafioso.  Sa anche che lo Stato qui ha continuato a lavorare in difesa della legalità, prova ne è il blitz della Dda di Lecce di ieri. Non può passare sotto silenzio, senza cioè nessuna reazione, il fatto che si assegni la maglia nera alla nostra città: Brindisi è una costola della Regione Puglia che contribuisce allo sviluppo, peraltro anche sul piano nazionale, per cui va bene che si raccontino le cose che non vanno, ma allo stesso tempo devono essere riferite con enfasi quello che di buono c’è”, va avanti il presidente dell’Associazione degli industriali di Brindisi.

“Mi sono reso conto, purtroppo, che da giugno dello scorso anno, Emiliano è stato sufficientemente lontano dalla nostra città, fermandosi a un confronto solo con l’ex sindaco. Mi chiedo per quale motivo abbia ignorato la comunità. E lo dico precisando che io stesso ho sostenuto il progetto programmatico di Emiliano e ho creduto e scommesso su di lui perché lo avevo ritenuto persona dalle caratteristiche giuste per affrontare in maniera responsabile e propositiva il futuro”.

Porto di Brindisi, il lungomarePoiché, come in tutte le cose e per tutte le situazioni, si fa sempre in tempo a recuperare, Marinò si rivolge direttamente a Emiliano: “Mi auguro che agisca in linea con il nostro territorio, non solo con riferimento al comparto industriale, ma per ogni altra questione, in modo tale da evitare che la gente continui a ripetere che Brindisi è succube di un sistema baricentrico. Se non dialoga con noi, però è impossibile. Eppure lui stesso ha definito la nostra città come bellissima, è bene allora che venga a vedere con i suoi occhi cosa abbiamo fatto anche in termini di promozione del territorio e di sviluppo nel rispetto dell’ambiente, risultati che rischiano di essere compressi se ci si limita a quelle affermazioni”.

Industria e ambiente portano inevitabilmente al nodo chiamato Tap, il cui approdo Emiliano vuole spostare dalla Marina di Melendugno sino a Brindisi: “Avrei preferito che qui anziché parlare di un tubo, avessimo avviato un confronto sui temi dello sviluppo riconducibile alla filiera dell’impianto Lng”.

Il rigassificatore, poi oggetto anche di un processo penale ancora pendente, è da considerare sepolto, seppellito come gli altri impianti che pure erano stati definiti strategici dal Governo nazionale, ma dei quali si sono perse le tracce. Perché mai, allora, riesumare il rigassificatore in cui credevano Silvio Berlusconi e Tony Blair? “Perché è stato lo stesso Emiliano ad aver detto di aver condiviso il no all’impianto sostenuto dall’allora sindaco Domenico Mennitti”.

“Quanto, poi, alla ragione vera, intendo quella autentica, della fine del progetto, non l’ha detta ancora nessuno, ma mi permetto di ricordare che gli investimenti come quello della Lng rientrano in piani a medio e lungo termine e quindi deve esserci dell’altro”.

“Di altro vorrei che Emiliano parlasse con la città e invece ci si limita a quel tubo, quando non solo l’iter è arrivato a conclusione, ma addirittura la soluzione prospettata di convertire a gas Cerano è impraticabile. Non mi si venga a dire che c’è il partito del carbone, assolutamente falso. La verità è che il ragionamento deve essere fatto guardando all’Italia e all’Europa, altrimenti è come se di fronte all’incendio di un bosco c’è chi si presenta con una tazzina d’acqua. Come pretende di spegnere le fiamme? Questo per dire che sul fronte carbone siamo al di sotto dei limiti di legge”.

Due navi da crociera a BrindisiNon è che si continua a parlare di Tap, proprio per non affrontare altre tematiche, quelle che attengono direttamente a Brindisi? “Spero che non sia così. Vogliamo confrontarsi sul porto, per esempio, e viene da chiedersi per quale motivo dopo che Brindisi ha visto i turisti scendere dalle navi da crociera sino a qualche mese fa, da quest’anno non ci sarà più nessuna compagnia. E per quale motivo, invece, le navi sono rimaste a Bari. Dobbiamo credere alla tesi dell’esistenza di un prestigiatore come Silvan? Non credo. Vero è che a Bari questo non accade e allora se Brindisi ha un porto, le navi devono esserci, per cui anche su questo rinnoviamo l’invito a Emiliano: lo aspettiamo a Brindisi per fare sistema. Vogliamo parlare anche di sanità e del ciclo dei rifiuti”.

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