Carbone d'agosto, centro contro Pd

BRINDISI – Sulla questione Enel lo scontro tra centristi di stretta osservanza della linea Ferrarese, e il Pd è già un dato di fatto. Bisogna solo vedere se sono anche questa volta fuochi di Paglia come la storia dell’astensione degli assessori del Partito democratico dalle riunioni di giunta provinciale sino ad un chiarimento tra lo stesso Pd e il presidente, presto dimenticata senza che si sapesse se il chiarimento c’è poi stato, oppure se la contrapposizione è seria. Come si dovrebbe evincere dalla puntata odierna della guerra dei comunicati, in cui Udc e Noi Centro attaccano il Pd e lo trattano come il parente povero della comitiva, e in cui invece la risposta che giunge dal senatore Salvatore Tomaselli è molto più attenta all’unità della coalizione di quanto abbiano fatto i centristi, ma è anche una difesa chiara delle posizioni del sindaco Mimmo Consales.

La centrale di Cerano vista Brindisi

BRINDISI – Sulla questione Enel lo scontro tra centristi di stretta osservanza della linea Ferrarese,  e il Pd è già un dato di fatto. Bisogna solo vedere se sono anche questa volta fuochi di Paglia come la storia dell’astensione degli assessori del Partito democratico dalle riunioni di giunta provinciale sino ad un chiarimento tra lo stesso Pd e il presidente, presto dimenticata senza che si sapesse se il chiarimento c’è poi stato, oppure se la contrapposizione è seria. Come si dovrebbe evincere dalla puntata odierna della guerra dei comunicati, in cui Udc e Noi Centro attaccano il Pd e lo trattano come il parente povero della comitiva, e in cui invece la risposta che giunge dal senatore Salvatore Tomaselli è molto più attenta all’unità della coalizione di quanto abbiano fatto i centristi, ma è anche una difesa chiara delle posizioni del sindaco Mimmo Consales.

Tutto ciò dovrebbe indurre a ulteriori riflessioni sulla reale convergenza di idee e progetti della maggioranza di centrosinistra, in cui Ferrarese gioca senza tanti riguardi per gli alleati: la storia della costituzione di parte civile arriva molto dopo ciò che aveva detto Consales in consiglio comunale, in più quando Consales è assente, costringendo il Pd ancora una volta a gettare acqua sul fuoco mentre invece le truppe del presidente della provincia continuano a sparare sui pompieri al lavoro. Considerando le posizioni che per anni Ferrarese ha sostenuto come presidente di Confindustria, sembra strano che anche gli ambientalisti si accontentino delle dichiarazioni su Ilva ed Enel purché la bilancia si sposti dalla parte della loro causa (in cui la questione petrolchimico, cui è collegata la famosa indagine sulle malformazioni neonatali e la scoperta di tracce di ftalati nei cordoni ombelicali, è ancora marginale).

Il problema vero è che a Brindisi ci si continua ad azzuffare su ciò che è giusto o non giusto, ma non c’è ancora nessuno che indichi tre o quattro punti come obiettivi delle nuove politiche industriali da sostenere. Ma ecco come è cominciata la giornata. Prima ancora delle 7, arriva nelle caselle di posta elettronica dei giornali una mail di Antonio Elefante, il segretario cittadino del Pd e consigliere comunale. Dice: “La vicenda che riguarda il consiglio comunale e l’eventualità di costituirsi parte civile nei confronti dell'azienda Enel, invece di essere discussa in modo serio e approfondito (e soprattutto nelle dovute sedi istituzionali) è diventata una scevra questione mediatica, quasi a voler strappare applausi e consensi, come se fossimo ancora in campagna elettorale”.

E aggiunge: “Tali atteggiamenti tendono più ad appagare le velleità dei singoli che a risolvere i gravi ed atavici problemi ambientali che da anni stanno minacciando la salute dei brindisini.  Non dimentichiamo che oggi, tutti i cittadini, dall’amministrazione Consales, aspettano cambiamenti che siano frutto di scelte coraggiose, magari apparentemente impopolari, ma che possano offrire risposte che le precedenti amministrazioni si sono rifiutate di dare”.

“E’indubbio che negli anni l'Enel ha inquinato e le amministrazioni del passato sono state silenti sfiorando quasi la complicità. Oggi noi del Partito Democratico, con le istituzioni e l'intera città, attueremo – annuncia Elefante - le dovute azioni politiche e legali che saranno necessarie affinché si risolva un problema che non deve risolversi in estremismi sociali, dove famiglie della stessa città si odiano e si osteggiano (Taranto docet). Qui a Brindisi, dobbiamo rimane tutti lucidi, uniti e razionali per arrivare alla risoluzione del problema al netto di dietrologie e demagogie che sono state da ostacolo al necessario progresso ambientale”.

Con chi ce l’abbia, il segretario cittadino del Pd, è piuttosto chiaro: “Ma attenzione: in tutta questa sinergia che nessuno si elevi ad ‘azionista di maggioranza’, nessuno si arroghi la posizione di ‘promotore’ di cambiamento”. Questo consiglio comunale con Consales sindaco “vigilerà con concretezza su tutti gli accorgimenti strutturali attuati da Enel e, se sarà necessario – ha concluso Elefante - denuncerà, senza barattare la salute dei cittadini nè con alberi da piantare, nè con risoluzioni economiche che lascerebbero persistere problematiche ambientali come già accaduto in passato”.

“Il Pd di Brindisi, analizzando con attenzione la questione, non si svincolerà, cosi come affermato già dal Sindaco Consales, dal costituirsi parte civile nei confronti di chi ha inquinato il nostro territorio; cercherà però di fare a meno di protagonismi ed estremismi che creano danno ad un territorio già in forte difficoltà economica, sociale ed ambientale”.

Febbrili consultazioni, ed arriva la risposta dell’Udc, firmata dal commissario cittadino Giampiero Epifani: “Apprendo con stupore dalla stampa le dichiarazioni di alcuni esponenti del Pd di Brindisi. Da un alleato di maggioranza al Comune di Brindisi che ha fatto delle  fughe in avanti il proprio modus operandi  politico amministrativo,non ce l'aspettavamo. Sentir parlare di coinvolgimento e discussione democratica da chi fino ad oggi ha fatto l'esatto contrario,crea veramente ilarità . Non capiamo per quale motivo se Udc e Noi Centro esprimono una posizione chiara in merito ad alcune questioni che interessano l'intera cittadinanza ci si sente tirati per la giacca o si giudica la posizione come demagogica. Evidentemente qualcuno non vuol comprendere che l'amministrazione Consales non è la sezione staccata del Pd di Brindisi”, dice sprezzante Epifani.

E poi: “Ci saremmo aspettati una riunione di maggioranza per discutere,per  esempio,sull'opportunità di costituirsi parte civile al processo Enel ma apprendiamo che si ha la volontà di portare il tutto in Consiglio Comunale – aggiunge il commissario Udc, come se Ferrarese avesse invece consultato qualcuno prima di aprire bocca - . Perchè  non riunire la giunta comunale e decidere lì se costituirsi? I nostri assessori ,lo comunico ufficialmente, sono per la costituzione di parte civile”. La pressione su Consales è evidentissima, il tentativo di evitare la discussione in consiglio comunale pure. Chissà se gli ambientalisti sono pronti a sorbirsi anche questo in cambio di una costituzione di parte civile.

Ma non basta. Secondo lo schema solito di comunicazione dell’area Ferrarese, doppia il colpo Noi Centro. La firma è di Roberto Rizzo, segreteria cittadino del movimento di Ferrarese: “Il gruppo 'Noi Centro', dati gli ultimi risultati elettorali, che insieme all'Udc, hanno dimostrato il valore e la credibilità della popolazione brindisina nei nostri confronti non ha bisogno di tali escamotage per ottenere ancora maggiori consensi. Non comprendiamo per quale motivo il sindaco, promotore sino ad oggi di molte iniziative personali, da noi successivamente condivise, in virtù del suo ruolo, decida di demandare una questione così fondamentale alla decisione del consiglio comunale, anziché discuterla in giunta, dove le forze politiche rappresentano la maggioranza degli elettori”, è l’avvertimento a Consales.

Poi  la frase che dovrebbe disilludere chi pensava che alla Provincia si sarebbe arrivati al chiarimento tra Ferrarese e il Pd: “Si dovrebbe prendere esempio dalla metodologia utilizzata dalla Provincia, nella quale risiedono anche cinque assessori del Pd, la quale ha discusso in giunta ed approvato all'unanimità la possibilità di costituirsi parte civile nel processo Enel, in maniera immediata, determinata e scevra da qualsiasi condizionamento. Detto ciò, non riusciamo ad interpretare il motivo di questa dicotomia con l'amministrazione comunale, che invece vuole porre al vaglio dell'intero consiglio tale vicenda. Da parte nostra quindi c'è la piena disponibilità ad accettare l'approvazione in giunta della delibera per la costituzione di parte civile”. Insomma, conta solo il metodo Ferrarese.

Si infila nella querelle della giornata anche Sì Democrazia (Roberto Fusco), che afferma come non basti la costituzione di parte civile: “Riteniamo che la politica non abbia affrontato con la necessaria risolutezza tali temi e che abbia avuto spesso atteggiamenti che non hanno prodotto i risultati che la cittadinanza si aspetta in termini di difesa dei diritti primari tutelati dalla nostra Costituzione. Se è giusto che l'amministrazione comunale abbia un confronto aperto con le aziende presenti nel territorio è altrettanto doveroso e necessario che questa si costituisca parte civile nei confronti della società Enel e non si perda solo in una politica di improbabili confronti e dialoghi”.

“Riteniamo quanto meno strano, alla luce delle note e recenti vicende giudiziarie, come sia stato possibile – si afferma nel comunicato dell’area Fusco - il rilascio della certificazione Aia alla centrale Enel di Cerano e annunciamo sin d'ora una formale richiesta del ritiro di tale certificazione non escludendo ogni forma di legittima azione al fine di tutelare quei vilipesi diritti primari della popolazione. È ora che i problemi che affliggono il nostro territorio vengano affrontati con la dovuta risolutezza. Dopo decenni di abusi si deve mettere la parola fine a questa drammatica storia. La politica deve fare subito la sua parte e non lamentarsi dopo se la magistratura è costretta ad intervenire”.

Le caselle di posta elettronica si gonfiano. Arriva anche un lungo comunicato del cartello delle associazioni ambientaliste brindisine che si battono anche contro il rigassificatore, che trovano ispirazione in una frase pronunciata ieri nel discorso di commiato ai giornalisti del comandante provinciale dei carabinieri: “Il comandante provinciale dei  carabinieri Ugo Sica, nel lasciare Brindisi dopo quattro anni di servizio, ha meritoriamente sentito il dovere di dire che la nostra città «è stata violentata 30 anni fa da scelte di politica industriale senza averne niente in cambio. È ora che la società e la politica facciano la voce grossa, sennò ci penserà la magistratura». La società civile ha fatto per tempo e continua a fare la “voce grossa” ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E allora diciamo ancora una volta che la politica locale, e specialmente quella che si limita a generiche dichiarazioni di principio  per salvarsi l’anima senza prendere provvedimenti concreti e senza suonare a Roma campanelli di allarme, faccia finalmente ciò che è doveroso fare tenendo presente che la situazione di Brindisi non è apprezzabilmente diversa dalla drammatica situazione tarantina”.

Forse non c’è nessun credito aperto per Ferrarese. “La questione del rigassificatore e quella dell’inquinamento del polo energetico spiccano tra i problemi che vanno immediatamente portati a positiva soluzione. La vicenda del rigassificatore non la si può lasciare a covare sotto le ceneri in attesa del momento propizio per rilanciarla secondo gli intendimenti della società progettatrice: è un vecchio gioco che conosciamo benissimo e che denunciamo con forza perché venga accantonato con un doveroso provvedimento ministeriale di rimozione definitiva dell’autorizzazione a suo tempo concessa. Ancora una volta invitiamo la competente Autorità ministeriale ad aprire un procedimento di autotutela che faccia tesoro della realtà e di quanto è drammaticamente emerso dalla nota sentenza penale  di condanna con la quale è stata disposta anche la confisca della colmata a mare”. Quanto all’inquinamento provocato dal polo energetico, “vorremmo anche noi, in sintonia con quanto ha dichiarato il Colonnello Sica, che siano gli organi di controllo ad affrontare i problemi dell’inquinamento e la politica a risolverli prima che si renda necessario un nuovo e più radicale intervento della Autorità giudiziaria”.

Chiude Salvatore Tomaselli. “Non più tardi di due settimane fa, commentando le conclusioni delle indagini della magistratura brindisina sulla dispersione di polveri di carbone lungo il nastro trasportatore e dal carbonile scoperto della centrale Enel di Cerano, riproponevo il tema del futuro del polo energetico brindisino. Ed, in particolare, auspicavo la necessità di un ampio confronto tra istituzioni locali, aziende, forze politiche e sociali volto a definire non solo le "nuove" convenzioni con (tutte) le aziende energetiche presenti a Brindisi, ma, soprattutto, un assetto definitivo dell'intero polo energetico brindisino.

Purtroppo, dall’enfasi quasi catartica della costituzione di parte civile alla richiesta di sequestri di impianti, assisto ad un'ondata di commenti isterici e grondanti di demagogia, che paiono ispirati più dallo spirito delle tifoserie o da un cieco ambientalismo di maniera, che dalla necessità di interventi volti a migliorare concretamente il rapporto tra produzioni energetiche, tutela dell'ambiente, del territorio e della salute, salvaguardando posti di lavoro ed investimenti”, dice il senatore del Pd.

“Con saggezza e responsabilità il sindaco di Brindisi ha indicato nel confronto nelle sedi istituzionali, a cominciare dalla massima assise cittadina, il metodo per individuare con trasparenza le iniziative che ispireranno nei prossimi mesi l'azione dell'amministrazione cittadina. In tal senso, lo sosteniamo con nettezza, riteniamo utile ed opportuna la costituzione di parte civile degli enti locali, in ragione non solo delle responsabilità evidenti che la magistratura ha acclarato finora e che hanno portato ai rinvii a giudizio, ma, soprattutto, dell'impatto che tali responsabilità e negligenze hanno avuto su un bene primario quale l'ambiente ed il territorio. Tale scelta non può nè impedire nè rinviare "sine die" un confronto per scrivere una nuova stagione dei rapporti tra enti locali e una grande azienda come Enel”.

Cosa propone il Pd? “Lavoriamo per un assetto del polo energetico, a cominciare da Enel, che possa comprendere tutte le materie più delicate con cui impattano tali produzioni: la quantità di energia prodotta e la qualità e quantità del combustibile utilizzato, i livelli di emissioni inquinanti e climalteranti, la logistica (molo dedicato), il monitoraggio ambientale e le modalità di un controllo "partecipato", l’applicazione rigida dei contenuti vincolanti dell’Aia, le ricadute sul territorio e così via. Una strada certamente più complicata e faticosa di tanti semplicistici proclami: ma questa, in fondo, è la differenza tra un grande partito popolare che vuole governare la complessità dei processi economici e delle relazioni con tutti i soggetti politici e sociali del proprio territorio e le testimonianze prive di responsabilità o in mano alle tifoserie ultras, animate da logiche punitive e rancorose che magari auspicano, senza avere il coraggio di sostenerlo esplicitamente, un disimpegno della stessa Enel e una chiusura o ridimensionamento dell'impianto. Ma questa sarebbe un'altra storia, purchè lo si dica chiaramente”.

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