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Alfredo Prete (a destra) con il collega brindisino Malcarne

Alfredo Prete (a destra) con il collega brindisino Malcarne

Caso Farace, Confindustria richiama Camcommercio

Caso Farace, Confindustria richiama Camcommercio

BRINDISI - Nel conflitto tra le Camere di Commercio di Lecce e Brindisi da un lato, e il presidente di Unioncamere Puglia dall'altro, Pinuccio Marinò non ci vuole entrare. Fino al punto, da un lato, di giudicare inopportuna "in questa fase congiunturale" l'uscita dei due enti camerali dall'associazione regionale, in polemica con la frettolosa rielezione di Luigi Starace di cui viene messa indiscussione la legittimità; e dall'altro dal diffidare nelle dovute maniere la Camera di Commercio ad attribuirsi la rappresentanza delle imprese.

"Appare quanto mai opportuno ribadire - come già fatto in diverse circostanze da Confindustria nazionale - che nel loro ruolo istituzionale le Camere di Commercio non hanno compiti di rappresentanza delle imprese. In altri termini -dice Marinò- nessun ruolo di rappresentanza o di sintesi o di mediazione degli interessi delle imprese, ruolo che compete esclusivamente alle organizzazioni datoriali di rappresentanza". E cioè Confcommercio, Confsercenti, Cna, Confartigianato, Confindustria eccetera.

I due presidenti delle Camere di Commercio ribelli, Alfredo Malcarne e Alfredo Prete, hanno anche sottolineato che non intendono più affidare a Farace i circa 800mila euro di quote contributive annuali destinate dai due enti provinciali a Unioncamere Puglia. Sul punto dell'impiego delle risorse ha qualcosa da dire anche Marinò.

Per svolgere il ruolo di miglioramento dell'attività delle imprese, le Camere devono promuovere "la concentrazione degli interventi finanziari su infrastrutture reali e permanenti, aperte a tutta l'economia; la promozione di aggregazioni fra istituzioni locali e Camere per la realizzazione di infrastrutture e di servizi; una linea di intervento coesa con il sistema delle imprese sull'internazionalizzazione; la massima efficienza di sistema, che assicuri riduzione dei costi e massimo ritorno alle imprese delle risorse prelevate".

E' l'apertura di un fronte interno, oppure solo una ripassata sulle funzioni istituzionali, collegata al richiamo iniziale? Per dovere di cronaca, va comunque detto che l'annuncio del rifiuto a pagare le quote annuali a Unioncamere era stata motivata da Malcarne e Prete proprio con il dubbio che l'attuale gestione dell'associazione regionale potesse garantire una politica di sistema per le Camcommercio pugliesi.

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