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Ceglie, salta ancora il provvedimento salva-precari. Ed è scontro politico

CEGLIE MESSAPICA - Torna l’incubo della disoccupazione sui sette precari del Comune di Ceglie Messapica protagonisti di drammatiche manifestazioni di protesta, compresa l’occupazione sul tetto del municipio e l’incatenamento in pubblica piazza. La seduta del consiglio comunale convocata ad hoc, non ha partorito i risultati sperati: niente deroga assistita, l’amministrazione comunale di centrodestra guidata dal sindaco Luigi Caroli fa marcia indietro, cancellando l’ipotesi di risoluzione temporanea della vertenza sottoscritta davanti al prefetto. “Siamo in attesa del giudizio dei revisori sul bilancio di previsione – spiega il consigliere Pdl Nicola Ciracì -, e c’è il rischio che quello della deroga sia un impegno troppo gravoso da assumere prima della esternalizzazione”.

CEGLIE MESSAPICA - Torna l'incubo della disoccupazione sui sette precari del Comune di Ceglie Messapica protagonisti di drammatiche manifestazioni di protesta, compresa l'occupazione sul tetto del municipio e l'incatenamento in pubblica piazza. La seduta del consiglio comunale convocata ad hoc, non ha partorito i risultati sperati: niente deroga assistita, l'amministrazione comunale di centrodestra guidata dal sindaco Luigi Caroli fa marcia indietro, cancellando l'ipotesi di risoluzione temporanea della vertenza sottoscritta davanti al prefetto. "Siamo in attesa del giudizio dei revisori sul bilancio di previsione - spiega il consigliere Pdl Nicola Ciracì -, e c'è il rischio che quello della deroga sia un impegno troppo gravoso da assumere prima della esternalizzazione".

Grida alla "vergogna" il segretario provinciale del Nidil-Cgil Angelo Leo, che parla di accordo stracciato e "beffa, ai danni dei lavoratori ma anche del prefetto", dal quale il sindacato si prepara a ritornare lunedì stesso. "Nell'ultimo consiglio comunale si è chiarito finalmente quanto risentano le posizioni del consigliere comunale Gino Caroli dell'influenza del sindaco Nicola Ciracì", tuona e ironizza l'Udc. Insomma, caos era e caos resta, a tutto danno di chi chiede stabilizzazione e stipendio garantito.

E torna, identico a se stesso, il solito refrain: "La seduta del consiglio comunale convocata dalla maggioranza per discutere dei sette lavoratori a tempo indeterminato con contratto scaduto, dopo l'inspiegabile rinuncia della minoranza, è servita a fare chiarezza di fronte alla città delle gravissime responsabilità della vecchia amministrazione sulla questione", scrivono Pdl, Dc e Ceglie prima di tutto in una nota, "la legge finanziaria 2008 aveva creato le condizioni per la stabilizzazione dei lavoratori in questione, anzi prevedeva anche la possibilità di ulteriori stabilizzazioni anche per la platea degli Lsu che avessero maturato una anzianità di almeno 3 anni, di fronte a tale opportunità la giunta Federico non è stata capace di provvedere neanche ad una sola stabilizzazione e cosa ancora più grave non ha nemmeno predisposto il Piano delle stabilizzazioni richiesto dal comma 90 art.3 finanziaria 2008. Tale gravissima inadempienza ha cancellato ogni possibilità di dare certezza a questi lavoratori".

"Bene ha fatto l'amministrazione comunale - prosegue la nota - ad impegnarsi a dare risposte a questi lavoratori tramite le esternalizzazione dei servizi comunali a cooperative nel rispetto della normativa vigente, ottenendo il doppio risultato di dare certezze lavorative ed ottenere risparmi per le casse comunali, come non si può sottacere l'atteggiamento responsabile dell'Udc che si è astenuto sull'ordine del giorno della maggioranza".

I rappresentanti del partito di Casini, Ciro Argese, Antonio Piccoli, Francesco Locorotondo e Domenico Convertino, non ricambiano affatto i complimenti: "Nel consiglio comunale del 20 maggio si è dimostrato che la maggioranza e Caroli viaggiano in direzioni diverse: il sindaco Ciracì ha sconfessato l'impegno di Caroli con il prefetto ottenendo la marcia indietro di tutta la maggioranza. Caroli, non contento della figuraccia rimediata, ha dichiarato senza cognizione che effettuerà le esternalizzazioni il 15 giugno". Morale, almeno secondo il partito scudocrociato: "Il sindaco è Nicola Ciracì ed è a capo di una maggioranza silenziosa e supina. Luigi Caroli tenta di fare il sindaco ma, per ora, non ci riesce". Insomma finisce nel solito dejà vu, mentre i lavoratori restano al palo.

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