Centrali e salute: i sindacati contro tutti

BRINDISI – Una cosa del genere a Brindisi ancora non era accaduta: lo scontro aperto sui temi ambientali e sul polo energetico, con i sindacati di categoria schierati contro il consiglio comunale e i movimenti e le associazioni che rivendicano la riduzione dell’inquinamento e la tutela della salute.

Operai Edipower

BRINDISI – Una cosa del genere a Brindisi ancora non era accaduta: lo scontro aperto sui temi ambientali e sul polo energetico, con i sindacati di categoria schierati contro il consiglio comunale e i movimenti e le associazioni che rivendicano la riduzione dell’inquinamento e la tutela della salute. Tutto in un documento sottoscritto stamani da Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, dalle conclusioni contraddittorie.

Da un lato si annuncia che “Le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil sono impegnate, da questa mattina, a decidere con i lavoratori e lavoratrici delle aziende elettriche, tutte le iniziative per rivendicare lo sviluppo compatibile di questo territorio e scongiurare ogni possibile dismissione, così come annunciato nel consiglio comunale del 24 gennaio”. Dall’altro si auspica “che nel prossimo consiglio comunale di venerdì 31, queste tematiche possano essere affrontate con la massima serenità, perché le scelte che codesta assise sarà chiamata ad esprimere incideranno fortemente sul futuro economico ed occupazionale di tantissime famiglie e del territorio intero”.

E’ un po’ difficile che con la premessa del muro contro muro sulla dismissione di Brindisi Nord (la centrale Edipower – A2A il cui piano industriale non piace neppure all’assessore regionale all’Ambiente) si possa coltivare e sviluppare un clima di serenità. Ma in questa città, in cui pare sia già dimenticata anche la lunga catena di decessi ancora in atto di operai del petrolchimico (archiviazione o meno dell’indagine, si continua a morire), i sindacati rischiano così di oscurare anche quei punti sui cui l’invito a fare i conti con i dati tecnici e scientifici è fondato e giusto, ma senza pretendere che lo siano a senso unico.

Nel documento diffuso stamani i sindacati degli elettrici lamentano: “Il consiglio ha ignorato l’impegno assunto di procedere con audizioni specifiche, e quindi anche delle organizzazioni sindacali, per permettere una appropriata valutazione delle importanti tematiche. I capigruppo hanno invece ascoltato solo alcune aziende elettriche sui piani industriali e autorizzazioni integrate ambientali”. E ancora: “Le organizzazioni sindacali Cgil Cisl Uil unitariamente hanno letto e consegnato un documento, non certo esaustivo, che rivendica la difesa dell’occupazione, della salute e dell’ambiente, che auspica la sfida a saper conciliare tutte queste essenziali esigenze”.

Ma in allegato c’è l’accusa: “Si è scelto di evitare un vero confronto portando tutti in un’arena, per favorire lo scontro tra ambiente e lavoro – salute e occupazione”. “Nessuno degli altri intervenuti ha parlato di sviluppo, di difesa dell’occupazione e di possibili strategie per accrescerla, del rilancio del Centro Ricerca Enel, di un possibile sviluppo di filiera corta per il riutilizzo di ceneri e gessi sul territorio. Solo urla a gran voce per la chiusura di Edipower e la trasformazione del ciclo produttivo della Centrale di Cerano, ognuno per delegare ad altri la necessità di risolvere il problema occupazionale”.

Ma con queste premesse la seconda parte della seduta monotematica del consiglio comunale rischia davvero di tramutarsi in una rissa inconcludente. E’ chiaro che gran parte della politica brindisina non è in grado di ragionare sul piano tecnico e scientifico, ma anche il sindacato rischia di perdere la bussola. Intanto non sono stati resi disponibili i seguenti dati: quante tonnellate di carbone, ceneri e gessi sono state movimentate a Brindisi nel 2013 (chiedere all’Autorità portuale che non divulga le statistiche); quali sono le cifre delle comunicazioni sulle emissioni massiche che le aziende devono fornire agli enti locali (Provincia in primis).

Mancano però, va sottolineato, anche i programmi delle aziende, che obiettivamente in questo periodo di forte contrazione della domanda di energia stanno valutando certamente alcune ipotesi produttive. Quali sono quelle di Enel per la centrale di Cerano? E quale è il piano alternativo di Edipower per Brindisi Nord, visto che la combustione carbone - Css non trova riscontri favorevoli nel territorio? Il sindacato vuole il braccio di ferro a tutti i costi sulla vecchia centrale Edipower, o si deve ragionare su soluzioni diverse che salvaguardino l’occupazione? La crisi del settore energetico potrebbe porre prima o poi Brindisi di fronte a problemi che non arrivano dal consiglio comunale o dagli ambientalisti.

 

 

 

 

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