Cerano, i sindacati spingono per la riconversione. Chiesto incontro a Rossi

Documento unitario di Cgil, Cisl e Uil dopo assemblea sindacale: "Funzionamento ridotto del sito, contrazione dei volumi di attività"

BRINDISI – Il futuro della centrale Enel di Cerano è al centro di una richiesta di incontro che le segreterie dei sindacati Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil di Brindisi hanno inoltrato al neo eletto  sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi.  Intenzione dei sindacalisti è quella di “illustrare le problematiche della multinazionale su Brindisi, un territorio che sta per subire significativi ridimensionamenti nel settore della distribuzione e nel quale Enel già da due anni  ha chiuso il suo centro di ricerca su ambiente e residui”. 

“Nella Centrale Enel di Cerano – si legge in una nota del sindacato - che occupa oltre 1000 lavoratori tra diretti e dell’indotto, si è in presenza di una contrazione dei volumi di attività con un funzionamento ridotto del sito, la produzione passa dai 12,5 Twh del 2014 a 6,2 Twh del 2017”.

I sindacati allegano alla richiesta di incontro, il documento emesso a seguito dell’incontro con la direzione Enel e redatto a valle dell’assemblea generale dei lavoratori. 

Pubblichiamo di seguito il documento dei sindacati 

Le segreterie di Filctem Cgil, Flaei Cisl, Uiltec Uil di Brindisi, in data 9 luglio, hanno convocato e svolto l’assemblea generale dei lavoratori della centrale Enel di Cerano.   L’assemblea ha trattato i temi oggetto dell’ultimo incontro svolto con l’azienda sul “Piano di efficientamento dell’Unità di Business Brindisi” nell’incontro Enel ha illustrato la difficile situazione impiantistica e di contesto con la riduzione della domanda di energia elettrica, la forte crescita della produzione da fonti rinnovabili, il funzionamento discontinuo degli impianti, le nuove regole europee del mercato elettrico che potrebbero essere adottate già dal 2020 e che prevedono gare pluriennali tra tutti i produttori con varie tecnologie per garantire l’energia necessaria.

Un tale scenario rischia di compromettere la competitività e la continuità produttiva del sito di Brindisi con facilmente prevedibili impatti negativi sui lavoratori diretti e dell’indotto. La centrale di Brindisi oggi è in regime di essenzialità, fino a dicembre 2018, decretata da Terna (Gestore della Rete Elettrica Nazionale, e da Arera (Autorità per l’Energia) strategica per garantire continuità di esercizio della rete elettrica del centro-sud Italia. 

Nell’incontro Enel, anche in linea con le ultime riorganizzazioni nazionali, prevede ottimizzazioni organizzative con l’accorpamento di alcune sale manovre effetto dell’avvenuta digitalizzazione dei sistemi e con il possibile superamento di svariate posizioni in turno. Filctem Flaei Uiltec unitariamente hanno rivendicato investimenti che proiettino la centrale di Brindisi oltre i periodi di essenzialità, permettano di affrontare la difficile fase di de-carbonizzazione sancita nella Strategia Energetica Nazionale e assicurino un nuovo e futuro assetto produttivo e occupazionale. 

Rispetto alla Sen 2017, approvata dal precedente Governo, si prevede il superamento del carbone nel 2025, diventa importantissimo prevedere per Brindisi, un piano concordato con Governo e Istituzioni locali per una graduale riconversione, l'utilizzo di combustibili a basso impatto ambientale come il gas naturale o il biogas. 

Un ri-utilizzo del sito industriale, strategico per il sistema elettrico nazionale, valorizzando così gli investimenti pregressi e le infrastrutture esistenti già realizzate in nuove filiere produttive.  A Brindisi un Polo innovativo integrato di produzione energetica a tecnologia ibrida e prevalentemente rinnovabile, incluso l’accumulo, insediando anche apposite strutture dedicate all’innovazione tecnologica e alla Ricerca. 

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Nell’assemblea forte è stata l’esortazione a sollecitare da subito, anche attraverso l’azione sindacale unitaria, verso le Istituzioni, il consolidamento del Gruppo Enel sul territorio e avere, per la Centrale di Brindisi, un piano industriale di medio e lungo periodo, che vada oltre l’attuale condizione di essenzialità riconosciuta da Terna. 

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