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Lunedì, 8 Agosto 2022
Economia

La Cgil: "L'alta velocità esclude Brindisi e il Salento, scelta iniqua"

Il segretario generale, Antonio Macchia: "Perché questa città, territorio sempre in fermento, polo turistico dalle potenzialità inespresse oltre che centro produttivo importante, deve restare esclusa dagli interventi?"

RIceviamo e pubblichiamo una nota della Cgil a firma del segretario generale brindisino, Antonio Macchia.

Non è una novità, ma la conferma pervenuta dalla direttrice generale di Rete Ferroviaria Italiana che lo studio di fattibilità esclude il Salento, quindi anche Brindisi, dalla rete “Alta velocità - Alta capacità” rappresenta una visione puramente ragionieristica che penalizza il nostro territorio e lede anche il diritto universale, per chi vive in questo vituperato lembo d’Italia, di poter utilizzare al meglio il trasporto pubblico. 

Si tratta di un comportamento “schizofrenico” quello di questo Governo: mentre da un lato si parla di Pnrr pensato per ridurre il divario territoriale tra Nord e Sud anche sulla mobilità ferroviaria dall’altro si lavora per disgregare il Paese mettendo una parte del sud all’angolo e favorendo di fatto quel meccanismo che porta ad ampliare il divario infrastrutturale, economico e sociale nel Paese. 

La materia è troppo importante per essere trascurata, anche perché sul sistema dei trasporti passa buona parte dello sviluppo del nostro territorio. Privare il nostro territorio di un investimento strategicamente così importante vuol dire mettere una pietra tombale sullo sviluppo del trasporto ferroviario, e non solo, del Salento. La partita della mobilità è fondamentale per il nostro territorio, per le nostre aziende perché significa sviluppo e possibilità di crescita per tutti: è essenziale investire sulla mobilità per gli scambi commerciali, per il turismo, per un territorio che non può restare isolato e che punta ad aprirsi.

Non può sfuggire nemmeno che la mobilità è importantissima anche per lo sviluppo di settori come la logistica su cui il territorio brindisino sta puntando molto. Ed è cruciale anche per quanto riguarda la sostenibilità ambientale. Perché Brindisi, territorio sempre in fermento, polo turistico dalle potenzialità inespresse oltre che centro produttivo importante, deve restare escluso dagli interventi?

Siamo in presenza di un combinato disposto che taglia qualsiasi possibilità di sviluppo e impedisce la valorizzazione delle potenzialità del nostro territorio: prima la decisione di escludere il porto di Brindisi dalla rete Ten –T per la Puglia che ci esclude dal progetto Europeo del Corridoio Baltico – Adriatico che tra alcuni anni unirà i mari del Nord e del Sud Europa; ora la decisione definitiva (?) di realizzare l’alta velocità e l’alta capacità sulla dorsale Adriatica ma solo fino a Bari escludendo il Salento. 

La politica deve assumere l’obiettivo di trasformare il nostro Paese per renderlo più resiliente, con un’idea di futuro e di benessere solidali. Siamo davanti a un film già visto ma il territorio non può anche in questa circostanza assistere passivamente davanti a scelte politiche così inique.

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