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Cgil, Cisl e Uil: "Serve un nuovo programma green per la città"

Incontro con il sottosegretario di Stato Mario Turco, a cui hanno partecipato anche Confindustria, Cna e Ance

BRINDISI - Transizione energetica per Brindisi, porto e aeroporto al centro di un tavolo di discussione. L'incontro organizzato da Cgil, Cisl e Uil con il sottosegretario di Stato Mario Turco, a cui hanno partecipato anche Confindustria, Cna e Ance, per affrontare i temi dello sviluppo che colgano a pieno soprattutto la sfida del Next Generation UE (Recovery fund/just transition fund), "ha sortito un esito positivo in quanto si é avuto modo di entrare nel merito della piattaforma territoriale proposta dalle stesse organizzazioni sindacali", si legge in una nota congiunta dei sindacati, a firma dei rispettivi segretari generali Antonio Macchia, Francesco Solazzo e Tonino Licchello.

Si è condivisa la necessità di realizzare con urgenza un nuovo programma green new deal per Brindisi per superare la grave crisi economica, occupazionale ed ambientale che attanaglia la provincia, partendo dal sistema infrastrutturale con porto e aeroporto al centro del progetto. "Non si può ignorare - prosegue la nota - che il porto e l'aeroporto dovrebbero essere i pilastri sui quali fondare la rinascita di Brindisi e delle sue attività imprenditoriali e industriali. Il potenziamento dello scalo aeroportuale assieme al porto, al retroporto e alle altre infrastrutture dei trasporti da riqualificare, sono fondamentali per connettere il nostro territorio al resto del tessuto produttivo d'Italia, dell’Europa e del Mediterraneo".

Si legge ancora nel comunicato: "Il cambio di rotta, troppo spesso solo invocato e mai neanche cominciato, deve partire da pochi ma irrinunciabili temi che devono tornare in cima alle agende della politica a tutti i livelli: transizione energetica, sviluppo del porto e questione trasporti, locali e nazionali, anche come volano di sviluppo per gli altri settori produttivi, siano le rotte da seguire per recuperare il tempo perduto. Per il comparto energetico si è convenuto di definire con urgenza un’azione programmatica per imbastire una vera svolta verde e di virare verso sistemi di produzione ecocompatibili ed ecosostenibili. Le proposte confederali non sono mancate anche per il polo chimico e per il polo energetico. La transizione energetica negli insediamenti industriali, già centrale nel Pniec, è per Eni ed Enel occasione di essere protagonisti a Brindisi, come lo sono in tutta Italia dove in diversi siti sono stati presentati progetti per il Next Generation Ue che purtroppo, fino a questo momento, sembrano più un ibrido tra il mantenimento dello status quo e il tentativo di abbozzare misure green che non sembrano sufficienti a imprimere il cambiamento che l'economia e l'ecologia richiedono".

Nell'incontro si è ribadito che Brindisi deve essere in prima linea nella lotta al cambiamento climatico e, quindi, non può essere esclusa dai progetti “green” dei grandi gruppi industriali, partendo dalla produzione di idrogeno verde: "E' questa la grande sfida da cogliere. Il piano della Ue rappresenta un'opportunità che non bisogna sprecare per modernizzare il nostro paese e creare nuovi posti di lavoro stabili e di qualità. Nella zona industriale si possono individuare aree nelle quali sviluppare iniziative imprenditoriali e contribuire alla chiusura del ciclo dei rifiuti, alla generazione di biogas e alla realizzazione di impianti per la produzione di acqua potabile dal mare per contrastare le emergenze legate alle mancanze idriche dei territori. Tutto ciò per sviluppare nuovi filoni di attività industriale e manifatturiera in un’ottica di multi-utility. L’apparato industriale della nostra città in un continuo e costruttivo rafforzamento del già cospicuo potenziale produttivo ha bisogno, grazie anche a progetti di tali dimensioni, di essere consolidato per affrontare in posizione di forza le nuove sfide del mercato globalizzato. Per questo ricerca, innovazione e nuove tecnologie digitali possono trovare un ottimo incubatore nella Cittadella della Ricerca dove insistono realtà d’eccellenza come il Cetma e l'Enea"

Inoltre, si è discusso dell’area Sin di Brindisi, delle bonifiche da completare e del Contratto istituzionale di sviluppo Brindisi - Lecce come snodi fondamentali nella proposta programmatica, sottolineando che il Cis delle città di Brindisi e Lecce è uno strumento necessario per realizzare occupazione duratura e per radicare i legami tra i due capoluoghi. Il sottosegretario Turco ha espresso convinta condivisione per le proposte intervenute e si è anche impegnato a mettere a disposizione delle Istituzioni del territorio l’agenzia Invitalia, per rimediare ad una delle difficoltà più ricorrenti nelle amministrazioni locali a programmare interventi, anche per garantire la qualità della progettualità finalizzata ad intercettare importanti risorse economiche rivenienti dai suddetti fondi Europei. In merito al progetto Tap-Snam, ha precisato che non può essere solo una questione territoriale. Il Governo non intende accettare richieste di ristori ma intende piuttosto promuovere un piano di investimenti per il territorio in cui i progetti saranno cofinanziati da Tap-Snam, insieme a Recovery Fund, Just transition e anche con Cis Brindisi-Lecce. A tal fine, i Comuni presenteranno le “schede progettuali” che il Governo valuterà per i relativi finanziamenti.

Cgil, Cisl e Uil "chiederanno ai Comuni interessati, prima che vengano consegnate tali schede progettuali, l'attivazione dei previsti tavoli di concertazione per poter esprimere le opportune valutazioni di merito ed avanzare le proprie proposte per contribuire a rilanciare uno sviluppo sostenibile". Il sottosegretario di Stato, senatore Mario Turco, ha condiviso con i partecipanti all’incontro che Brindisi deve candidarsi a diventare Smart-City d’eccellenza. L'Unione Europea riserva attraverso il nuovo programma Horizon Europe 2021-2027 ingenti risorse pubbliche e il nuovo programma green new deal va proprio in questa direzione. Occorrono anche investimenti dei privati in ricerca e sviluppo perché sede di impianti strategici di grandi aziende internazionali (Enel, A2A, Sanofi-Aventis, Eni, Lyondell Basell, Jindall, Leonardo, Fiat Avio, ecc.). "Per questo - si conclude così la nota congiunta - è necessario che le aziende presenti sul territorio contribuiscano con i loro fondi a sostenere adeguati investimenti: mettere in primo piano il futuro dell'industria integrato tra tradizione manifatturiera e necessaria svolta Green, infrastrutture dei trasporti sempre più connesse al nostro territorio ed al resto del tessuto produttivo d'Italia, per cogliere le opportunità indicate dalla Comunità Europea".

Al termine della video conferenza il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Mario Turco ha confermato il suo impegno nel dare continuità operativa, attraverso la interlocuzione con il Governo centrale ed i Ministeri interessati, incentrata sui temi oggetto dell’incontro nella prossima riunione programmata nei primi giorni del mese di gennaio 2021.

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