Petrolchimico: "Accordi di programma per salvaguardare ambiente e lavoro"

La proposta della Filctem Cgil dopo l'avvio della procedura di chiusura dell'impianto da parte del Comune di Brindisi

BRINDISI - La Filctem Cgil propone il ricorso agli accordi di programma per sostenere gli investimenti delle grandi imprese, in modo da salvaguardare sia i livelli ambientali che l’ambiente. Lo fa attraverso una nota a firma del segretario generale di Brindisi, Antonio Frattini, tramite la quale l’organizzazione sindacale chiarisce la propria posizione rispetto all’avvio della procedura per la chiusura del petrolchimico di Brindisi avviata ieri dal Comune di Brindisi, attraverso un’ordinanza contingibile e urgente che diverrà effettiva fra 15 giorni, se alla stessa amministrazione comunale non perverranno gli esiti degli accertamenti riguardanti le emissioni della torcia Rv101C, quella di Punta di Torre cavallo (in attesa di essere sostituita da un impianto ground flare), attivatasi per l’ultima volta venerdì 15 febbraio. 

“Per parte nostra – si legge nel comunicato - consideriamo assolutamente naturale chiedere non solo da parte del sindaco ma da parte di tutti noi cittadini agli organi di controllo e vigilanza i dati ambientali e i possibili rischi per la salute pubblica, quelli relativi ai normali processi produttivi e quelli degli eventi eccezionali, dovuti a disservizi tecnici”. 

L'ordinanza del Comune di Brindisi

Per la Filctem Cgil è essenziale che il sindaco di Brindisi “riprenda con forza e convinzione la richiesta dello scorso 18 settembre ’18, rispetto alla quale aveva per altro registrato una piena disponibilità dai vertici Eni, di un tavolo tecnico per valutare tutte le possibili soluzioni e innovazioni dei processi produttivi". 

A detta del sindacato è “possibile prevedere la duplicazione e la ridondanza dei sistemi di emergenza per scongiurare e prevenire eventi emissivi attraverso le torce di emergenza” ed è inoltre “necessario un profondo e articolato confronto tecnico/istituzionale, che va oltre la richiesta della certificazione dei dati ambientali richiesti e l’annuncio di ordinanze di chiusura dello stabilimento”. 

Di “assoluto interesse” è quindi “l’accordo di programma sottoscritto tra Ministero dello sviluppo economico, la Regione Puglia e l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a. Invitalia  finalizzato al rilancio delle attività imprenditoriali, alla salvaguardia dei livelli occupazionali, al sostegno dei programmi di investimento per la tutela ambientale, l’innovazione e lo sviluppo imprenditoriale nel territorio del Comune di Brindisi e nel territorio dei Comuni della provincia di Brindisi”. 

“I contratti di programma a Brindisi tra importanti aziende multinazionali e Regione Puglia, ‘Aiuti ai programmi di investimento delle grandi imprese’, attraverso l’utilizzo dei Fondi Europei 2014-2020  - rimarca la Filctem - sono stati già utilizzati in maniera efficace in Jindal e Sanofi e hanno garantito importanti investimenti”.  Tale strumento è dunque “essenziale – sostiene la Cgil - per continuare a investire, innovare trasformare la presenza dei poli industriali strategici del nostro territorio, tra questi il chimico, il farmaceutico e quello elettrico in profonda trasformazione, nella garanzia e il consolidamento dei livelli occupazionali”.

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