Economia

Già cede sotto i carichi pavimentazione della banchina appena collaudata

Già danneggiata la nuova pavimentazione della testata nord dello Sporgente Est della banchina commerciale di Costa Morena nel porto medio di Brindisi. Dopo il deposito di materiale da parte di una delle imprese portuali, si sono creati avvallamenti che richiederanno interventi urgenti di ripristino

BRINDISI – Già danneggiata la nuova pavimentazione della testata nord dello Sporgente Est della banchina commerciale di Costa Morena nel porto medio di Brindisi. Dopo il deposito di materiale da parte di una delle imprese portuali, si sono creati avvallamenti che richiederanno interventi urgenti di ripristino. Il costo ancora non è noto, né sono noti i tempi di riconsegna agli usi portuali della parte della testata nord danneggiata.

E’ certo invece che i lavori affidati all’Ati Murano Srl Costruzioni Generali – Calabro Inerti Srl –KC Costruzioni Srl (costituita poi in Morena Scarl) avevano un importo di circa 10,5 milioni di euro, e che l’opera complessivamente tocca l’importo di 21 milioni di euro (escluse le perizie suppletive e di variante). Nel corso dei lavori si sono avuti diversi passaggi di sub-appalto.

Dei danni si apprende da una ordinanza emanata dal commissario straordinario dell’Autorità Portuale di Brindisi, capitano di vascello Mario Valente. Nell’ordinanza, premesso che i lavori di pavimentazione dello Sporgente Est furono svolti in maniera tale da lasciare sempre libera per il traffico merci una delle due testate, nord ed est, quindi con interventi alternati per rispondere alle esigenze espresse dagli operatori portuali, “i lavori di pavimentazione della testata nord, appena completati, sono stati presi in anticipata consegna dall’Ente in seguito a collaudo parziale e provvisorio”.

Quindi l’area è stata oggetto di una autorizzazione all’impresa Peyrani per il “deposito temporaneo di pani di ferro accumulati in due punti”, e successivamente della conclusione di tale deposito “sono emersi degli avvallamenti, circoscritti nei punti di deposito”. La conseguenza immediata, alla luce della stessa ordinanza, è il divieto di circolazione e effettuazione di operazioni portuali sulla parte retrostante di piazzale emanato dalla stessa gestione commissariale.

La sede dell'Autorità Portuale

La domanda è sino a quale entità di carico è collaudata la banchina interessata dagli avvallamenti, se ne sia stato tenuto conto nelle operazioni effettuate nei punti risultati danneggiati, e ovviamente quali saranno le considerazioni in merito all’utilizzabilità effettiva dell’intero spazio portuale interessato dai lavori di pavimentazione.

Insomma, vi si potranno stoccare e movimentare merci senza la preoccupazione di nuovi cedimenti? Trattandosi di opere in cui sono stati impegnati denari pubblici, l’Authority dovrebbe farlo sapere al Comitato portuale, visto che in attesa del completamento della transizione alla nuova Autorità unica di sistema portuale dell’Adriatico Meridionale, tale organo è ancora in carica.

La banchina dovrebbe sopportare, secondo le previsioni - dicono gli operatori portuali - il carico di ben cinque container impilati, quindi circa 150 tonnellate su 15 metri quadrati (la portanza media delle pavimentazioni portuali non può essere inferiore alle 10-12 tonnellate per metro quadrato). Va anche detto che, cessata l’autorizzazione per il deposito temporaneo di pani di ferro (alias i cumuli di ghisa pulverulenti al centro di segnalazioni e sopralluoghi), la stessa Peyrani è stata autorizzata – come già riferito dal nostro giornale recentemente – a stoccare e movimentare sullo Sporgente Est di Costa Morena le tubazioni per la condotta sottomarina del gasdotto Tap.

Una relazione sul caso è urgente per capire se il cedimento è un problema circoscritto, o se ne viene messa in discussione la capacità di carico della banchina. L’opera è stata oggetto di collaudo, che ora l'ordinanza di interdizione dell'area definisce "parziale e provvisorio", da parte del professor ingegnere Roberto Tomasicchio, con incarico conferito dal commissario Mario Valente il 3 marzo del 2016. Il 4 marzo l’Autorità Portuale prendeva atto delle dimissioni di Tomasicchio dall’incarico di presidente del Nucleo di Valutazione della stessa authority, per poter ricevere l’incarico di collaudatore dietro compenso lordo di circa 18mila euro.

Ad incarico espletato, Tomasicchio è stato nuovamente inserito nel Nucleo di Valutazione con un provvedimento di ricostituzione dell’organismo del 23 agosto 2016. Tutto questo sotto il cielo di Brindisi. Un intervento di verifica si impone, sempre a tutela del denaro pubblico investito in un’opera essenziale per il porto, e si impone una relazione al Comitato portuale a garanzia della funzionalità dell’infrastruttura interessata. L'impressione, da profani, è che il cedimento non sia stato dovuto direttamente alla pavimentazione in calcestruzzo, ma al sottofondo della pavimentazione stessa, stante l'assenza di crepe visibili nelle lastre.

Articolo aggiornato alle 17,30

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