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“Meno tasse, per favorire i consumi”

BRINDISI – La manovra correttiva? Era lecito attendersi scelte e decisioni in direzione dello sviluppo. Invece è solo una girandola di annunci. Pesanti le conseguenze sulla piccola impresa”. E’ quanto sostiene il presidente della Cna di Brindisi, Emanuele Sternativo, che in una nota critica la linea del Governo centrale.

BRINDISI - La manovra correttiva? Era lecito attendersi scelte e decisioni in direzione dello sviluppo. Invece è solo una girandola di annunci. Pesanti le conseguenze sulla piccola impresa". E' quanto sostiene il presidente della Cna di Brindisi, Emanuele Sternativo, che in una nota critica la linea del Governo centrale.

"In queste ultime ore - scrive - abbiamo assistito ad una serie di innumerevoli annunci, proposte, controproposte, modifiche, emendamenti (forse nella storia della Repubblica non si è mai assistito ad una cosa del genere) per dare alla manovra correttiva estiva una consistenza numerica che potesse migliorare da una parte i conti dello Stato e dall'altra soprattutto la credibilità del Paese "Italia" nei confronti degli alleati europei.

Ebbene, le misure ultime proposte dal Governo (è il caso di ricordare che la parola ultima spetta al Parlamento, che deve convertire in legge il DL 138/2011) si basano più che altro sulla lotta all'evasione che su iniziative di incentivo alla crescita economica. L'Italia, come tutti i paesi a economia di mercato, in questo momento sta attraversando una grave crisi economica dovuta essenzialmente ad una bassa domanda in beni di consumo".

Critica la Cna sulla manovra correttiva: "Dalle ultime proposte del Governo - attacca Sternativo - ci si aspettavano misure che andassero nella direzione dello sviluppo e della crescita economica; invece abbiamo assistito ad una girandola di annunci che pongono eccessiva enfasi sulle misure di contrasto all'evasione, aggravando ancora di più gli adempimenti delle imprese, in particolar modo delle piccole, che ogni giorno devono lottare non solo con le annose questioni riguardanti le carenze infrastrutturali, il sistema bancario, la burocrazia, ma ora si dovrà far fronte ad una ulteriore giungla di adempimenti (ristretto uso del contante, comunicazione dei dati bancari in dichiarazione, inasprimento delle aliquote fiscali nei confronti delle società in perdita, contrasto all'elusione con l'utilizzo delle società di comodo, potenziamento degli strumenti di accertamento fiscale e sintetico, obbligo per i comuni di pubblicare on linee i redditi dei propri cittadini). Tutte misure che, in sostanza, non danno idea di quanto lo Stato possa recuperare in termini di ricchezza evasa".

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Ma una cosa è certa: anche gli uffici preposti agli accertamenti fiscali avranno un aggravio di compiti e una serie infinita di dati da elaborare; dati che andranno a sovrapporre quelli già a disposizione dell'Agenzia delle Entrate e della Gdf. Non è che attualmente questi uffici non avessero a disposizione tali dati: basti pensare agli obblighi delle banche e di tutti gli intermediari finanziari di comunicare al fisco gli estremi dei rapporti finanziari. Per combattere l'evasione; basterebbe confrontare i dati reddituali dichiarati con la disponibilità di beni a disposizione (ma anche per questo esiste il c.d. redditometro)".

La strada da seguire per la ripresa, per la Cna dovrebbe essere un'altra: "Ciò che serve all'economia - conclude Sternativo - è che le imprese riescano a produrre e vendere di più, e per questo, per esempio, potrebbero essere incentivati i consumi attraverso una maggiore decontribuzione e riduzione della tassazione fiscale sui redditi di lavoro dipendente; ciò porterebbe ad una maggiore disponibilità di ricchezza nelle mani dei consumatori che potrebbero utilizzare per fare più acquisti."

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