Domenica, 21 Luglio 2024
Economia

Come superare la crisi: ecco il tavolo per la reindustrializzazione, affidato a Leo Caroli

A coordinarlo ci penserà il presidente della task force regionale. L'obiettivo è sincronizzare i nuovi investimenti sul territorio e contemporaneamente formare i lavoratori. Intanto, un disimpegno di LyondellBasell potrebbe influire su Eni Versalis

BRINDISI - Nell'aria si respira ottimismo, per la riunione di ieri al Mimit. La crisi industriale che investe Brindisi va affrontata. E superata. Senza deus ex machina, ma con gli attori del territorio. E rendendo lo stesso attrattivo, appetibile. L'annuncio è questo: il presidente della task force regionale per l'occupazione, Leo Caroli, coordinerà un tavolo per la reindustrializzazione. Ci sono le proposte di quattro aziende, più altre due: Scandiuzzi, Act Blade, Grimaldi, Green Tesis, Fincosit e Renantis. C'è l'entità degli investimenti, ci saranno, in questo caso, Enel e Confindustria.

Andranno valutati i profili industriali, certo. E andrà avviata per tempo la riqualificazione degli esuberi che già si conoscono. Insomma, l'obiettivo è farsi trovare pronti e coordinati su questi due aspetti: quando l'investitore passerà ai fatti, i lavoratori saranno già formati. Naturalmente, Caroli non vuole fermarsi a sei nomi, seppur di rilievo, ma vuole estendere le proposte alle aziende che mostreranno serio interesse. Si parla già di contatti per "anticipare" la cessione dello stabilimento EuroApi.

Leo Caroli

Un accordo di programma per i lavoratori

Non si accetta nulla a scatola chiusa, occorrerà - è bene ripeterlo - verificare e valutare la sostenibilità dei vari progetti industriali, mettere a disposizione misure di sostegno, conoscere le qualifiche richieste per il futuro. E ancora: ci saranno altri due tavoli, anche questi auspicati dalla Regione Puglia, convocati dal direttore generale dello Sviluppo economico, Marco Casarino. Argomenti: chimica e aerospazio, altri due settori in sofferenza a Brindisi. Le discussioni saranno direttamente sul territorio: in Prefettura a Brindisi. La riunione di ieri al ministero delle Imprese e del Made in Italy ha portato una ventata di cauto ottimismo.

Lo stesso Leo Caroli commenta: "È stato positivo non solo e non tanto perché ci hanno comunicato che Enel ha presentato al Ministero quattro progetti industriali dei manifestatori d'interesse. Non sta lì la soluzione del problema-Brindisi, non solo per l'esiguo numero dei posti di lavori previsti. Ogni mattone è importante per alzare il muro. Ecco, però la soluzione deve essere strutturale e complessiva, in una visione unica delle varie crisi. Ieri il Governo ha riconosciuto la bontà della nostra soluzione: un accordo di programma, a cui aderisce anche il ministero dell'Ambiente. Le bonifiche servono, per nuovi investimenti industriale. E poi ci sono i dicasteri del Lavoro e dei Trasporti".

È solo una cornice vuota? No, c'è la tela, spiega sempre Caroli: "L'accordo di programma è importante perché ciascuno dei soggetti coinvolti parla di strategie e di risorse da mettere in campo, oltre alle misure per le aziende che candidano i progetti. Abbiamo chiesto, ottenendo un 'sì', che l'accordo di programma si occupi di lavoro. I progetti di immediata cantierizzazione, anche quelli hanno bisogno anche di anni. Questo accordo non è un cornice, riconosce a Brindisi la situazione di eccezionalità. E dunque della messa a disposizione di misure eccezionali per proteggere i lavoratori che inevitabilmente perderanno il posto nella fase di transizione".

Basell

Il rischio "effetto Basell" per Eni Versalis

Intanto venerdì c'è stato un altro tavolo, in Regione, questa volta su LyondellBasell, presenti naturalmente i vertici aziendali e i sindacati. Sono 135 i posti a rischio, ma una soluzione, per 45 lavoratori, sembra vicina, tra prepensionamenti, esodo incentivato e spostamento nello stabilimento di Ferrara. Dopo la chiusura dell'impianto P97, le prospettive dell'intero sito produttivo sono a rischio. La società sta ripensando la sua politica a livello internazionale, mentre tra settembre e ottobre dovrà essere presentato il piano industriale. Si potrebbe vendere "l'intero pacchetto" degli impianti, o passare da una vendita frazionata. E Brindisi? C'è l'impianto PP2, che produce polipropilene. In questi giorni la produzione sembra a rischio. Qualora, in autunno, l'azienda puntasse allo stop alla produzione, l'impianto di Brindisi verrebbe messo in discussione, anche se la sua chiusura non sarebbe vantaggiosa dal punto di vista economico.

A dicembre scade il contratto con Eni Versalis. E il loro legame è stato definito proprio da Gabriele Mei, presidente Basell Italia, come "indissolubile". Il polipropilene si realizza con il polietilene, fornito proprio da Eni Versalis. Insomma, l'effetto domino è dietro l'angolo. A margine dell'incontro, il segretario Filctem Antonio Frattini, ha spiegato: "Il collegamento diretto è evidente. Eni probabilmente presenterà il piano industriale prima dell'estate. Abbiamo chiesto la pronta convocazione dell'azienda, come sindacati, proprio per capire cosa può accadere. Occorre mettere queste crisi insieme, non affrontarle separatamente. Sennò la crisi non si gestisce". L'incontro di lunedì, come detto, va incontro anche a questa richiesta.

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