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Fusione nucleare: sulla scelta del sito al lavoro l'Avvocatura regionale

La I Commissione del Consiglio di via Capruzzi decisa a far valutare l'intero iter decisionale della commissione Enea

Articolo aggiornato alle 18.47

Attraverso un'istruttoria condotta dalla I Commissione, il Consiglio Regionale della Puglia è pronto a contestare l'assegnazione dell'esperimento Divertor Tokamak Test (Dtt) al Centro Enea di Frascati. E' stato infatti affidato all’Avvocatura regionale il compito "di effettuare un approfondimento sulla correttezza delle procedure relative alla scelta del sito per l'esperimento DTT- fusione nucleare che è ricaduta sul sito Enea di Frascati superando di pochissimi punti la proposta della Cittadella della Ricerca di Brindisi".

"E’ quanto emerso dalle audizioni della I commissione consiliare presieduta da Fabiano Amati, alla quale sono intervenuti il direttore del dipartimento Sviluppo economico, Domenico Laforgia e la coordinatrice dell’Avvocatura regionale, Rossana Lanza", fa sapere un comunicato ufficiale. "Nel corso della seduta è stato ricordato che la proposta di Brindisi ha ottenuto lo stesso punteggio di Frascati sui requisiti essenziali, un punteggio maggiore sugli ulteriori elementi e il miglior punteggio sull’offerta economica".

Il punto di attacco della confutazione dell'esito dell'avviso dell'Enea rivolto alle Regioni italiane è il punteggio relativo al valore degli immobili. "L’aspetto invece su cui la Puglia è risultata perdente è stato quello relativo al valore delle infrastrutture esistenti nella misura in cui risultano utili e disponibili a ridurre il costo dell'investimento", si spiega infatti nel comunicato.

Tokamak-3

"E in riferimento al quale i rappresentanti regionali hanno rilevato 'una notevole disparità di trattamento nell’assegnazione dei punteggi che avrebbe privilegiato la sede di Frascati'. Per questo motivo l’Avvocatura è stata investita del compito di approfondire la questione, partendo dall’acquisizione di tutti i documenti utili", conclude il comunicato. 

Circa l'utilità di tale azione, preanunciata da prese di posizione singole, il mondo della ricerca locale non è unanime nel condividere il passo della Regione Puglia. Il centro Enea della Casaccia a Frascati è ed è stato la culla della ricerca sull'energia nucleare in Italia, inclusa la fusione - con una sperimentazione già avanzata, dal valore riconosciuto a livello internazionale - ed è questo che probabilmente ha influito maggiormente sulla scelta del sito da parte della commissione designata per le ispezioni delle strutture candidate dalle 9 Regioni in lizza, e poi per la selezione finale.

Il sito di Brindisi - Cittadella della Ricerca, secondo altri pareri, avrebbe potuto adeguatamente ospitare tutte le fasi della costruzione del reattore a fusione nucleare sperimentale, disponendo dei vantaggi logistici richiesti, della presenza di un Centro Enea votato alla ricerca sui materiali, ed è anche sede del Ditne, il il Distretto tecnologico nazionale dell'energia. Con un investimento non rilevante, coperto dai 40 milioni di euro che la Regione Puglia avrebbe messo a disposizione, sarebbe stato possibile adeguare l'area con opportuni interventi sulle infrastrutture primarie ed alcuni servizi.

La posizione del M5S

“Sosteniamo la decisione della Regione di chiedere una verifica all’Avvocatura Regionale per sapere se la gara per la scelta del sito del progetto DTT (che ha visto preferire il sito Enea di Frascati alla cittadella della ricerca di Brindisi) sia stata gestita correttamente da un punto di vista amministrativo. Nell’attesa di chiarire questi aspetti di trasparenza non possiamo non evidenziare che probabilmente con un’offerta maggiore della Regione rispetto ai 30 milioni proposti per l’adeguamento della Cittadella della Ricerca, la gara si sarebbe conclusa diversamente", sostiene il consigliere del M5S brindisino Gianluca Bozzetti a margine delle audizioni in I Commissione del direttore del Dipartimento Sviluppo Economico, Domenico Laforgia, e della coordinatrice dell’Avvocatura Regionale, Rossana Lanza, sull’esito dell’avviso pubblico per la scelta del sito che ospiterà il progetto sull’esperimento di fusione nucleare ITER DTT (Divertor tokamak test).

“Un sito - continua Bozzetti - che presenta gravi carenze strutturali dovute a decenni di abbandono da parte delle amministrazioni locali e nazionali, anche di centrosinistra. Per questo auspichiamo che la Regione s’impegni ad investire ugualmente i soldi  previsti per il rilancio della cittadella. Inoltre, in attesa di capire se ci siano dei margini per poter riaprire la gara, torniamo a chiedere chiarimenti  sul progetto. Un aspetto da approfondire è ad esempio quello relativo ai posti di lavoro, per cui abbiamo sentito parlare a regime di 1500 potenziali occupati, mentre nel progetto leggiamo di 150 posti. Altro punto è la questione ambientale perché, seppure in quantità ridotte, la sperimentazione produrrà materiale pericoloso e nessuno ha ancora detto dove e come questo sarà stoccato. Parliamo di un progetto indietro di oltre 5 anni rispetto al cronoprogramma iniziale  e per il quale i costi di realizzazione si sono triplicati passando dai 5 miliardi del 2009 ai 15 miliardi odierni. Domande - conclude - che poniamo da mesi e per le quali aspettiamo ancora di ricevere risposte adeguate”. 

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