Tributi comunali: Confcommercio boccia le nuove regole anti evasione

L'associazione dei commercianti di Brindisi chiede un incontro alla conferenza dei capigruppo."Penalizzati i più deboli"

BRINDISI - Dura presa di posizione della Confcommercio Brindisi contro il nuovo regolamento per le misure di contrasto all’evasione dei tributi comunali, approvato lo scorso 9 gennaio dal consiglio comunale. Per l’associazione dei commercianti le misure previste dall’amministrazione comunale rappresentano “l’ennesima forma di vessazione nei confronti di chiunque svolge attività produttive”. 

“Il Comune di Brindisi – si legge in una nota della Confocommercio - ha inteso recepire una semplice opportunità (l’articolo 15 ter della legge 58/2019 dice testualmente che gli enti locali ‘possono disporre’…Quindi non è un obbligo) concessa dallo Stato, trasformandola in una mannaia nei confronti degli operatori che si trovano già in una situazione disastrosa dal punto di vista economico”.

Confcommercio sostiene che “grazie al regolamento approvato in consiglio, chiunque abbia un debito superiore a mille euro verso l’amministrazione comunale, per l’omesso pagamento di un tributo locale, riceverà una notifica che lo obbliga a regolarizzare entro 30 giorni, trascorsi i quali si procederà direttamente con un provvedimento di sospensione dell’attività per un periodo di 90 giorni”. 

“Ci troviamo di fronte, insomma – si legge ancora nel comunicato dell’associazione - ad un ente locale che mostra i muscoli nei confronti dei più deboli. Non contestiamo, si badi bene, l’intenzione del Comune di Brindisi di creare le condizioni affinché tutti paghino quanto dovuto. Ma è inevitabile constatare che, ancora una volta, si parte non dal contrasto alle forme più evidenti di evasione, bensì dai più deboli e dai più ‘esposti’. Da chi, insomma, ci mette la faccia, ogni giorno mette a rischio la propria attività lavorativa e da chi ha ‘puntato’ su Brindisi per realizzare la propria vita. Né più e né meno, insomma, di ciò che avviene a livello nazionale con l’assalto alle partite Iva”.

Pur nella consapevolezza della crisi finanziaria in cui versa il Comune, Confcommercio ritiene che “colpire commercianti ed altri operatori economici con forme così rigide di “punizione” (a cosa serve chiudere un negozio per 90 giorni, se non a decretarne la sua morte?) per chi non ‘riesce’ a versare quanto dovuto significa dare un’altra mazzata al tessuto economico e produttivo della nostra città”.

“La Confcommercio di Brindisi, in ogni caso – conclude l’associazione - non ha smarrito la sua capacità di dialogo ed è per questo che chiede un confronto tra una nostra delegazione ed i capigruppo consiliari. Il tutto, nella speranza che si possa individuare una soluzione meno vessatoria per chi vive già una situazione agonizzante”.

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