Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Economia

Deposito gas Edison: frenata sull'ubicazione a Costa Morena Est

Il Consiglio superiore dei lavori pubblici ritiene tale ubicazione incompatibile con il Prp. Fabiano Amati: "Gravi danni nei confronti di Brindisi". D'Attis: "Chiederò al ministro Cingolani di promuovere un incontro"

BRINDISI – Il Consiglio superiore dei lavori pubblici frena sull’ipotesi di realizzare a Costa Morena est il deposito costiero di gas Gnl nell’area di Costa Morena Est, in quanto quel sito sarebbe incompatibile con il piano regolatore portuale vigente. Il pronunciamento è avvenuto al termine della seduta che si è svolta stamattina (mercoledì 13 ottobre). Il progetto presentato dalla società Edison da più di un anno è al centro di una vivace contrapposizione politica che ha avuto dei riflessi anche nella maggioranza al consiglio comunale di Brindisi (vedi le divergenze affiorate in occasione della seduta del consiglio comunale dello scorso 21 febbraio). Il sindaco Riccardo Rossi sponsorizza l’ubicazione presso la comata di Capobianco, compatibile con il piano regolatore portuale. 

Le reazioni della politica al parere espresso dall’organo di consulenza del Ministero de trasporti non si sono fatte attendere. Dura la presa di posizione del consigliere regionale Fabiano Amati (Pd), presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione. “Così -  afferma Amati - si uccide un porto e le speranze ambientaliste di una città: con indebite e pacchiane interferenze politiche sui pareri tecnici del Consiglio superiore dei Lavori, il quale addirittura le accoglie violando la legge che regola la sua stessa competenza. E il bello è che non hanno nemmeno avuto la cura di pulire la scena del delitto dalle impronte digitali. Ovviamente ci sono altri porti, Taranto e Barletta per esempio, che stanno già brindando. Intervengano i ministri Cingolani e Giovannini”.

“Quel parere – prosegue Amati - contiene abnormità giuridiche che si possono accettare solo se ascoltate in un’assemblea di disinformati. Si sostiene, infatti, che la proposta debba essere localizzata su spazi previsti dal Piano regolatore portuale. Cioè da uno strumento del 1975. Tale indicazione non tiene però conto di due questioni preliminari: il Piano regolatore portuale non ha valore urbanistico, come stabilito dal Consiglio di Stato con diverse sentenze e dallo stesso Consiglio superiore in occasioni precedenti; altre localizzazioni avrebbero bisogno di lavori di adeguamento per un tempo non inferiore a dieci anni”.

“Ma il rilievo più grave – afferma ancora Amati - è che il Consiglio superiore dei Lavori pubblici dimentica di applicare l’art. 13 del Decreto Legislativo 257 del 2016, il quale dispone che proprio il parere del Consiglio è di per sé una variante al Piano regolatore portuale. Il che vale quanto dire che l’Organo di consulenza tecnica del Ministero delle Infrastrutture avrebbe potuto dare il suo parere contrario su tutto, tranne che sulla questione di compatibilità con il Piano regolatore portuale, perché il suo stesso parere costituisce per legge una variante. Che la norma citata sia stata violata con coscienza e volontà si deduce poi chiaramente dal fatto che sia stata cancellata dalla proposta di parere la frase ‘ovvero, se da realizzare nell’area proposta, sia oggetto di una preventiva variante, anche localizzata, al predetto Piano regolatore’. Qualora l’assemblea l’avesse mantenuta sarebbe infatti incorsa in una confessione esplicita d’incompetenza”. 

Amati vede “in questa cancellazione l’impronta digitale lasciata da chi sta provando in ogni modo a uccidere le speranze ambientaliste e salutiste di Brindisi, a tutto vantaggio della continuità inquinante e carboniera. E tutto ciò è evidente in tempi in cui nemmeno le notizie sulle clamorose riduzioni delle scorte di gas dell’Europa stanno fermando i sabotatori”. “Se non fosse per il grande danno che si compie nei confronti di Brindisi – si legge ancora nella nota di Amati - sarebbe più soddisfacente fermarsi a guardare la scena di una città moribonda, nell’attesa di poter dire ‘ve l’avevo detto’. Ma giacché l’amministrazione pubblica non è il luogo in cui si può attendere di avere ragione sulle cose che gli altri hanno impedito di fare, non ci resta che rivolgerci ai ministri Cingolani e Giovannini, affinché Brindisi e il suo porto non perdano occasioni utili e perché non sia pagato ancora una volta dai cittadini un nuovo tributo all’arretratezza e all’inquinamento”.

A detta di Mauro D’Attis, parlamentare di Forza Italia, “il pronunciamento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici non boccia la realizzazione di un deposito costiero di Gnl nel porto di Brindisi: dà una sorta di ‘consiglio’ all’Autorità di Sistema Portuale, invece, a confermare con gli atti il valore della richiesta presentata per ottenere il parere autorizzativo definitivo dal Ministero competente”.

“Tutto il resto – prosegue D’Attis - appartiene a letture troppo spesso strumentali e forzate della realtà che nulla hanno a che fare con i documenti ufficiali. Il porto di Brindisi ha bisogno di infrastrutture, altrimenti chiedere di essere porto “core” senza averne i requisiti (anzi, osteggiandone la realizzazione) è uguale a prendersi in giro. Credo che anche il Consiglio comunale, nelle sue articolazioni, debba e possa fare le sue riflessioni alla luce delle posizioni assunte.  Per quanto mi riguarda, chiederò che il Ministro Transizione Ecologica Cingolani promuova un incontro alla presenza di Edison, Regione e Comune di Brindisi con il chiaro intento di evitare che si perda questo investimento”.

Forza Italia Brindisi, attraverso una nota a firma della coordinatrice cittadina, Livia Antonucci, tra in ballo il segretario cittadino del Pd, Francesco Cannalire. “Saremmo curiosi di sapere, sempre che non abbia cambiato idea – si legge nel comunicato - cosa ha da dire il segretario cittadino del Pd Cannalire, che nell’aprile 2019 sosteneva con forza che ‘il Consiglio comunale è l’unica Assemblea deputata a decidere sul futuro di Brindisi’, parole affermate in occasione dell’Odg approvato all’unanimità sul porto e sulle opere da realizzare. Concordiamo pienamente con l’affermazione del segretario ma, alla luce di quanto appreso oggi, nello specifico sul parere tecnico espresso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, (che di fatto non esclude l’ipotesi di realizzare l’impianto Gnl nel porto di Brindisi), è nostro desiderio capire se per Cannalire il concetto nobile espresso nel 2019 vale ancora o se oggi non valga anche per egli l’ipotesi che questa partita è stata  ‘vinta’ dall’amministrazione Rossi, in cui il Pd è rappresentato da un consistente numero di consiglieri”.

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