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Consorzio Asi, adesso anche Ferrarese chiede di annullare le nomine appena effettuate

BRINDISI - L’assemblea nominata dagli enti locali in seno al consorzio Asi, non potrà far altro che varare il nuovo statuto adeguandolo alla legge 2 dell’8 marzo 2007, entro i novanta giorni previsti, poi dovrà essere sciolta. La nuova assise consortile dovrà avere le caratteristiche previste dalla legge stessa, ossia un rappresentante per la Provincia, uno a testa per i Comuni di Brindisi, Ostuni, Fasano, Francavilla e uno per la Camera di Commercio, e non tre, tanti quanti sono i membri designati attualmente per Provincia e Comune capoluogo. La conferma arriva direttamente dalla Regione. D’altro canto, la missiva indirizzata alla Provincia e al consorzio il 9 giugno scorso, dal dirigente dello Sviluppo economico Davide Pellegrino, non lasciava spazio a dubbi di sorta.

BRINDISI - L'assemblea nominata dagli enti locali in seno al consorzio Asi, non potrà far altro che varare il nuovo statuto adeguandolo alla legge 2 dell'8 marzo 2007, entro i novanta giorni previsti, poi dovrà essere sciolta. La nuova assise consortile dovrà avere le caratteristiche previste dalla legge stessa, ossia un rappresentante per la Provincia, uno a testa per i Comuni di Brindisi, Ostuni, Fasano, Francavilla e uno per la Camera di Commercio, e non tre, tanti quanti sono i membri designati attualmente per Provincia e Comune capoluogo. La conferma arriva direttamente dalla Regione. D'altro canto, la missiva indirizzata alla Provincia e al consorzio il 9 giugno scorso, dal dirigente dello Sviluppo economico Davide Pellegrino, non lasciava spazio a dubbi di sorta.

L'interpretazione della norma fornita dal dirigente prevedeva che il commissario Armando Serra convocasse l'assemblea secondo i criteri stabiliti dallo statuto Sisri del 1995, che si ispira alla legge regionale del 1986, e che il consesso così composto procedesse al solo adeguamento statutario, per poi essere sciolto. Una faccenda insomma, che sarebbe stato possibile liquidare in pochi giorni, e che si è trascinata invece per tre anni, con appendice di lotte intestine interne ai partiti per nomine che salteranno nuovamente, giocoforza, da qui a tre mesi. Novanta giorni di tempo, poi tutti a casa. Solo al nuovo consesso, designato secondo i criteri stabiliti, sarà consentito designare i nuovi organismi consortili, consiglio d'amministrazione e presidente.

Se le indicazioni del dirigente regionale Pellegrino, fossero state eseguite alla lettera, e per tempo, si sarebbe scongiurato l'ulteriore accumulo di ritardo che destina alla ennesima proroga del commissariamento dell'Asi, già affidata al commissario Serra da otto anni a questa parte. Con tutto quel che comporterà in termini di ritardi per la lunga lista di urgenze che gravano sulla zona industriale brindisina. Gli enti locali, adesso ne sono consapevoli. Lo dimostra la lettera del presidente Massimo Ferrarese, indirizzata alla Regione e al consorzio stesso il 29 ottobre scorso, in cui chiede: "Vi invitiamo a soprassedere alla annunciata convocazione dell'assemblea per la ricostituzione del consorzio Asi, in quanto la costituzione della stessa deve avvenire secondo i principi previsti dalla nuova legge regionale numero due dell'8 marzo 2007. Tanto a seguito di diversi approfondimenti giuridici da noi effettuati che renderebbero non valide le decisioni assunte, in quanto ogni soggetto partecipante al consorzio deve essere rappresentato da un solo componente, in rappresentanza della quota consortile attribuita".

Alla missiva del presidente, a quanto pare, è seguita una richiesta di chiarimento del commissario straordinario Armando Serra indirizzata all'ente barese, volta a comprendere se la presa di posizione del capo della Provincia fosse legittima oppure no. Alla risoluzione, a quanto pare in punta di diritto, dell'amministrazione provinciale, fa eco il consigliere regionale dell'Udc Euprepio Curto, che in una interrogazione alla Regione chiede cosa l'ente intenda fare per adeguare tempestivamente lo statuto alla legge, quindi "all'annullamento delle nomine plurime fino ad oggi notificate al commissario straordinario e alla convocazione della nuova assemblea generale per la ricostituzione degli organi consortili, stavolta come legge comanda. Identico quesito rivolto nei giorni scorsi dal consigliere regionale del Partito democratico Pino Romano, alla vicepresidente con delega allo Sviluppo economico Loredana Capone, marchiando la illegittimità a procedere alle designazioni di consiglio d'amministrazione e presidente da parte dell'assemblea attualmente costituita.

Puntuale la replica di Salvatore Brigante, uno dei tre rappresentanti del Comune designati in seno all'assemblea, che si rivolge in toni aspramente polemici al compagno di partito chiedendo come mai non sia intervenuto nel dibattito per tempo, cioè nelle more delle nomine, che hanno fra l'altro avuto grande eco mediatica. "Era a conoscenza l'interrogante (Romano, ndr) della nota con la quale l'assessore regionale Sandro Frisullo, in una nota del 25 settembre 2007, avvertiva che sino all'approvazione del nuovo statuto gli enti coinvolti devono applicare l'articolo sei del vigente statuto consortile"? Insomma, la bagarre continua, senza esclusione di colpi.

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