Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Economia

Zona franca e piastra logistica: i due obiettivi dell’Asi

Marcello Rollo, presidente del Consorzio dell'area di sviluppo industriale, parla del tavolo di concertazione che vede impegnati tutti gli enti locali

«Stiamo lavorando in concertazione con gli altri per tentare di raggiungere un grande risultato per il territorio. E lo stiamo facendo in silenzio, con il prezioso contributo di tutti gli enti interessati». Parole di Marcello Rollo, presidente del Consorzio Asi, che è sempre più convinto di poter costituire a Brindisi la zona franca doganale, di cui si parla da oltre 50 anni, e realizzare la piastra logistica retroportuale.

Parla, Rollo, il giorno dopo l’ultimo cui hanno preso parte il direttore generale e il dirigente tecnico dell’Asi Giuseppe De Pace e Pietro Palma, il sindaco di Brindisi Mimmo Consales, l’assessore alle Attività produttive del Comune,  Giuseppe De Maria, il vice presidente della Provincia Francesco Locorotondo, il presidente dell’Autorità portuale Hercules Haralambides, il vice presidente della Camera di Commercio Emanuele Sternativo, i dirigenti dell’Agenzia delle Dogane Puglia, Tommaso La Notte, Francesco Maizza e Francesco Maniglia.

«Il progetto della zona franca doganale di tipo uno è un progetto da me fortemente voluto e rappresenta un’opportunità di sviluppo concreta per il porto e l’economia del territorio e delle sue aziende, perché la zona franca consente di far transitare le merci non UE in regime di esenzione, senza pagare dazi d’importazione e senza applicare imposte». L’obiettivo è quello rendere finalmente il porto di Brindisi un porto commerciale: «Le potenzialità ci sono tutte, e non va dimenticato che il nostro porto può servire un bacino di un milione e mezzo di persone, tanti infatti sono gli abitanti del territorio che si snoda da Leuca a Fasano. Possiamo diventare davvero il porto del Salento, con traffici ro-ro ma anche containers».

La zona franca è stata individuata in un’area prospicente Costa Morena. Un’area strategica della banchina che sarà collegata alla piattaforma logistica integrata per la movimentazione delle merci. Non vi sono particolari accorgimenti per la realizzazione dell’opera se non la perimetrazione e la vigilanza che consenta di controllare le merci, al fine di verificarne la rispondenza ai requisiti previsti dalle leggi internazionali.

«La competitività di un porto - ha dichiarato il dirigente dell’Agenzia delle Dogane Puglia, Tommaso La Notte - si vede dalla velocità con cui avvengono le operazioni di sdoganamento. Con una zona franca il porto di Brindisi potrà fare un salto di qualità». Dopo aver redatto il progetto e raccolto il parere favorevole di tutti gli enti, ora il prossimo passo sarà quello di presentare al Ministero dello Sviluppo Economico un’istanza ufficiale a firma dell’Autorità Portuale di Brindisi. Per sostenere la richiesta, l’istanza sarà sottoscritta dal Comune, dalla Provincia, dalla Camera di Commercio e dal Consorzio Asi.

Questo tavolo di concertazione conferma, secondo Rollo, quanto sia importante la collaborazione tra Autorità portuali e Consorzi Asi: «Non a caso ho chiesto al ministro che nella riforma dei porti sia prevista la presenza dei presidenti dei Consorzi Asi nei Comitati portuali, perché non si può pensare allo sviluppo delle banchine e dei traffici senza pensare all’infrastrutturazione delle aree retroportuali».

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