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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Economia

"Consorzio Asi, è questo il momento per portare avanti progetti per il territorio"

Il presidente Vittorio Rina: "Occorre farsi trovare pronti e canalizzare gli investimenti sul Brindisino, è questa la nostra mission. E sul Intel siamo pronti, ma la strada è ancora lunga"

BRINDISI - Ha avuto la sensazione di essere tirato per la giacchetta, ma ha preferito non rispondere alle polemiche. Il presidente del Consorzio Asi (area sviluppo industriale) di Brindisi Vittoria Rina spiega che l'obiettivo è quello di concentrarsi sul proprio lavoro. E sugli investimenti, Intel in primis. "Ma attenzione, qui la strada è lunga e irta di ostacoli", chiosa. A luglio la Regione ha allertato tutti: guardate che c'è questa possibilità, si parla di una multinazionale importante. Solo dopo si scoprirà che si tratta di Intel, che produce dispositivi a semiconduttore, microprocessori, componenti di rete e altri circuiti integrati. Bene, occorre candidare aree per questo progetto, Brindisi c'è. Per qualcuno Rina non coinvolgerebbe il territorio sulle scelte di Asi. Spiega il presidente del consorzio: "Io e il mio predecessore (l'imprenditore Domenico Bianco, ndr) abbiamo candidato diversi progetti, non è che possiamo coinvolgere e sondare sempre tutti. Ho ritenuto di rispondere e dire come stanno le cose. Questo è un momento storico particolare, non lo dimentichiamo. Occorre essere operativi, c'è il Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr) in ballo. Ci troviamo di fronte a un quadro nuovo, occorre fare i progetti e cantierizzarli entro il 2023 e realizzarli entro il 2026. Occorre essere operativi e non perdere tempo. Occorre sburocratizzare". E le polemiche di questi giorni? Rina preferisce non rispondere direttamente, ma tracciare un quadro della situazione, Intel in testa, e spiegare il suo punto di vista, chiarire quale è il compito di un presidente di consorzio. Vittorio Rina, che è un avvocato, ha risposto a qualche domanda posta da BrindisiReport.

Partiamo proprio dalla suggestione Intel, Brindisi ha le carte in regola?

"Abbiamo candidato queste aree, con i limiti che tutti conoscono. La questione è delicata, c'è un'istruttoria in corso. Se Brindisi dovesse rientrare tra le opzioni, dobbiamo fare tutto il possibile. Io voglio soltanto cercare di realizzare ciò che il mio ruolo richiede: favorire lo sviluppo del territorio. Ma bisogna anche intendersi sul concetto di territorio. Noi siamo sempre aperti al confronto. Io da quando mi sono insediato ho avviato una campagna di ascolto, sentendo Confindustria, sindacati, associazioni. E ho ricevuto varie aziende interessate alla zona industriale di Brindisi".

Quindi ci sono altri investimenti in ballo?

"Ci sono altri progetti, ma sono questioni delicate. Non possiamo sempre darne notizia. Spesso si agisce sottotraccia. Abbiamo in corso altre idee progettuali che sono un po' più di suggestioni, ma non possono essere ancora illustrate. Io ho sempre aperta l'interlocuzione con i membri del consorzio. Intendo, nei limiti delle mie possibilità, riqualificare questa zona. Ci sono punti morti da tempo, io voglio rivitalizzarli. Occorre inoltre fare sempre una cernita tra progetti spendibili e mire degli speculatori, è difficile, ma è un compito che io intendo esercitare".

Tornando a Intel, sono in corso delle interlocuzioni, dunque?

"Io devo necessariamente interloquire con la Regione. Queste segnalazioni non sono arrivate solo a noi, ma ad altri Consorzi Asi. Stiamo parlando pur sempre di una questione internazionale. A me interessa unicamente che i progetti siano di pubblica utilità, seri e sostenibili e che abbiano ricaduta occupazionale diretta o indiretta. Un esempio: il campo di fotovoltaico. Bene, se qualcuno vuole realizzarlo e mi apre, per dire, un call center, ben venga. Parliamo di occupazione, di una scossa per il territorio. I consigli li accetto da tutti, ma poi le scelte le prende il Consorzio Asi, perché le responsabilità sono nostre".

Tempo fa si è parlato di una riforma di accorpamento di vari consorzi pugliesi. Che ne pensa?

"Io quella riforma non la condivido per come è stata prospettata. Su cinque consorzi se ne estrapola uno, Bari, e si accorpano gli altri quattro. Ecco, su questo ho molte perplessità, i consorzi sono diversi, non amalgamabili. Questa di Brindisi è una realtà viva, che deve essere implementata e strutturata. Ovviamente, servono risorse. Questa proposta non mi convince, comunque. Brindisi è la vera unica realtà industriale, Taranto a parte, rispetto agli altri. Sicuramente si parla di enti da riformare, da strutturare, da implementare. Siamo un ibrido: un ente pubblico economico. Ci sono situazioni su cui mettere mani, ma un accorpamento sic et simpliciter non mi sembra una soluzione adatta per queste criticità".

A proposito di criticità, l'area di Francavilla Fontana ne ha molte.

"Noi abbiamo presentato già tempo addietro un progetto per la mitigazione o per la eliminazione del vincolo idrogeologico che grava sull'area di Francavilla Fontana. Occorre un milione di euro. La Regione Puglia nella prima tranche dei progetti cosiddetti Sirai lo ha escluso. Io, adesso, tornerò alla carica. Perché, così facendo, si eliminerebbe questo vincolo e avremmo la disponibilità di altri 26 ettari di terreno, preludio di sviluppo per questa città e per i comuni limitrofi".

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