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Licenziamenti al petrolchimico: "Aziende irremovibili, lo sciopero continua"

Restano ferme sulle loro posizioni le ditte subentrate alla Coemi dopo la fine dell'appalto. Quattordici lavoratori rischiano di restare a casa. Per giovedì convocato un nuovo incontro in prefettura

BRINDISI -  Nessuna apertura da parte delle aziende. Sono terminati con una fumata nera i due incontri sulla sorte dei lavoratori dell’indotto del petrolchimico a rischio licenziamento che stamani (22 maggio), in concomitanza con lo sciopero generale indetto da tutte le categorie dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, si sono svolti in prefettura, mentre alcune decine di manifestanti presidiavano piazza Santa Teresa. 

A mezzogiorno, il prefetto Annunziato Vardé ha incontrato i rappresentanti di Eni Versalis e delle due aziende, la Ts Impianti e la Impes, subentrate alla ditta Coemi nell’appalto delle manutenzioni elettrosstrumentali. Alle 17, lo stesso prefetto ha incontrato i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil per comunicare l’esito del confronto con le aziende.

“E’ andata male – dichiara senza mezzi termini Maurizio Sancesario, segretario della Fiom Cgil – non ci sono aperture da parte delle aziende che hanno vinto l’appalto, le quali restano ferme a quanto detto finora”. Questo vuol dire che delle 27 unità che lavoravano per la Coemi, la Tes Impianti è disposta a rilevarne solo sei a tempo determinato e due a tempo indeterminato, mentre la Impes ha dato la propria disponibilità ad assumerne quattro.

I lavoratori in esubero sarebbero quindi 14 (uno nel frattempo ha trovato altra sistemazione). Il prefetto, da quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, ha invitato la Confindustria Brindisi a fare una valutazione fra tutte le ditte appaltatrici del petrolchimico, per capire se alcune di queste possano riassorbire i lavoratori a rischio licenziamento, dando vita a una sorta di transumanza interna allo stabilimento.

“Ma noi crediamo – spiega ancora Sancesario – che questa soluzione non sia possibile. Le uniche due aziende che possono dare un lavoro a queste persone sono la Impes e la Ts”. Le parti si sono aggiornate a giovedì prossimo, quando il prefetto, in due riunioni separate, accoglierà nuovamente le aziende e i sindacati. Nel frattempo, lo sciopero generale andrà avanti. “Fino a quando non verrà risolto il problema – spiegano i sindacati – i lavoratori dell’indotto non entreranno”. 

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