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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Economia

Contratto My Way annullato dal tribunale per difetto di informativa del cliente

BRINDISI - Anche il Tribunale di Lecce riconosce le ragioni di un risparmiatore, associato della Confconsumatori – Federazione Provinciale di Brindisi, e dichiara la nullità del contratto denominato My Way condannando la MPS Banca Personale alla restituzione delle somme corrisposte dal consumatore pari a 20mila euro circa. La sentenza si differenzia profondamente rispetto ad altre ottenute in merito allo stesso prodotto, in quanto il giudice salentino esamina una violazione particolare degli obblighi informativi gravanti sulla banca la quale determina, per espressa previsione normativa, la nullità del contratto.

BRINDISI - Anche il Tribunale di Lecce riconosce le ragioni di un risparmiatore, associato della Confconsumatori - Federazione Provinciale di Brindisi, e dichiara la nullità del contratto denominato My Way condannando la MPS Banca Personale alla restituzione delle somme corrisposte dal consumatore pari a 20mila euro circa. La sentenza si differenzia profondamente rispetto ad altre ottenute in merito allo stesso prodotto, in quanto il giudice salentino esamina una violazione particolare degli obblighi informativi gravanti sulla banca la quale determina, per espressa previsione normativa, la nullità del contratto.

In virtù dell'art. 30 del Testo Unico dell'Intermediazione Finanziaria (TUIF), infatti, ogni qual volta un contratto venga stipulato fuori dalla sede della Banca, lo stesso deve contenere una apposita clausola concernente il diritto del consumatore di recedere dallo stesso entro 7 giorni dalla stipula dello stesso con conseguente scioglimento di ogni e qualsivoglia vincolo di natura economico - negoziale. Qualora tale clausola non sia prevista il contratto è nullo. Nel caso di specie, pur essendo il contratto stato stipulato presso l'abitazione del risparmiatore, quindi, fuori dalla filiale della banca, lo stesso non conteneva la clausola concernente il diritto di recesso.

Di conseguenza, il Tribunale di Lecce, accogliendo integralmente le tesi processuali della difesa del risparmiatore, ha dichiarato la nullità dell'intera operazione condannando la Banca a restituire quanto percepito dal 2000 ad oggi dall'associato della Confconsumatori. Più in particolare, secondo l'Autorità Giudiziaria "si tratta di un'ipotesi di nullità espressamente contemplata dalla legge, la cui ratio risiede nella necessità di approntare maggiore tutela nei confronti del risparmiatore che stipula il contratto fuori dai locali della banca e, sovente, a seguito di attività di procacciamento".

"E' una grande vittoria per la nostra associazione che dopo aver ottenuto la prima sentenza in Italia dinnanzi al Tribunale di Brindisi con la quale la Banca è stata condannata per la vendita del prodotto finanziario denominato My Way, continua ad ottenere vittorie vedendo accolte le proprie tesi volte ad evidenziare sempre nuovi profili di irregolarità dei contratti concernenti i prodotti finanziari" afferma l'avv. Emilio Graziuso responsabile nazionale settore credito Confconsumatori. "La sentenza ottenuta, inoltre, ci inorgoglisce particolarmente essendo una delle prime sul territorio pugliese ad aver sancito la nullità per violazione dell'art. 30 TUIF di un prodotto strutturato, formato cioè da singoli contratti finanziari" conclude l'avv. Graziuso.

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